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innovazioni intelligenti

Bio-plastica dai rifiuti organici, un altro passo verso il futuro.

Bio-plastica dai rifiuti organici, un altro passo verso il futuro.

Bio-plastica dai rifiuti organici, una bella scoperta di due gemelli californiani. Un passo verso il futuro che potrebbe trovare diversi sviluppi. Il PHA sarebbe prodotto dagli scarti di rifiuti alimentari, da carta e cartone e potrebbe essere utilizzato nella produzione dei contenitori per alimenti e non solo.

La sua formulazione potrebbe, di fatti, trovare infinite possibilità d’utilizzo, e porre una soluzione per l’inquinamento da plastica che affligge mari e ambiente.

La natura di questa bio-plastica, realizzerebbe, se dovesse finire in mare, un nuovo nutrimento per i pesci e non sarebbe una minaccia.

Bio-plastica dai rifiuti organici, un altro passo verso il futuro.

La trasformazione dei rifiuti in bio-plastica sarebbe da attribuire a dei batteri. Da qui un ulteriore lavorazione in resina fino al suo utilizzo. I due fratelli californiani hanno avviato una società Full Cycle Bioplastics per la produzione della bio-plastica dai rifiuti organici.

La PHA commercialmente disponibile è attualmente ottenuta da mangimi a base di colture, come lo zucchero alimentare o l’olio di semi. Il processo non è basato su OGM e fin dall’inizio rispetta l’ambiente, utilizzando come materia prima i rifiuti alimentari. Può anche utilizzare i prodotti PHA stessi a fine vita come materiale di base per la produzione di PHA vergine, un vero sistema a circuito chiuso” spiegano i fratelli Anderson.

Non è senza dubbio la prima scoperta di materiali biodegradabili, ma la sua derivazione dai rifiuti organici, pone questa scoperta su di un piedistallo, perché potrebbe essere una risposta concreta, al riciclo creativo e intelligente, di materiale di scarto.

Bio-plastica dai rifiuti organici, un altro passo verso il futuro.

Sarebbe un buon punto di partenza e un’ ottima base su cui lavorare per un futuro migliore dell’ambiente in particolare ma dell’uomo nel suo complesso.

Fonte (www.greenme.it)

Bicchieri per bibite e involucri per alimenti commestibili

Bicchieri per bibite e involucri per alimenti commestibili.

Bicchieri per bibite e involucri per alimenti commestibili.  Inutile dire che la plastica sia adoperata in ogni campo e fa parte della nostra quotidianità. Ma come ogni  sempre, c’è un risvolto negativo perché  l’utilizzo di plastica in diversi settori ha portato ad alti livelli d’inquinamento.

Inquinamento non solo terrestre ma anche acquatico. Ora che il problema sta diventando serio si stanno assumendo politiche atte a migliorare la situazione e la vivibilità.

E dopo la propaganda dei sacchetti biodegradabili, potrebbe arrivare sul mercato un’innovazione che ridurre drasticamente l’avvelenamento da plastica.

Bicchieri per bibite e involucri per alimenti commestibili.

Una star up indonesiana avrebbe realizzato una bio-plastica commestibile che darebbe vita a bicchieri per bibite e involucri per alimenti commestibili. Questa particolare fibra sarebbe realizzata dalla lavorazione delle alghe. Completamente inodoro e insapore può  prendere diverse forme e formati e vi si può apporre loghi e stampi con inchiostri alimentari.

Lo slogan della Evowareazienda indonesiana è questo “Non sapete dove buttare l’involucro del panino e il bicchiere della bibita con cui avete appena pranzato? Mangiateli.”

Questa bio-plastica alimentare  ha ottenuto la certificazione HACCP che garantisce la sicurezza alimentare, e se utilizzata in larga scala potrebbe davvero ridurre la plastica che ogni anno finisce nell’ambiente e nei mari.

