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Formaggio nero fatto con …

 

formaggio nero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vi ho, in passato, lasciato articoli in cui, la creatività in cucina toccava punti critici, in cui si leggevano  abbinamenti strani di colori e sapori e si mettevano in campo esperimenti tra i più vari.

In cucina si sa, si può anzi si deve, portare innovazione e creatività ma tutto dovrebbe avere un limite.

Di fatti alcuni esperimenti culinari sono risultati un fallimento o un azzardo improponibile mentre per  altri, nonostante l’apparenza, il prodotto o la produzione funziona.

Anzi sembra ci sia proprio una grande attrazione e un  interesse particolare.

Questo è quello che è successo all’azienda  Manor Farm Shop di Leasingham che ha portato su campo il suo progetto di realizzare un formaggio dal colore scuro e precisamente nero.

Dopo svariati tentativi, il team è riuscito a raggiungere il suo obbiettivo creando il Char Coal Cheese.

Un formaggio caratterizzato dal colore scuro sia per l’interno che per la crosta che a detta di molti ristoratori è davvero pregevole.

Il colore che lo caratterizza è stato dato dal carbone e nonostante la sua apparenza non proprio appetibile, sembra sia molto ricercato e molto apprezzato.

Questo particolare formaggio creato con i carboni attivi sarebbe molto cremoso e gustoso.

Non solo un esperimento ben riuscito ma anche un buon modo per riattivare il lavoro della zona.

Sembra infatti che nel posto di produzione vi siano molte famiglie di minatori in difficoltà.

Bene che dire il progetto non è male e il formaggio pregevole… ci si potrebbe fare un pensierino.

Voi che dite?

Lo provereste?

fonte ( notizie. del mondo.info)

Quando la fantascienza diventa realtà: la telepresenza olografica

 

tele-presenza olograficaFin a pochi anni fa, avremo riso di fronte la possibilità di una video-chiamata tra due persone o enti lontane.

Avremo gridato alla fantascienza e ci saremo tenuti ben distinti da questa possibilità.

Rilegando questa opzione a film fantastici e creativi.

Oggi grazie alla diffusione internet e alle reti ben sviluppate in quasi tutto il mondo, ricevere e fare video- chiamate e/o video-conferenza, è una cosa all’ordine del giorno.

Molte aziende operano in questo modo e distribuendo i propri dipendenti in diversi continenti e zone con il fatto di poterli contattare con molta facilità.

Non solo le aziende usufruiscono di  questa tecnologia.  Di fatti, molte famiglie si sono ritrovate o si mantengono in contatto anche grazie a internet.

Ora se vi dicessi che presto le cose andranno anche meglio e oltre, mi credereste?

Ebbene è nato un progetto Co-finanziato dalla Regione Val d’Aosta e sviluppato dall’Istituto nazionale di ottica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ino-Cnr) in collaborazione con la società privata Quintetto di Pont Saint Martin (Ao), nel quale sarà possibile applicare alla videochiamata una presenza… una presenza olografica.

Questa tecnologia che rappresenta una vera e propria sfida ha il compito di rendere più elastici e sereni i rapporti commerciali e aziendali tra persone distanti.

Si sono effettuate diverse prove per  valutare quale soluzione fosse migliore e desse alla telepresenza una connotazione più realistica e alla fine si è optato per inserire un’immagine bidimensionale in un contesto tridimensionale.

Questo sistema è stato pensato sul modello di un servizio al cittadino con un ologramma- operatore.

Inoltre sarebbero collegate ad essere software per il trasporto di dati e informazioni.

Questa tecnologia potrebbe prendere piede non solo nell’ambito commerciale ma anche nell’ambito privato perchè la telepresenza si basa su dispositivi a costi limitati collegati alle reti normali.

Che ne pensate?

Sareste propensi a portare questa tecnologia in casa vostra?

 

 

Una meraviglia fra le nuvole: il castello di Takeda.

il castello fra le nuvoleQuante volte ci siamo sentiti rimproverare “Hai la testa fra le nuvole” quando  stavamo pensando ai nostri sogni e ai nostri progetti?

Quante volte abbiamo raccontato o letto ai nostri figli,  di storie inventate, di castelli magici e arroccati in posti incredibili?

E se vi dicessi che esiste davvero un castello fra le nuvole?

Un posto da sogno, immerso nel blu del cielo, e raggiungibile?

Mi credereste?

Ebbene, sto parlando del Castello di Takeda in Giappone, una costruzione situata su di un colle che per la maggior parte dell’anno è circondata da nuvole.

