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innovazioni curiose

LG lancia lo smartphone che scaccia le zanzare.

 LG lancia lo smartphone che scaccia le zanzare.

LG lancia lo smartphone che scaccia le zanzare. Le zanzare, si sa sono tremendamente fastidiose. D’estate sono il nostro incubo ricorrente… e la nostra croce quotidiana.  I rimedi  contro queste fameliche bestiacce sono infiniti e sfociano in tante soluzioni, chimiche e non. Fortunatamente l’estate finisce e le nostre acerrime nemiche diminuiscono. Per questo siamo sollevati e agguerriti per i mesi a venire. Non tutti i paesi, però, hanno gli stessi cambi stagionali. Ci sono zone dove il caldo non cede a mutamenti. Qui, inutile dire che spopolano sovrane le zanzare. Come ovviare al problema? Beh LG ci propone una soluzione che potrebbe aprire le porte a nuove strade e tecnologie.

LG lancia lo smartphone che scaccia le zanzare con un sistema innovativo e privo di conseguenze per l’uomo. LG ha integrato il telefono cellulare con la “ultrasonic mosquito away technology”, il cui scopo  è  quello di scacciare le antipatiche quanto in alcuni casi pericolose zanzare. Sì perché in India, le zanzare sono tanto aggressive quanto portatrici di malattie pericolose come la Malaria.

LG propone per questo smartphone una doppia cover in confezione di vendita, una delle quali è caratterizzata da uno spessore maggiore per la  presenza del sistema anti-zanzara. Quest’ultimo basa la sua tecnologia sulla produzione di onde ultrasoniche con un range di frequenza superiore ai 30 kHz, innocue per l’uomo, che dovrebbero invece disturbare e quindi allontanare zanzare di ogni tipo.

LG lancia lo smartphone che scaccia le zanzare.

I test hanno dimostrato l’efficacia di questa tecnologia al 70%. Un’ integrazione che potrebbe essere utilizzata anche in altri paesi, con piacevoli sviluppi. LG K 7i è stato creato appositamente per l’India e ha un prezzo abbordabile e tecnologie limitate, ma il modello potrebbe essere il capostipite di un nuovo modo di fare smartphone: quello che ha al suo interno anche scopi sociali e ambientali. Che cosa ne dite, lo comprereste?

Fonte e foto da (www.phonetoday.it)

Inventate batterie biologiche che si attivano con la saliva. Il futuro si avvicina

Inventate batterie biologiche che si attivano con la saliva.

Inventate le batterie biologiche che si attivano con la saliva. Il progresso e la tecnologia ci fanno fare passi da giganti. Ricercatori si spingono oltre ogni limite per trovare soluzioni alla vivibilità futura.   Alcune invenzioni sembrano così sorprendenti e curiose da rasentare la fantascienza. Avete visto il film “Tomorrowland”? In un’ Esposizione mondiale del 1964, Frank Walker, aveva portato in visione, per vincere 50 dollari, un prototipo di jet pack non funzionante. (Non completamente funzionante). Quando l’esaminatore gli ha chiesto quale progresso avrebbe dato al mondo la sua invenzione, lui candidamente ha risposto che se qualcuno avesse visto un uomo volare sulla sua testa, avrebbe pensato che tutto era possibile. La stessa idea mi passa con la mente quando leggo notizie del genere.

Inventate le batterie biologiche che si attivano con la saliva, vediamo come. Innanzitutto biologiche perché al loro interno contengono batteri liofilizzati. Sì, avete letto bene, liofilizzati.  Le batterie di cui parliamo sono state realizzate da un team di ricerca guidato da Seokheun Choi (già noto per aver ideato le prime batterie di carta) presso la Binghamton University di New York. La particolarità è che questi dispositivi sono alimentati da batteri capaci di generare energia utilizzando appunto delle gocce di saliva.

Attivate, producono piccole quantità di energia. La forza di queste batterie sta nella facile reperibilità di materiali e una lunga conservazione.

Così ha spiegato il professor Choi l’importanza della sua scoperta:“La generazione di piccole quantità di energia su richiesta è utile soprattutto per le applicazioni diagnostiche nei Paesi in via di sviluppo. Tipicamente queste applicazioni richiedono solo poche decine di microwatt per pochi minuti, mentre le tradizionali batterie presenti in commercio sono troppo costose e sofisticate, senza contare poi il problema dell’inquinamento”. 

Una scoperta che può trovare grandi ramificazioni future. Che cosa ne pensate, non siamo un pochino nel futuro?

Fonte( green.me.it)

 

Inventato il pannello solare che produce acqua potabile.

Inventato il pannello solare che produce acqua potabile.