Bicchieri per bibite e involucri per alimenti commestibili.

Non solo. Questo particolare progetto di bio-plastica aumenterebbe la coltivazione di alghe che avrebbe un forte impatto sociale. Specie nei paesi come l’India. Qui la coltivazione d’alghe è già in parte sviluppata e rappresenta una fonte di sostentamento per gran parte dei paesi poveri indonesani.

Le coltivazioni di alghe per il packaging edibile, inoltre, contribuiscono a ridurre i gas serra perché attraverso la fotosintesi sequestrano la CO2 presente in atmosfera.

Una bella innovazione che dovrebbe prendere piede e poi sarebbe davvero  carina l’idea di mangiare tutto, non pensate?

Fonte (ww.focus.it)

 

LG lancia lo smartphone che scaccia le zanzare.

 LG lancia lo smartphone che scaccia le zanzare.

LG lancia lo smartphone che scaccia le zanzare. Le zanzare, si sa sono tremendamente fastidiose. D’estate sono il nostro incubo ricorrente… e la nostra croce quotidiana.  I rimedi  contro queste fameliche bestiacce sono infiniti e sfociano in tante soluzioni, chimiche e non. Fortunatamente l’estate finisce e le nostre acerrime nemiche diminuiscono. Per questo siamo sollevati e agguerriti per i mesi a venire. Non tutti i paesi, però, hanno gli stessi cambi stagionali. Ci sono zone dove il caldo non cede a mutamenti. Qui, inutile dire che spopolano sovrane le zanzare. Come ovviare al problema? Beh LG ci propone una soluzione che potrebbe aprire le porte a nuove strade e tecnologie.

LG lancia lo smartphone che scaccia le zanzare con un sistema innovativo e privo di conseguenze per l’uomo. LG ha integrato il telefono cellulare con la “ultrasonic mosquito away technology”, il cui scopo  è  quello di scacciare le antipatiche quanto in alcuni casi pericolose zanzare. Sì perché in India, le zanzare sono tanto aggressive quanto portatrici di malattie pericolose come la Malaria.

LG propone per questo smartphone una doppia cover in confezione di vendita, una delle quali è caratterizzata da uno spessore maggiore per la  presenza del sistema anti-zanzara. Quest’ultimo basa la sua tecnologia sulla produzione di onde ultrasoniche con un range di frequenza superiore ai 30 kHz, innocue per l’uomo, che dovrebbero invece disturbare e quindi allontanare zanzare di ogni tipo.

LG lancia lo smartphone che scaccia le zanzare.

I test hanno dimostrato l’efficacia di questa tecnologia al 70%. Un’ integrazione che potrebbe essere utilizzata anche in altri paesi, con piacevoli sviluppi. LG K 7i è stato creato appositamente per l’India e ha un prezzo abbordabile e tecnologie limitate, ma il modello potrebbe essere il capostipite di un nuovo modo di fare smartphone: quello che ha al suo interno anche scopi sociali e ambientali. Che cosa ne dite, lo comprereste?

Fonte e foto da (www.phonetoday.it)

Inventate batterie biologiche che si attivano con la saliva. Il futuro si avvicina

Inventate batterie biologiche che si attivano con la saliva.

Inventate le batterie biologiche che si attivano con la saliva. Il progresso e la tecnologia ci fanno fare passi da giganti. Ricercatori si spingono oltre ogni limite per trovare soluzioni alla vivibilità futura.   Alcune invenzioni sembrano così sorprendenti e curiose da rasentare la fantascienza. Avete visto il film “Tomorrowland”? In un’ Esposizione mondiale del 1964, Frank Walker, aveva portato in visione, per vincere 50 dollari, un prototipo di jet pack non funzionante. (Non completamente funzionante). Quando l’esaminatore gli ha chiesto quale progresso avrebbe dato al mondo la sua invenzione, lui candidamente ha risposto che se qualcuno avesse visto un uomo volare sulla sua testa, avrebbe pensato che tutto era possibile. La stessa idea mi passa con la mente quando leggo notizie del genere.

