Crea sito

Nascita della Coca Cola e usi alternativi

Nascita della Coca Cola e usi alternativi.

Nascita della Coca cola e usi alternativi. Una tra le bibite, se non quella più conosciuta al mondo, nasconde diverse curiosità e una nascita abbastanza particolare. Sapevate che la Coca Cola fu inventata come rimedio medicamentoso per curare mal di testa e stanchezza?  Ebbene sì. Colui che per primo diede vita a  questa formulazione, John Stith Pemberton,  aveva variato la miscela di “vino di coca” che spopolava in Europa. La Coca Cola deve appunto al suo nome dalla combinazione di coca e (noci di) cola.

Pemberton come spesso accade non ricavò che pochi spiccioli dalla vendita della formula che tuttora rimane segreta.

Nascita della Coca Cola e usi alternativi

La Coca Cola cominciò la sua diffusione negli anni venti e con l’ausilio di una grande strategia pubblicitaria, è una tra le bibite più amate ai nostri giorni. Ma come fa la Coca Cola a mantenere gli stessi standard in tutto il mondo? In questo modo: la casa madre e solo lei, distribuisce la base (uno sciroppo) che va diluita con acqua gassata secondo precise indicazioni.

Nascita della Coca Cola e usi alternativi.

Questa bibita nata come medicinale ha diversi usi alternativi:

  1. Per eliminare le macchie. Aggiunto al detersivo per lavatrice un bicchiere di Coca Cola, questo riesce al eliminare tutte le macchie di sporco e grasso.
  2. Per pulire le pentole. I tegami e padelle molto incrostati, possono essere puliti facendo bollire al loro interno per qualche minuto un bicchiere di Coca Cola.
  3. Per sturare gli scarichi: basterà versare mezzo litro di Coca Cola, attendere un paio ore e completare l’operazione con due litri di acqua bollente.
  4. Per eliminare la ruggine e le incrostazioni di calcare. Far agire il liquido per qualche ora nella zona da trattare.
  5. Per pulire l’argenteria.
  6. In caso di vomito, sorseggiare la Coca Cola con l’aggiunta di poco zucchero che elimina il gas.

Fonte (wikipedia e supereva)

 

LG lancia lo smartphone che scaccia le zanzare.

 LG lancia lo smartphone che scaccia le zanzare.

LG lancia lo smartphone che scaccia le zanzare. Le zanzare, si sa sono tremendamente fastidiose. D’estate sono il nostro incubo ricorrente… e la nostra croce quotidiana.  I rimedi  contro queste fameliche bestiacce sono infiniti e sfociano in tante soluzioni, chimiche e non. Fortunatamente l’estate finisce e le nostre acerrime nemiche diminuiscono. Per questo siamo sollevati e agguerriti per i mesi a venire. Non tutti i paesi, però, hanno gli stessi cambi stagionali. Ci sono zone dove il caldo non cede a mutamenti. Qui, inutile dire che spopolano sovrane le zanzare. Come ovviare al problema? Beh LG ci propone una soluzione che potrebbe aprire le porte a nuove strade e tecnologie.

LG lancia lo smartphone che scaccia le zanzare con un sistema innovativo e privo di conseguenze per l’uomo. LG ha integrato il telefono cellulare con la “ultrasonic mosquito away technology”, il cui scopo  è  quello di scacciare le antipatiche quanto in alcuni casi pericolose zanzare. Sì perché in India, le zanzare sono tanto aggressive quanto portatrici di malattie pericolose come la Malaria.

LG propone per questo smartphone una doppia cover in confezione di vendita, una delle quali è caratterizzata da uno spessore maggiore per la  presenza del sistema anti-zanzara. Quest’ultimo basa la sua tecnologia sulla produzione di onde ultrasoniche con un range di frequenza superiore ai 30 kHz, innocue per l’uomo, che dovrebbero invece disturbare e quindi allontanare zanzare di ogni tipo.

LG lancia lo smartphone che scaccia le zanzare.

I test hanno dimostrato l’efficacia di questa tecnologia al 70%. Un’ integrazione che potrebbe essere utilizzata anche in altri paesi, con piacevoli sviluppi. LG K 7i è stato creato appositamente per l’India e ha un prezzo abbordabile e tecnologie limitate, ma il modello potrebbe essere il capostipite di un nuovo modo di fare smartphone: quello che ha al suo interno anche scopi sociali e ambientali. Che cosa ne dite, lo comprereste?