Inventato il pannello solare che produce acqua potabile. I pannelli solari si dividono in due grandi categorie. I pannelli solari termici che trasformano l’energia solare in calore, e i pannelli solari fotovoltaici che convertono l’energia solare in energia elettrica.  Entrambi utilissimi e utilizzati negli ultimi decenni come fonti ecologiche. I pannelli solari termici affondano le proprie radici in tempi lontani addirittura risalirebbero all’impero romano.

Un pannello fotovoltaico è un dispositivo, composto da celle fotovoltaiche, in grado di convertire l’energia solare  in energia elettrica mediante effetto fotovoltaico.   

I pannelli solari (specie quelli fotovoltaici) stanno prendendo sempre più piede, grazie alle proprie specifiche e agli incentivi statali. Anche i contribuenti sono alla ricerca delle aziende eco-sostenibili, che producono in modo “pulito” la propria energia. Molti marchi, stanno orientando le proprie risorse alla realizzazione di impianti che coprano il proprio fabbisogno regalando all’ambiente un maggiore respiro.

Di conseguenza, grandi passi si stanno  compiendo per sviluppare le tecnologie, l’impiantistica e le funzionalità dei pannelli solari. Diversi aziende e studi stanno testando diversi formati adatti anche a chi ha meno spazio d’istallazione.  La ricerca in questo senso sta facendo passi da giganti, anche se  gli incentivi non sono sempre così rosei.

E’ di questi giorni la notizia di un ulteriore progresso:  Inventato il  pannello solare che produce acqua potabile. Questo sistema che chiamano Source  trasforma in acqua potabile il vapore acqueo sospeso nell’aria. Li ha realizzati Zero Mass Water, una start-up americana nata un anno e mezzo fa.

Questo pannello solare di ultima generazione distilla l’acqua eliminando sostanze inquinanti e poco gradevoli al palato. Questa particolare istallazione dovrebbe produrre circa 10 l di acqua al giorno. Una quantità ottimale per il fabbisogno di 4 persone.

Source potrebbe risolvere i problemi idrici di molti posti e non solo quelli in via di sviluppo.  L’azienda è intenzionata a lanciare presto il prodotto sul mercato.

(Fonte www.focus.it)

 

 

Mokase: la cover, made in Naples, che fa il caffè.

Mokase: la cover, made in Naples, che fa il caffè.

Mokase è la prima cover al mondo, nata dalla genialità tutta italiana. Progettata per portare la bevanda nazionale preferita sempre con noi. Ebbene sì avete letto bene. Una cover con una specifica precisa e particolare: fare il caffè.

Ideata da due giovani imprenditori campani Luigi Carfora e Clemente Biondo sarà presto messa sul mercato.  Mokase consente al suo possessore di proteggere il proprio dispositivo mobile e di bere un caffè in piena mobilità.

Azionando l’app ad esso collegata la vostra cover in 5/8 secondi scalderà il caffè. Dandovi la possibilità grazie al bicchierino collegato di bere, un mini caffè da 25 ml. Il suo design è estremamente elegante e raffinato. Non viene però trascurata, la sicurezza del tuo smartphone, infatti è stato studiato un perfetto sistema di isolamento tra il telefono e la parte destinata alla funzione di erogazione della bevanda. I vostri amici e parenti non crederanno ai loro occhi.
Mokase nasce da una società completamente made in Naples che produce gadget innovativi e creativi per strumenti informatici e device mobili.

Il caffè per la cover Mokase è contenuto all’interno di una cialda usa e getta, si chiama Mokaromi. Ideata con materiali che possono conservare la bevanda per tre mesi. Con un apposito sistema di rottura a membrana, si incastra perfettamente al tubicino di fuoriuscita del liquido.
Da azienda napoletana non poteva mancare l’attenzione alla miscela di caffè utilizzata.
 Per il lancio sul mercato  sono stati scelti tre tipi di aroma che risultano i più apprezzati dai palati dei consumatori. Inoltre ci sarà la possibilità di scegliere caffè con o senza zucchero.  Sono in previsione nuovi gusti e disponibilità. Mokase sarà accessibile da settembre ma sul sito potrete già prenotare la vostra cover versando un anticipo del 50%. Si potrà acquistarla al prezzo di 49,90€.

Fonte (www.mokase.it)

 

 

Eletrunks: le mutande del futuro per uomo, con il cordino per…

Eletrunks: le mutande -del futuro per uomo.

Uomini questo post è per voi. Udite, udite hanno inventato l‘intimo del futuro. Un capo che potrebbe risolvere uno dei più grandi problemi dell’universo maschile: come rimettere a posto “i gioielli di famiglia” in maniera fine ed educata. Sì avete letto bene. Non dovrete più essere tacciati di cattiva educazione e di stare sempre a “ravanare” nei pantaloni. Perché queste mutande del futuro hanno incorporato un cordino che vi permette di sistemare l’intimo praticamente e velocemente.