Inventate le batterie biologiche che si attivano con la saliva, vediamo come. Innanzitutto biologiche perché al loro interno contengono batteri liofilizzati. Sì, avete letto bene, liofilizzati.  Le batterie di cui parliamo sono state realizzate da un team di ricerca guidato da Seokheun Choi (già noto per aver ideato le prime batterie di carta) presso la Binghamton University di New York. La particolarità è che questi dispositivi sono alimentati da batteri capaci di generare energia utilizzando appunto delle gocce di saliva.

Attivate, producono piccole quantità di energia. La forza di queste batterie sta nella facile reperibilità di materiali e una lunga conservazione.

Così ha spiegato il professor Choi l’importanza della sua scoperta:“La generazione di piccole quantità di energia su richiesta è utile soprattutto per le applicazioni diagnostiche nei Paesi in via di sviluppo. Tipicamente queste applicazioni richiedono solo poche decine di microwatt per pochi minuti, mentre le tradizionali batterie presenti in commercio sono troppo costose e sofisticate, senza contare poi il problema dell’inquinamento”. 

Una scoperta che può trovare grandi ramificazioni future. Che cosa ne pensate, non siamo un pochino nel futuro?

Fonte( green.me.it)

 

Inventato il pannello solare che produce acqua potabile.

Inventato il pannello solare che produce acqua potabile.

Inventato il pannello solare che produce acqua potabile. I pannelli solari si dividono in due grandi categorie. I pannelli solari termici che trasformano l’energia solare in calore, e i pannelli solari fotovoltaici che convertono l’energia solare in energia elettrica.  Entrambi utilissimi e utilizzati negli ultimi decenni come fonti ecologiche. I pannelli solari termici affondano le proprie radici in tempi lontani addirittura risalirebbero all’impero romano.

Un pannello fotovoltaico è un dispositivo, composto da celle fotovoltaiche, in grado di convertire l’energia solare  in energia elettrica mediante effetto fotovoltaico.   

I pannelli solari (specie quelli fotovoltaici) stanno prendendo sempre più piede, grazie alle proprie specifiche e agli incentivi statali. Anche i contribuenti sono alla ricerca delle aziende eco-sostenibili, che producono in modo “pulito” la propria energia. Molti marchi, stanno orientando le proprie risorse alla realizzazione di impianti che coprano il proprio fabbisogno regalando all’ambiente un maggiore respiro.

Di conseguenza, grandi passi si stanno  compiendo per sviluppare le tecnologie, l’impiantistica e le funzionalità dei pannelli solari. Diversi aziende e studi stanno testando diversi formati adatti anche a chi ha meno spazio d’istallazione.  La ricerca in questo senso sta facendo passi da giganti, anche se  gli incentivi non sono sempre così rosei.

E’ di questi giorni la notizia di un ulteriore progresso:  Inventato il  pannello solare che produce acqua potabile. Questo sistema che chiamano Source  trasforma in acqua potabile il vapore acqueo sospeso nell’aria. Li ha realizzati Zero Mass Water, una start-up americana nata un anno e mezzo fa.

Questo pannello solare di ultima generazione distilla l’acqua eliminando sostanze inquinanti e poco gradevoli al palato. Questa particolare istallazione dovrebbe produrre circa 10 l di acqua al giorno. Una quantità ottimale per il fabbisogno di 4 persone.

Source potrebbe risolvere i problemi idrici di molti posti e non solo quelli in via di sviluppo.  L’azienda è intenzionata a lanciare presto il prodotto sul mercato.

(Fonte www.focus.it)

 

 

Inventata la lampadina che fa luce e uccide i batteri. Si chiama Biovitae

Inventata la lampadina a led che fa luce e uccide i batteri.