Fonte e foto da (www.phonetoday.it)

Inventate batterie biologiche che si attivano con la saliva. Il futuro si avvicina

Inventate batterie biologiche che si attivano con la saliva.

Inventate le batterie biologiche che si attivano con la saliva. Il progresso e la tecnologia ci fanno fare passi da giganti. Ricercatori si spingono oltre ogni limite per trovare soluzioni alla vivibilità futura.   Alcune invenzioni sembrano così sorprendenti e curiose da rasentare la fantascienza. Avete visto il film “Tomorrowland”? In un’ Esposizione mondiale del 1964, Frank Walker, aveva portato in visione, per vincere 50 dollari, un prototipo di jet pack non funzionante. (Non completamente funzionante). Quando l’esaminatore gli ha chiesto quale progresso avrebbe dato al mondo la sua invenzione, lui candidamente ha risposto che se qualcuno avesse visto un uomo volare sulla sua testa, avrebbe pensato che tutto era possibile. La stessa idea mi passa con la mente quando leggo notizie del genere.

Inventate le batterie biologiche che si attivano con la saliva, vediamo come. Innanzitutto biologiche perché al loro interno contengono batteri liofilizzati. Sì, avete letto bene, liofilizzati.  Le batterie di cui parliamo sono state realizzate da un team di ricerca guidato da Seokheun Choi (già noto per aver ideato le prime batterie di carta) presso la Binghamton University di New York. La particolarità è che questi dispositivi sono alimentati da batteri capaci di generare energia utilizzando appunto delle gocce di saliva.

Attivate, producono piccole quantità di energia. La forza di queste batterie sta nella facile reperibilità di materiali e una lunga conservazione.

Così ha spiegato il professor Choi l’importanza della sua scoperta:“La generazione di piccole quantità di energia su richiesta è utile soprattutto per le applicazioni diagnostiche nei Paesi in via di sviluppo. Tipicamente queste applicazioni richiedono solo poche decine di microwatt per pochi minuti, mentre le tradizionali batterie presenti in commercio sono troppo costose e sofisticate, senza contare poi il problema dell’inquinamento”. 

Una scoperta che può trovare grandi ramificazioni future. Che cosa ne pensate, non siamo un pochino nel futuro?

Fonte( green.me.it)

 

Inventato il pannello solare che produce acqua potabile.

Inventato il pannello solare che produce acqua potabile.

Inventato il pannello solare che produce acqua potabile. I pannelli solari si dividono in due grandi categorie. I pannelli solari termici che trasformano l’energia solare in calore, e i pannelli solari fotovoltaici che convertono l’energia solare in energia elettrica.  Entrambi utilissimi e utilizzati negli ultimi decenni come fonti ecologiche. I pannelli solari termici affondano le proprie radici in tempi lontani addirittura risalirebbero all’impero romano.

Un pannello fotovoltaico è un dispositivo, composto da celle fotovoltaiche, in grado di convertire l’energia solare  in energia elettrica mediante effetto fotovoltaico.   

I pannelli solari (specie quelli fotovoltaici) stanno prendendo sempre più piede, grazie alle proprie specifiche e agli incentivi statali. Anche i contribuenti sono alla ricerca delle aziende eco-sostenibili, che producono in modo “pulito” la propria energia. Molti marchi, stanno orientando le proprie risorse alla realizzazione di impianti che coprano il proprio fabbisogno regalando all’ambiente un maggiore respiro.

Di conseguenza, grandi passi si stanno  compiendo per sviluppare le tecnologie, l’impiantistica e le funzionalità dei pannelli solari. Diversi aziende e studi stanno testando diversi formati adatti anche a chi ha meno spazio d’istallazione.  La ricerca in questo senso sta facendo passi da giganti, anche se  gli incentivi non sono sempre così rosei.

E’ di questi giorni la notizia di un ulteriore progresso:  Inventato il  pannello solare che produce acqua potabile. Questo sistema che chiamano Source  trasforma in acqua potabile il vapore acqueo sospeso nell’aria. Li ha realizzati Zero Mass Water, una start-up americana nata un anno e mezzo fa.

Questo pannello solare di ultima generazione distilla l’acqua eliminando sostanze inquinanti e poco gradevoli al palato. Questa particolare istallazione dovrebbe produrre circa 10 l di acqua al giorno. Una quantità ottimale per il fabbisogno di 4 persone.

Source potrebbe risolvere i problemi idrici di molti posti e non solo quelli in via di sviluppo.  L’azienda è intenzionata a lanciare presto il prodotto sul mercato.