Il creatore, il newyorkese Michael Walker, si è inventato gli Eletrunks durante un viaggio in Sudamerica. ”Avevo lasciato il mio lavoro per viaggiare tra Peru, Ecuador e Colombia. Ero in moto, e lì mi sono reso conto di quanto scomodi fossero tutti i diversi tipi di mutande maschili. Appena tornato, mi sono messo al lavoro, e sono passato da zero al prodotto finale in meno di due mesi”.

Il nome deriva dalla ”Elephant trunk”, ovvero la proboscide dell’elefante, che richiama la forma del progetto mutande con il cordino.

La mutande sono disponibile in cinque colori, tutti con nomi buffi e con ironia non proprio facili da capire.

 ”La gente quando sente la mia idea ride, poi capisce che è davvero funzionale. Stanno andando a ruba. E stiamo lavorando anche a modelli per chi preferisce i boxer e chi usa invece gli slip. In futuro vogliamo creare pantaloncini fatti apposta per chi affronta lunghi viaggi in bici o in moto, e per gli sportivi. Tutti devono poter ”elevare” il loro stile di vita”.

Walker racconta anche di essere sommerso di richieste da donne che vogliono un reggiseno con lo stesso principio. ”Ci stiamo lavorando!”

L’idea di per se non è tanto malvagia anche se fa sorridere pensare all’idea di poter stare sempre a giocare con i cordini 😉

Fonte (www.dagospia.com)

Jeans che vibrano per indicare la strada e “corteggiare”

Inventati jeans che vibrano per dare indicazioni stradali e “corteggiare”.

Il termine jeans (o blue jeans) designa propriamente i pantaloni con i caratteristici rivetti di rame o di metallo, con il bottone centrale di metallo, taglio a 5 tasche, di cui le posteriori cucite sopra la stoffa del corpo dei pantaloni, con l’etichetta (detta salpa) inserita nella parte posteriore in alto a destra.

Il jeans fu inventato dal sarto Jacob Davis nel 1871 per essere brevettato con Levi Strauss il 20 maggio 1873. Le marche storiche e con le maggiori vendite sono “Levi’s” dell’azienda Levi Strauss & Co., Lee e Wrangler entrambi della Vf Corporation. (Storia tratta da wikipedia)

Sono decenni che i jeans impazzano sulla scena. Non esiste persona al mondo che non ne possegga un paio. Grazie alla loro versatilità e la comodità sono un capo intramontabile.

Per stare però sempre in vetta, ogni tanto vengono rinnovati.

Un’azienda  Francese, Spinalli Design ha recentemente rivelato una collezione di jeans  che vibrano quando sono connessi con uno smartphone.

Con questa tecnologia hanno la funzione di navigatore satellitare.

Per non tenere il mano il cellulare il jeans vibra dal lato in cui bisogna svoltare.

“The Essential Jeans” vibra ogni volta che una persona deve girare a destra o a sinistra e se si sta sbagliando vibrano entrambi i lati.

Altra funzione che potrebbe essere integrata in questi curiosi jeans sarebbe bella d’impostare la vibrazione alla ricezione di messaggi o e-mail.

Funzione ancora più curiosa è quella detta “ping” con la quale si potrebbe corteggiare un uomo o una donna che indossa i jeans che vibrano.

Di fatti si potrebbe mandare una vibrazione alla persona che desideriamo, corteggiandola.

The Essential jeans hanno una batteria interna non rimovibile.  La compagnia Francese afferma che dovrebbe durare quattro anni se si usa il GPS una volta a settimana. Se invece si utilizza il dispositivo anche meno di una volta a settimana, può durare anche di più.

Che cosa ne pensate?

Fonte (cose assurde.it)

 

La giarrettiera da uomo, per tenere la camicia in ordine

Un’ invenzione curiosa: la giarrettiera da uomo per avere sempre in ordine la camicia.

E’ bello apparire sempre curati e in ordine. E oggi più che mai, diventa preponderante non solo per le donne ma, anche per gli uomini.

Perchè nella realtà odierna dove l’aspetto determina il primo impatto e il primo imprinting essere impeccabili, da una marcia in più.

Un giovane designer NicK Vene ha progettato la giarrettiera da uomo.

Sì, avete letto bene. Non spaventatevi, però, non siamo di fronte  la versione femminile della giarrettiera, ma una soluzione ad un problema concreto.

Ho avuto l’idea perché detestavo dover sistemarmi la camicia continuamente”, ha spiegato il ventunenne Vene. “Ho sempre avuto problemi con questa cosa, e così ho fatto una ricerca e non ho trovato niente che facesse al caso mio. Questo mi ha spinto a creare qualcosa di nuovo”.

Di fatti, la giarrettiera da uomo è stata creata per tenere ben tesa e composta la camicia nei pantaloni. Riadattando un capo femminile per eccellenza per essere sempre in ordine.