Un’ innovazione tutta italiana quella che vede la nascita della prima lampada led al mondo che produce luce e uccide germi e batteri.

Si chiama Biovitae: il nome è un programma. Nata dall’intuizione dell’ingegnere software Carmelo R. Cartiere e il dottor Rosario Valles,  medico gastroenterologo. E’stata creata in un laboratorio di Battipaglia.

Abbiamo sentito l’esigenza di porre fine ad una emergenza  di livello internazionale che è quella dell’antibiotico. Resistenza che soltanto in Europa  provoca circa  25 mila  morti l’anno  con una spesa di circa un miliardo e mezzo l’anno per i sistemi sanitari nazionali -ha spiegato il dottor Valles –  Noi abbiamo progettato una lampadina led a basso consumo, che è installabile in tutti i tipi di attacchi normalmente disponibili, sostituendo le lampadine esistenti in casa o in altri ambienti quali scuole, ospedali, palestre. Grazie ad uno speciale trattamento fotocatalitico, Biovitae è in grado di operare anche una azione virucida e purificante rispetto agli allergeni presenti nell’aria in ambito domestico o professionale.”

Continua”E’ possibile ridurre il rischio di contrarre infezioni batteriche gravi dovute all’esposizione verso i microrganismi patogeni. Questi organismi  sono naturalmente presenti negli ambienti in cui viviamo e che oggi sono difficilmente trattabili a causa dell’acquisita capacità dei batteri di contrastare l’effetto degli antibiotici. Conosciuta come antibiotico resistenza che  è la capacità che ha un batterio di trasmettere alla propria progenie, ed agli altri batteri di specie diversa con i quali entra in contatto, le caratteristiche che lo rendono resistente agli antibiotici”.

 Biovitae sarà messa in commercio verso la fine di settembre  attraverso un sito internet e distributori qualificati ad un prezzo iniziale di lancio di 29,90   per poi essere venduta a 39,90 euro.

L’ingegnere  Carmelo Cartiere, laureato all’Università di Oxford,   ha spiegato la funzione fotocatalitica della lampadina:

” La luce bianca emessa, derivata dalla combinazione di varie frequenze dello spettro visibile. Esse sono in grado di esercitare un’azione sulle porfirine batteriche endogene, che porta il microrganismo ad autodistruggersi.  Annulla istantaneamente le particelle con cui viene a contatto. ”

Una lampadina può purificare 80.000 litri di aria. Le frequenze e i materiali impiegati da Biovitae sono tutte totalmente biocompatibili. E’ assolutamente innocua per gli esseri umani e gli animali.

Una invenzione che cambierà la nostra vita.

Fonte(ulisseonline.it)

 

La ruota magica che trasforma la bici, in bici elettrica

Un’innovazione utile per chi ama la bici: la ruota magica che permette di trasformarla in elettrica.

L’origine della prima bicicletta effettivamente utilizzata è da attribuirsi a Karl Drais, il quale inventò la sua Laufmachine (macchina da corsa) nel 1817.

Dalla stampa fu chiamata draisina. Nel 1861 Ernest Michaux montò su una draisina i primi pedali, fissandoli al perno della ruota anteriore.

Il termine bicicletta nacque in Francia verso la fine degli anni 1860. Il biciclo fu molto in voga fino agli anni ottanta del XIX secolo.

Il sistema della trasmissione del moto generato dai pedali fu oggetto di grandi studi, prima della fine del secolo il problema della trasmissione del moto è risolto collegando i pedali ad una ruota dentata connessa ad una catena.

Questa soluzione tecnica consente di ridurre la dimensione della ruota anteriore.Nel 1884 John K. Starley realizzò a Coventry la prima Safety Bicycle (“bicicletta di sicurezza“).