Un paesaggio suggestivo e ricco di fascino che rende questa costruzione magica e spettacolare, oltre che  un posto unico al mondo.

Costruito nel 1443, è stato abitato da diversi proprietari che si sono succeduti fino al 1600.

L’ultimo inquilino un samurai di nome Hirohide Akamatusu, compì un seppuku, (rituale per il suicidio in uso tra i samurai) e da allora il castello è rimasto disabitato.

Nonostante ciò il Castello di Takeda suscita un fascino unico e magico proprio per il fatto di essere circondato da nuvole per l maggior parte dell’anno.

Che ne pensate?

Lo visitereste?

Bar- macchina fotografica: quando la passione per l’arte prende forma.

bar a macchina fotograficaAlzi la mano chi  non ha una passione o una particolare attinenza o predisposizione per qualcosa.

Che sia arte, scrittura, pittura o altro, poco importa perchè ciò che si sente dentro ha la stessa valenza e profondità.

C’è chi rincorre i propri sogni, chi si strugge per realizzarli e chi fa della propria passione una costante.

Ma si può andare oltre e lasciare un segno ancora più tangibile?

Si direbbe di sì, se guardiamo all’esempio dell’ex pilota Park Sung-Hwan.

Questo uomo da sempre appassionato di fotografia, una volta andato in pensione si è messo d’impegno per realizzare il suo obiettivo.

E ci è riuscito quando ha aperto le porte del suo bar.

Un  bar davvero unico al mondo ed originalissimo perchè ha la forma e la sembianza di una macchina fotografica d’epoca, nello specifico assomiglia ad una gigantesca Rolleiflex.

La struttura costruita accanto alla casa del proprietario è stata realizzata su due piani.

Nel primo piano dove è stato posto il bar vero e proprio possiamo trovare macchine fotografiche vere e false e/o accessori dedicati, mentre al secondo piano c’è una

mostra permanente di fotografia.

Il bar è realizzato con due enormi finestroni che ricordano gli obiettivi della macchina e che in pratica rappresentano le finestre di ogni piano.

Insomma la “Dreaming Camera Cafè” è decisamente un’opera artistica al cielo aperto nonchè uno spazio funzionale dove tutti gli appassionati e i curiosi possono gustare caffè e aperitivi.

Questo bar è situato in Corea del sud ed è completamente a gestione familiare.

Che ne dite?

Visitereste questo bar macchina fotografica?

Io sinceramente sì, sarebbe davvero interessante.

Il pomo” nero” che fa bene alla salute

pomodori neri 1In genere e di fronte a nuove possibilità non sempre siamo aperti o pronti a comprendere e ad  apprezzare ciò che è stato creato o scoperto.

Con le nuove tecniche e nuovi studi è facile incappare in novità o tendenze particolari e curiose.

Spesso accade che partiti per un progetto o uno studio la risoluzione poi prenda un altra piega e non sempre in positivo.

Ma non è questo il caso anzi potremmo dire il contrario.

Degli studiosi americani avrebbero condotto degli incroci tra piante di pomodori rossi e viola creati da loro stessi e sarebbero giunti a ricreare un pomo perfetto ricco di antiossidanti e che fa bene alla salute.

La qualità di pomodori chiamata ” Indigo Rose”  a cui i ricercatori dell’ Oregon State University avrebbero dato vita ha una particolarità.

All’esterno l’involucro è di un colore scuro che sembra nero ma in realtà è viola scuro( proprio come una melanzane)

A parte questo il suo interno è normale e tradizionale proprio come nei pomodori classici.

La ricerca nata così per studio ha dimostrato che questa varietà di pomi neri sia particolarmente ricca di nutrienti e di vitamine e possa essere utile per bilanciare diete e per le persone che soffrono di diabete a tal punto che un’azienda ha comperato i diritti e sta commercializzando la varietà.

A parte la prima repulsione più che altro visiva si è visto che questi pomodori siano molto graditi, anche per via del gusto, migliore e più accattivante del normale.

Insomma i pomodori neri starebbero spopolando!

Che ne pensate?

Comprereste o mangereste di questo frutto?

Beh io non avrei alcuna difficoltà!

 

Arte creativa: “Guerre stellari”… con materiali d’ufficio

arte creativa graffetteCi sono infiniti modi di fare arte e molteplici strade che portano ad eccellenti risultati.

Quando l‘estro e la genialità dell’artista realizzano le proprie potenzialità ci si può aspettare di tutto e non sempre  nella forma classica.