(Fonte www.focus.it)

 

 

Messaggi in bottiglia per trovare l’amore: denunciato per inquinamento.

Messaggi in bottiglia per trovare l’amore: denunciato per inquinamento

Films e canzoni sono diventati, negli ultimi decenni, in qualche modo, i nostri “maestri di vita”. In essi ci rispecchiamo, vivendo e soffrendo, come se fossimo noi stessi i protagonisti delle vicende. Spaziando in tutte le categorie, possiamo prelevare idee, spunti e suggerimenti. Poi che questi, si dimostrino d’aiuto o meno, resta sempre da vedere. Il caso che vi racconto oggi,  ha un finale del tutto inaspettato: tipico della suspance delle  migliori soap-opere. Qualche anno fa, in  un film di successo (tratto da un libro bellissimo), “Le parole che non ti ho detto” un uomo vedovo, lasciava  in mare, alla moglie morta, dei messaggi in bottiglia. Con la speranza che in qualche modo e in qualche forma potessero giungere fino a lei. E una nota canzone dei Police è intitolata “Message in a bottle”.

E’ con questa visione e spinta romantica, che un uomo, Craig Sullivan, ha inondato le coste inglesi di Messaggi in bottiglia nella speranza di trovare un nuovo amore. Questo vedovo, dopo aver perso la moglie a causa di un brutto male, si è rimboccato le maniche e si è dato molto da fare. Come? Riuscendo a spedire lungo le coste più di 2000 bottigliette. E’ riuscito a realizzare il suo scopo? Sembrerebbe di sì, ma non senza conseguenze. Prima di ricevere buone nuove da papabili fidanzate, i Messaggi in bottiglia sono stati intercettati da Helen Gill, fervente ambientalista che ha scritto a l’uomo perché smettesse di inquinare le coste inglesi.

Al Telegraph, Helen ha raccontato: “Camminavo sulla spiaggia e ho trovato 30 bottiglie di vetro con i tappi. Dentro c’erano questi messaggi per trovare un nuovo amore. Può anche sembrare romantico, ma cosa comporta questo per l’ambiente?“ Tante altre persone hanno denunciato l’uomo, alcuni addirittura all’agenzia scozzese che protegge l’ambiente.

L’uomo, alla fine,  ha dovuto rinunciare alla sua romantica pensata. Un paio di donne interessate l’hanno contattato e lui è riuscito in qualche modo nel suo scopo. Che cosa dire? Felice e contento, no… felice e denunciato.

Fonte(www. today. it)

 

 

 

Ricercatore italiano ha creato uno yogurt con ingredienti naturali che migliora la vita intima di donne e uomini

Ricercatore italiano ha creato uno yogurt con ingredienti naturali che aiuta la vita intima di donne e uomini.

Da quando è arrivata in commercio la tanto famosa “pillola blu”, la vita intima di uomini e donne sembra decisamente migliorata. Sì, perché con il suo aiuto, si può vivere una relazione intima con maggiori sicurezze e minori preoccupazioni. Come ogni medicinale che si rispetti, il suo utilizzo, comporta controindicazioni e limiti legati a diverse patologie e “abusi d’uso” .

Se vi dicessi che presto il viagra sarà sostituito da un  prodotto simile ma del tutto naturale, ci credereste? Ebbene la formula di questo yogurt che migliora la vita intima sarebbe da attribuirsi ad un ricercatore italiano. Guglielmo Buonamici, dopo un viaggio in Amazzonia ha brevettato uno speciale yogurt che avrebbe al suo interno principi attivi esotici. Esso incrementerebbe la vita intima dei suoi connazionali e non solo. Questo ricercatore agronomo che collabora con il Cnr di Pisa e il San Raffaele di Milano non sarebbe nuovo a queste sperimentazioni. Avrebbe di fatti creato un pane che abbassa il colesterolo che sarà presto in commercio.

Ricercatore italiano ha creato uno yogurt con ingredienti naturali che aiuta la vita intima di donne e uomini.

Come ha raccontato il ricercatore in un’intervista a “La Nazione”,  durante un viaggio in Amazzonia  ha trovato i giusti ingredienti per addizionare il suo yogurt. Guglielmo Buonamici spiega così: “Grazie a un simpatico caso. Per tre mesi, esplorando la foresta amazzonica, una vera miniera per i fitocomplessi che utilizzo nei miei cibi funzionali, mentre ero in ricognizione con altri ricercatori, mi si avvicinò un indio kaboco. Parlava un portoghese strano, che non capivo bene. Prese quindi a fare strani gesti con le mani. Con la guida, che faceva da interprete, lo seguii e mi portò a quello che loro chiamano l’Albero della potenza. Raccolsi foglie e radici, le portai in laboratorio, all’Università di Salvador, dove furono fatti esperimenti sui topi anziani. Ebbero un incredibile risveglio della libido mostrandosi sessualmente iperattivi”.