Denominata “Rover”, destinata a ottenere un enorme successo commerciale. Antesignana delle moderne bici, aveva ruote di dimensioni uguali e trasmissione a catena.  Nei primi anni del novecento ci fu lo sviluppo delle prime competizioni sportive, come il Tour de France e, nel 1909, il primo Giro d’Italia.

Questa un po’ la storia della bicicletta tratta da wikipedia .

Da qualche anno a questa parte sono stati creati diversi modelli di bicicletta a pedalata assistita. Bici elettriche che consentono una camminata facilitata. Utilizzate in totale o parziale sostituzione dell’auto per spostamenti e commissioni. Ecologiche e pratiche per chi ama questo mezzo e l’ambiente.

Le bici elettriche hanno un prezzo che va dai mille euro in su.

Se vi dicessi che ora potremo trasformare la nostra bici, in bici elettrica che cosa ne pensereste?

Ebbene, realizzata da Ducati Energia la ruota magica (posteriore) racchiude tutta la tecnologia elettrica: batterie, motore elettrico e sistema di comunicazione.

Free Duck (questo è il suo nome) può essere controllata tramite smartphone, via bluetooth, oppure direttamente, con comandi presenti sulla ruota stessa.

Si ricarica in tre ore come un cellulare.

Fonte (motori.virgilio.it)

 

Il cerotto bionico: il futuro per chi ha un infarto

cerotto-bionicoDa uno studio clinico arriva la soluzione per chi subisce un infarto: il cerotto bionico che ripara il cuore.

Un attacco di cuore (infarto del miocardio) si verifica quando si blocca il flusso di sangue diretto ad una parte del muscolo cardiaco.  Se il flusso sanguigno non viene ripristinato in tempi brevi, la sezione del cuore interessata risulta danneggiata. La mancanza di ossigeno  determina la morte del tessuto.

 Gli infarti rappresentano la principale causa di morte in tutto il mondo. Oggi ci sono trattamenti efficaci. Essi possono salvare vite umane e prevenire le disabilità che ne derivano. Il trattamento è più efficace se viene iniziato entro un’ora dall’inizio dei sintomi.

Spesso però è difficile capire subito che chi ci sta di fronte sta avendo un infarto e non sempre i soccorsi arrivano così tempestivi.

I danni da infarto posso essere più o meno gravi, e quando il muscolo cardiaco risulta indebolito da vari attacchi, si ricorre al trapianto.

Nel prossimo futuro però l’operazione di trapianto potrebbe essere  sostituita da un metodo rivoluzionario: il cerotto bionico.

Un cerotto che sarebbe in grado di riparare  i tessuti danneggiato dall’infarto.

L’idea arriva da Tal Dvir dell’Università di Tel Aviv e Ron Feiner che hanno condotto uno studio.  Pubblicato sulla rivista Nature Materials.

Questo particolare cerotto sarebbe composto da materiale biocompatibile e da cellule cardiache che posto sul tessuto colpito, danno vita alla rigenerazione.

Inoltre si pensa di  dotare il cerotto  bionico con sensori capaci di intercettare eventuali anomalie del cuore. E di rilasciare adeguate cure.

Nel futuro si pensa di attribuire al cerotto un’autonomia tale da curare il paziente senza intervento medico.

“Con questo cerotto cardiaco abbiamo integrato elettronica e tessuto vivente” afferma il leader del team che ha condotto la ricerca Tal Dvir, e prosegue: “Sembra fantascienza ma è già realtà e ci aspettiamo che questa invenzione consenta un enorme avanzamento della ricerca in campo cardiologico”

Fonte (www.pontilenews.it)

 

 

La casa domotica: il futuro

casa-domotica

Cosa ci riserverà il futuro: la casa domotica. Completamente regolata e guidata dalla tecnologia per rendere la nostra vita più semplice o forse no?

Noi, uomini e donne moderne abbiamo sempre più impegni e sempre meno tempo. Vorremmo che  le giornate si allungassero, oltre ventiquattro ore. O forse vorremo solo imparare a gestire meglio la nostra quotidianità.