Quindi non possiamo intendere pannelli artistici, solo quelli realizzati su tela e con pennelli.

In quest’epoca più che mai dove le tecnologie e l’arte corrono di pari passo, la creatività e la passione si fondono in diversi stili e materiali.

A volte nei materiali più semplici e in quelli che non ti aspetteresti mai.

Come quelli  utilizzati da James Haggerty che  ha trovato la sua ispirazione in materiale da ufficio!

Cosa potrebbe essere usato per creare arte tra i materiali d’ufficio?

Ma si le graffette! Come non averci pensato prima?

Questo artista utilizza le graffette come fossero tessere di mosaico per realizzare i suoi quadri.

Parte proprio come nella tecnica del mosaico con uno schizzo del progetto e del colore per poi appuntare su drappi di stoffa nera migliaia di graffe di tutti i colori.

Le graffette di diverso colore realizzano in questo modo e con questa tecnica sfumature di colore e soggetti davvero verosimili.

E quali sono i soggetti preferiti dell’autore?

I personaggi di “Guerre Stellari” una delle sue più grandi passioni.

Beh devo dire che la genialità e la creatività viaggiano su un di un bel binario unito a grande maestria e pazienza.

Che ne dite?

Vi piacciono i quadri di questo autore?

Li esporreste in casa vostra?

 

 

 

Come ti recupero l’azienda: riciclo creativo per …

trasformersStiamo attraversando un periodo lavorativo davvero difficile e complicato.

Le tasse sono elevatissime, il volume di vendite si è notevolmente indebolito e si fanno i salti mortali per stare a galla.

Molte aziende sono costrette a riduzioni di personale e di sedi e molte altre chiudono serrande e saracinesche perchè non riescono ad andare avanti.

Non sto a farvi l’elenco di disoccupati giovani e meno e di tutto il correlato che pesa sulla società odierna, sarebbe superfluo.

Eppure nel mare di problematiche del mondo del lavoro un pizzico di creatività e inventiva può salvare pelle e posti di lavoro.

Ingegnarsi e trovare valide soluzioni e alternative per un riciclo creativo può essere la chiave di svolta.

Come questo caso di cui sto per parlarvi.

Una discarica in Cina precisamente nel Jinan aveva problemi ad andare avanti e gli operai cosa si sono inventati?

Hanno creato con il materiale a loro disposizione una copia fedele e a grandezza originale, di Optimus Prime( uno dei più importanti e conosciuti  personaggi di Transformers )

La bellezza e l’ingegno usate per questa riciclo creativo ha dato vita ad un effetto a catena portando sia molti visitatori, sia la costruzione e la vendita di altri robot simili e no, alla serie.

In totale e finora sarebbero stati creati circa 40 altri ” Transformers” originali e unici ognuno con proprie caratteristiche e potenzialità.

In pratica hanno creato un piccolo museo a cielo aperto, apprezzato e visitato da tantissime persone.

Tutto questo ha risollevato animi e posto di lavoro dando nuova linfa e partecipazione.

Ogni robot realizzato dai lavoratori è in vendita e può essere acquistato per il valore di 14.ooo dollari.

Una cifra irrisoria per l’originalità e l’imponenza degli artefatti.

Devo dire che quest’idea mi colpisce molto e credo possa essere un incentivo e un monito per il futuro.

Che ne dite?

Cosa ne pensate e soprattutto acquistereste il vostro “Transformer” personalizzato?

 

Traguardo medico: ricreati mini- cervelli in provetta per…

berberiAl giorno d’oggi la tecnologia e la medicina fanno continuamente passi da giganti e possiamo dire a voce alta, che questo sia cosa buona e giusta.

I progressi e le nuove metodologie ci aiutano a scoprire e a testare soluzioni più disparate a molte malattie che un tempo dilagavano e che oggi sono per lo più sotto controllo.

Eppure nel mare di studi e d’ingegni medici e scientifici ci sono ancora moltissime incognite che rendono alcuni morbi e diagnosi ancora sconosciute e/o mortali.

Per questo l’Istituto di biotecnologia molecolare dell’accademia austriaca di scienze con l’ausilio internazionale di altre due Accademie sono fieri dei risultati ottenuti.

Attraverso diversi procedimenti e cellule staminali a cui sono stati aggiunti diverse nutrienti sono stati ricreati per la prima volta dei mini- cervelli.