Lo yogurt prodotto da estratti di piante tropicali, si chiamerà “Terza Via” e  sarà prodotto in due versioni, per uomini e per donne. In Italia ha già ottenuto i brevetti ora si attendono quelli delle Ue.

Fonte (grenme.it)

 

Il bel gesto di un locale di Napoli a favore dei bambini malati di cancro.

Il bel gesto di un locale di Napoli a favore dei bambini malati di cancro.

Da un pochino di tempo a questa parte, ascoltare il telegiornale è una tortura. Non che non ci sia bisogno di informazione, tutt’altro. Si ha la sensazione (almeno io l’avverto così) che le notizie siano passate al setaccio, e vengano fatte circolare solo quelle che fanno ottenere più share e discussioni. Quindi cronaca nera e sottogruppi. Spesso specifiche zone d’Italia portano il peso delle proprie problematiche, che vengono costantemente ribadite. Ma oggi parliamo di una Napoli diversa, quella che racconta il suo cuore grande, le sue potenzialità.

Una storia che grazie ai social ha fatto il giro del web; che ha commosso e fatto gioire. Nel reparto di oncologia pediatrica del Primo Policlinico di Napoli settimana scorsa i volontari dell’associazione “Diamo una mano Onlus”, nata a Ottaviano per mano di Vittorio Iervolino, hanno organizzato una serata speciale per i piccoli pazienti. Quando hanno ritirato i menù sono stati travolti da una bella sorpresa. Una paninoteca del Vomero ha permesso che i piccoli ammalati con le loro famiglie e i volontari vivessero una serata spensierata.  Di fatti,  quando hanno aperto la consegna, hanno trovato molte più cose di quelle ordinate, un scontrino pari a zero e una bella frase (quella che vedete in  foto). Il bel gesto di un locale di Napoli.

I volontari su Facebook hanno raccontato questo: “Ci siamo emozionati, ma non perché non ci abbia fatto pagare nemmeno un euro, o perché ci abbia mandato il doppio di quello che avevamo richiesto, ma per il modo e soprattutto l’amore in cui quel gesto è stato fatto”.

Una storia bella, un gesto che trasuda empatia e grande umanità. Le sofferenze dei bambini malati di cancro sono state alleviate da un vero gesto d’amore.

Fonte (greenme.it)

 

La rosa incantata che vive per sempre. Un romantico regalo.

La rosa de “La Bella e la Bestia” che vive per sempre.

Le rose sono uno dei fiori preferiti al mondo. Rappresentano il romanticismo più puro e simboleggiano l’amore e la passione. Chi non ha mai regalato o ricevuto una magnifico mazzo di rose? Rosse per indicare la passione, bianche per il candore e l’amicizia, gialle per la gelosia e così via. Le rose sono le protagoniste indiscusse di cerimonie e feste. Non ci si sbaglia mai. Se si vuole conquistare una donna o semplicemente farle capire che si sta pensando a lei, basta presentare questo magico fiore. Il lato negativo della medaglia, è che la rosa per quanto splendida e profumata, non duri per sempre. Sì, perché, come tutte i prodotti di Madre natura, è destinata a sfiorire e morire. Se vi dicessi che esiste la rosa incantata che vive per sempre, ci credereste?

Se avete risposto di no, continuate a leggere! Ebbene una compagnia londinese ha sviluppato una particolare tipologia di rosa che vive per bene tre anni. Se invece tenuta sotto la sua teca di cristallo sopravvive per sempre. Portando nelle case in cui si regala la magia e un pizzico de “la Bella e la Bestia”. (Ricordate la rosa che il principe ha ricevuto dalla fata cui non aveva dato ospitalità?).

La Forever Roses (il cui nome è tutto un programma) ha realizzato la rosa incantata che vive per sempre, sostituendo l’acqua contenuta nel fiore con la glicerina.

Attualmente è possibile acquistare ben 18 colori diversi di rose, dal classico rosso al blu, e al nero. Inoltre sono disponibili bouquet e composizioni.  Bene direte dov’è la fregatura? La nota dolente è nel prezzo. Il costo si aggira dai 500 euro per un singolo fiore a 3.000 per una composizione.