Perché se è vero che abbiamo fatto grandi passi, e che la tecnologia ci aiuti in molti campi, sembriamo sempre ad un passo dall’affogare.

Sì, perché nel mare di “cose da fare” annaspiamo a fatica.

Come avrebbero detto o direbbero i nostri nonni: “Si stava meglio, quando si stava peggio”.

Ora non facciamo di tutta l’erba un fascio ma molti di noi, oberati dal lavoro e dalla casa non riescono a trovare un giusto equilibrio.

Però una soluzione potrebbe arrivare nel prossimo futuro: la  casa domotica.

Per domotica si intende l’insieme di tecnologie per automatizzare la casa.

Vi piacerebbe che la casa al mattino partisse da sola? Che la lavatrice si auto- programmasse per fare il bucato nell’orario più opportuno? O oppure vi svegliasse una dolce musica, addirittura programmata in modo diverso per ogni stanza, e ancora vi ridestasse con l’odore del caffè già pronto?

Che ne direste, se la domotica in casa disponesse delle tapparelle in maniera automatica e sorvegliasse gli ingressi quando siete a lavoro?

Sarebbe un sogno, vero?

Ebbene presto potrebbe diventare realtà.

Ovviamente a fronte di una piccola/ grande spesa.

Per entrare nel futuro con la casa domotica la somma base potrebbe partire da 5.000 euro a salire.

Perché più automatismi e controlli avrete programmato, più saranno alti i costi per istallarli.

Insomma potremo avere una casa che ci cura quando siamo impegnati o assenti… purché non ne veniamo assorbiti.

La tecnologia può servire ma a tutto c’è un limite 😉

fonte ( www. amando.it)

 

 

La cyclette-lavatrice: un modo per risparmiare?

La cyclette-lavatrice: un modo per risparmiare.cyclette-lavatrice

Albert Einstein diceva:  “Non pretendiamo che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi può essere una grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.”

La crisi c’è, c’è stata e porta dietro se, i suoi strascichi.

Risparmiare è la parola chiave della nostra quotidianità.

Eppure, basta cambiare prospettiva o semplicemente trovare una giusta soluzione ai problemi per rimpicciolirli.

Forse, proprio sull’onda di tutte queste affermazione che, un gruppo di studenti della Dalian National University ha dato vita ad una progettazione.

Ideando una cyclette- lavatrice che racchiudesse al suo interno la soluzione a due problematiche importanti. La sedentarietà e l’eco-sostenibilità.

Sì, perché se è vero che il progresso e la tecnologia, hanno portato e portano continui benefici. Davanti a personal computer, e dinanzi a scrivanie, facciamo spesso una vita sedentaria seppur frenetica.

E’ qui che l’idea di questi giovani potrebbe essere intelligente.

Perché? Se c’è una cosa di cui non possiamo fare a meno è proprio il bucato.

E se lavare i panni diventasse anche ecologico, come?

Coniugando il lavaggio all’attività fisica. A questo scopo, è stata ideata la cyclette-lavatrice.

Questa curiosa cyclette è stata battezzata B.W.M (Bike Washing Machine).

Dotata di un cestello da lavatrice che è stato posizionato al posto del volano, viene azionato dai pedali.

Allo stesso tempo l’energia in eccesso può essere immessa nella rete elettrica, grazie ad appositi collegamenti elettrici.

Al momento resta solo un’idea perché, prima di essere sviluppata in maniera pratica, bisognerebbe apportare delle migliorie.

Cercando di affinare la possibilità di lavaggio, magari prevedendo diverse velocità e forse con un  cestello che possa girare in più di un senso.

Sta di fatto che la cyclette- lavatrice ha comunque un alto potenziale.

Voi cosa ne pensate?

Sareste propensi a comprarla, ma soprattutto ad utilizzarla?

(fonte notiziedelmondo.info)