La giarrettiera da uomo è composta da tre clip regolabili, legate ad un fascia elastica da inserire in ogni gamba, che agganciate alla camicia non la fanno spostare, ne fuoriuscire dai pantaloni.

Il giovane designer ha potuto perfezionare la sua invenzione grazie alla piattaforma di crowdfunding Kickstarter, dove è riuscito a raccogliere dieci volte la somma che si era posto come obiettivo.

Abbiamo già soddisfatto persone di diverse professioni: avvocati, manager, camerieri, professori. È bellissimo ricevere commenti positivi dai clienti. È bello ricevere un ordine, ma è molto più importante per me che il cliente sia contento del nostro prodotto”, spiega Vene.

Senza dubbio la giarrettiera da uomo, soddisfa un bisogno reale e concreto, ma la domanda sorge spontanea, voi la usereste?

Diventerebbe un capo indispensabile del vostro armadio?

fonte ( notizie del mondo. info )

Lo scatolo per la pizza da passeggio

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Lo scatolo per la pizza da passeggio. Come mangiare al meglio il cibo “take away” per eccellenza, durante passeggiate, grazie alle bretelle.

Forse non c’è al mondo, piatto più conosciuto e amato, della pizza.

Non c’è Stato, che non abbia ricetta e ingredienti preferiti, e non c’è essere umano, grande o piccino, che non la ami.

Anche se le origini vengono attribuite a diverse regioni o addirittura a diversi continenti, è di sicuro annoverata come la “pietanza della felicità“. Cibo di  indiscussa giovialità.

E oggi più che mai, nonostante impazzino diversi tipi di pranzo d’asporto, la sua posizione, resta sempre in pole position.

Di sicuro mangiarla al ristorante o in pizzeria fa si che se ne gustino appieno il sapore.

Eppure molti preferiscono gustarla a casa in compagnia d’amici e/o parenti.

La pizza però, raffreddandosi cambia sapore.

Come ovviare a questo problema? Mangiarla per la strada?

Un ventunenne di Jesolo, Nele Alihodzic ha brevettato una soluzione: lo scatolo per la pizza da passeggio.

Un cartone particolare, perché dotato di una sorta di bretelle, in modo da poter così “indossare” la pizza e mangiarla comodamente durante una passeggiata.

Del contenitore è stata sviluppata anche una variante per fast food, dotata di appositi spazi per tenere fermi bibite e patatine.

 

Entrambe le versione sono decisamente più comode e innovative rispetto i cartoni utilizzati in precedenza.

Nonostante l’idea possa sembrare banale e semplice ha richiesto più di due anni per essere realizzata in via pratica.

Il suo inventore sta richiedendo, intanto, per questo scatolo per la pizza da passeggio, la diffusione  e la commercializzazione in tutto il mondo.

Vedremo presto se sarà utilizzata o meno.

Ditemi un po’, che cosa ne pensate?

Utilizzereste questo cartone ma soprattutto avreste il coraggio di  indossare una simile curiosità?

Io sinceramente non saprei…

(fonte notizie del mondo. info)

Innovazioni curiose: “Airbike” la bici che …

air bike la biciOrmai la stampante fa parte della nostra quotidianità, come il pc, il tablet e l’i-phone.

Che si stampino ricette, consigli e articoli interessanti è davvero utile.

Avete mai provato a stampare schemi per realizzare automobili di carta da assemblare o progetti unici e divertenti per voi stessi o per i vostri figli?

Sinceramente io si e non sono stata neanche tanto brava a metterli assieme, se proprio la vogliamo dire tutta.

Ma ciò di cui vi parlerò a breve è un‘innovazione curiosa e assolutamente originale, oltre che ecologica e rivoluzionaria.

Avete mai pensato si possa stampare qualcosa che diventi materiale e assuma una certa fisicità?

Avete risposto no, vero? A meno che non ci si trovi immersi in qualche film futuristico.

Se vi dicessi che potremo presto stampare una bici vera e propria?

Non mi credereste… eppure è così!

Un gruppo di  scienziati dell’European Aeronautic Defence and Space Group di Filton  ha dato vita a una bicicletta ” Airbike” completamente realizzata da un computer.

Tutto ciò è possibile attraverso un’apparecchiatura particolare che  stampa 3D.

La bicicletta è formato da strati di nylon fuso che grazie ad un processo di sintetizzatore laser vengono posti uno sull’altro.

Le gomme e le parti meccaniche vengono aggiunte in una seconda fase.

La struttura di nylon così “stampata” è ecologica perchè riduce le emissioni di CO2, gli sprechi di materiale e il suo peso è nettamente inferiore ad una bici classica.

Che ne pensate?

Siete pronti a stamparvi la bicicletta?

Io la trovo un’innovazione curiosa e geniale.