Il regalo però lascerà tutti a bocca aperta.

Fonte (www.mondofox.it)

Mokase: la cover, made in Naples, che fa il caffè.

Mokase: la cover, made in Naples, che fa il caffè.

Mokase è la prima cover al mondo, nata dalla genialità tutta italiana. Progettata per portare la bevanda nazionale preferita sempre con noi. Ebbene sì avete letto bene. Una cover con una specifica precisa e particolare: fare il caffè.

Ideata da due giovani imprenditori campani Luigi Carfora e Clemente Biondo sarà presto messa sul mercato.  Mokase consente al suo possessore di proteggere il proprio dispositivo mobile e di bere un caffè in piena mobilità.

Azionando l’app ad esso collegata la vostra cover in 5/8 secondi scalderà il caffè. Dandovi la possibilità grazie al bicchierino collegato di bere, un mini caffè da 25 ml. Il suo design è estremamente elegante e raffinato. Non viene però trascurata, la sicurezza del tuo smartphone, infatti è stato studiato un perfetto sistema di isolamento tra il telefono e la parte destinata alla funzione di erogazione della bevanda. I vostri amici e parenti non crederanno ai loro occhi.
Mokase nasce da una società completamente made in Naples che produce gadget innovativi e creativi per strumenti informatici e device mobili.

Il caffè per la cover Mokase è contenuto all’interno di una cialda usa e getta, si chiama Mokaromi. Ideata con materiali che possono conservare la bevanda per tre mesi. Con un apposito sistema di rottura a membrana, si incastra perfettamente al tubicino di fuoriuscita del liquido.
Da azienda napoletana non poteva mancare l’attenzione alla miscela di caffè utilizzata.
 Per il lancio sul mercato  sono stati scelti tre tipi di aroma che risultano i più apprezzati dai palati dei consumatori. Inoltre ci sarà la possibilità di scegliere caffè con o senza zucchero.  Sono in previsione nuovi gusti e disponibilità. Mokase sarà accessibile da settembre ma sul sito potrete già prenotare la vostra cover versando un anticipo del 50%. Si potrà acquistarla al prezzo di 49,90€.

Fonte (www.mokase.it)

 

 

Il tessuto che si auto-rigenera come la coda delle lucertole

Il tessuto che si auto-rigenera come la coda delle lucertole.

Inventato un tessuto che si auto-rigenera come la pelle di serpente o la coda delle lucertole.  Un’invenzione che va di sicuro contro le regole della moda, dei nostri giorni.  Basta guardarsi intorno, per scoprire intere fasce di ragazzi, (giovani e meno giovani), alla presa con capi strappati. Graffi, tagli,vere e proprie asportazioni di tessuto…  tutto, pur di stare al passo coi tempi. Per essere fashion e alla moda. Ed ora, ecco che potrebbe giungere un tessuto del futuro. Un tessuto molto particolare che potrebbe farci dire addio ad ago e filo: il tessuto che si auto-rigenera.

Questa la proposta, di alcuni ricercatori dell’Università di Friburgo, che hanno progettato un nuovo materiale idrorepellente che se graffiato o danneggiato è in grado di auto-ripararsi. Per questa innovazione, il team di ricercatori, guidati dal professor Jürgen Rühe, si è concentrato sulla pelle di serpente e di lucertola, rettili che mutano la propria pelle, rigenerandola autonomamente.

Scrive il Daily Mail:”i ricercatori hanno realizzato tre strati di tessuto servendosi di una pellicola che resiste ai liquidi, un polimero solubile nell’acqua e uno strato sottile di silicone idrorepellente. Per dimostrare l’invenzione, i ricercatori hanno graffiato il rivestimento e l’hanno immerso in acqua. Lo strato superiore si è sbucciato come fosse pelle morta ed è scivolato via, mostrando una superficie liscia.”

Se la ricerca dovrebbe proseguire e dare frutti, si potrebbe pensare di rigenerare i capi d’abbigliamento con un semplice lavaggio: una vera rivoluzione…non trovate? Un sistema davvero ingegnoso. Un nuovo modo di porsi in simbiosi con la natura. Con un’attenzione particolare all’ ecologia  e  all’economia.

Che cosa ne pensate? Non sarebbe affatto male, niente più calze sfibrate, capi sbucciati e intimo in bella vista..

Qui il video che ne parla 

Fonte (mille e una donna.it)