Piccole cortecce cerebrali di forma non propria perfetta ma funzionanti, in grado di rispondere agli studi e in grado di vivere per mesi in un bioreattore che gli fornisce sostentamento.

Questi mini- cervelli creati con una base di cellule staminali giovani poggiate su uno scheletro di staminali adulte hanno dato vita a dei piccoli sistemi nervosi dal diametro massimo di 4 millimetri che non corrispondono a veri e proprio cervelli ma sono ricchi di neuroni perfettamente funzionanti.

Questa possibilità apre le porte a tantissimi studi e a tantissime applicazioni. Di fatti la  complessità del cervello umano  e la possibilità di studiare le sue capacità e potenzialità dal vivo erano grandi ostacoli che questa innovazione potrebbe sorpassare.

Questo traguardo medico  regala nuova speranza per migliorare e conoscere malattie neurologiche e  disturbi come il morbo d’Alzheimer, il Parkinson.

Grazie a questi mini- cervelli si potrà studiare i disordini neurologici come la schizofrenia e l’autismo e portare benefici e cure basate su prove realistiche e concrete.

Insomma un bel passo avanti in medicina e nello studio di malattie finora solo degenerative.

Che ne pensate?

 

 

Innovazioni curiose: percepire i colori con…

neil harbissonChi vede e riesce a distinguere i colori come noi, può ritenersi fortunato perché il mondo e la natura sono così ricchi di sfumature e di cromie che sarebbe un vero peccato non poterle decifrare.

I daltonici hanno già qualche problema, intercalando i colori ma se una mattina vi svegliaste e vi accorgeste di vedere tutto grigio, come vi comportereste?

Il cielo sarebbe grigio, la TV grigia, il cibo grigio.

Sono sicura, non sarebbe un bello spettacolo, per questo un ragazzo che soffriva fin da piccolo di una forma davvero unica e rara di daltonismo chiamata acromatopsia ha usato una tecnologia, nello specifico un caschetto che non gli dava la possibilità di vedere i colori ma di percepirli.

Da qui il suo modo di approcciarsi alla vita e ai colori è completamente cambiato fino ad uniformarsi con quello strumento.

Di notte infatti riusciva a fare sogni colorati attraverso percezioni sviluppate dal suo stesso cervello.

Neil Harbisson è un artista e pittore che ha fatto del suo handicap una valore aggiunto, sfidando i suoi limiti e cambiando le carte in tavola.

Il giovane, ritenuto oggi il primo cyborg è riuscito a convincere un equipe medica ad impiantargli la strumentazione che utilizzava (il caschetto) direttamente nel cervello, attraverso l’uso di un microchip che si prevede continuerà ad essere aggiornato.

D’ora in poi potrà con questa innovazione curiosa, percepire tutti i colori, ampliando di molto le possibilità con una strana trasformazione nel senso che i colori per lui diventano musica e il nero è il colore del silenzio.

Infatti ora riesce a sentire anche colori impercettibili all’occhio umano e si pensa che quella strumentazione potrebbe realizzare una comunicazione tra cervelli se venisse usata anche su altri.

Inoltre Neil sarebbe riuscito a dirigere un orchestra e avrebbe insegnato ai musicisti il suono dei colori.

Che ne pensate?

Un’opportunità e una grande prova di coraggio!

 

Prove ed esperimenti: cucinare con…

dentifricioSappiamo che la cucina è uno dei campi in cui la fantasia e la sperimentazione fanno continui passi.

Cambiare, variare, intrecciare sapori e culture può essere un valido stimolo non solo per rinnovare se stessi ma anche un modo di approcciarsi al cibo senza limiti.

Mangiare sempre le stesse cose e portare in tavola sempre le stesse portate può essere stancante oltre che una cattiva abitudine ma fino a che punto vi spingereste nello sperimentare?

Un appassionato di cucina, Collin McQuistan  stanco delle solite esecuzioni in cucina si è messo d’impegno nella creazione di piatti unici.

Per i suoi esperimenti culinari avrebbe usato dentifricio e cibo per gatti ma come evidente le sue prove non sono andate a buon fine.

Con il dentifricio voleva aromatizzare i dolci  e con il cibo per gatti dare un tocco esotico ai piatti.

A parte il fatto che esistono migliori ingredienti per sperimentare in cucina e che secondo il mio punto di vista esistano spezie e ingredienti naturali  migliori del dentifricio e del cibo per gatti, portare in tavola preparazioni diverse si può senza estremizzare e mangiando con gusto, non con ritrosia.

Voi che ne pensate?

Provereste questi piatti?