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Inventato il pannello solare che produce acqua potabile.

Inventato il pannello solare che produce acqua potabile.

Inventato il pannello solare che produce acqua potabile. I pannelli solari si dividono in due grandi categorie. I pannelli solari termici che trasformano l’energia solare in calore, e i pannelli solari fotovoltaici che convertono l’energia solare in energia elettrica.  Entrambi utilissimi e utilizzati negli ultimi decenni come fonti ecologiche. I pannelli solari termici affondano le proprie radici in tempi lontani addirittura risalirebbero all’impero romano.

Un pannello fotovoltaico è un dispositivo, composto da celle fotovoltaiche, in grado di convertire l’energia solare  in energia elettrica mediante effetto fotovoltaico.   

I pannelli solari (specie quelli fotovoltaici) stanno prendendo sempre più piede, grazie alle proprie specifiche e agli incentivi statali. Anche i contribuenti sono alla ricerca delle aziende eco-sostenibili, che producono in modo “pulito” la propria energia. Molti marchi, stanno orientando le proprie risorse alla realizzazione di impianti che coprano il proprio fabbisogno regalando all’ambiente un maggiore respiro.

Di conseguenza, grandi passi si stanno  compiendo per sviluppare le tecnologie, l’impiantistica e le funzionalità dei pannelli solari. Diversi aziende e studi stanno testando diversi formati adatti anche a chi ha meno spazio d’istallazione.  La ricerca in questo senso sta facendo passi da giganti, anche se  gli incentivi non sono sempre così rosei.

E’ di questi giorni la notizia di un ulteriore progresso:  Inventato il  pannello solare che produce acqua potabile. Questo sistema che chiamano Source  trasforma in acqua potabile il vapore acqueo sospeso nell’aria. Li ha realizzati Zero Mass Water, una start-up americana nata un anno e mezzo fa.

Questo pannello solare di ultima generazione distilla l’acqua eliminando sostanze inquinanti e poco gradevoli al palato. Questa particolare istallazione dovrebbe produrre circa 10 l di acqua al giorno. Una quantità ottimale per il fabbisogno di 4 persone.

Source potrebbe risolvere i problemi idrici di molti posti e non solo quelli in via di sviluppo.  L’azienda è intenzionata a lanciare presto il prodotto sul mercato.

(Fonte www.focus.it)

 

 

La rosa incantata che vive per sempre. Un romantico regalo.

La rosa de “La Bella e la Bestia” che vive per sempre.

Le rose sono uno dei fiori preferiti al mondo. Rappresentano il romanticismo più puro e simboleggiano l’amore e la passione. Chi non ha mai regalato o ricevuto una magnifico mazzo di rose? Rosse per indicare la passione, bianche per il candore e l’amicizia, gialle per la gelosia e così via. Le rose sono le protagoniste indiscusse di cerimonie e feste. Non ci si sbaglia mai. Se si vuole conquistare una donna o semplicemente farle capire che si sta pensando a lei, basta presentare questo magico fiore. Il lato negativo della medaglia, è che la rosa per quanto splendida e profumata, non duri per sempre. Sì, perché, come tutte i prodotti di Madre natura, è destinata a sfiorire e morire. Se vi dicessi che esiste la rosa incantata che vive per sempre, ci credereste?

Se avete risposto di no, continuate a leggere! Ebbene una compagnia londinese ha sviluppato una particolare tipologia di rosa che vive per bene tre anni. Se invece tenuta sotto la sua teca di cristallo sopravvive per sempre. Portando nelle case in cui si regala la magia e un pizzico de “la Bella e la Bestia”. (Ricordate la rosa che il principe ha ricevuto dalla fata cui non aveva dato ospitalità?).

La Forever Roses (il cui nome è tutto un programma) ha realizzato la rosa incantata che vive per sempre, sostituendo l’acqua contenuta nel fiore con la glicerina.

Attualmente è possibile acquistare ben 18 colori diversi di rose, dal classico rosso al blu, e al nero. Inoltre sono disponibili bouquet e composizioni.  Bene direte dov’è la fregatura? La nota dolente è nel prezzo. Il costo si aggira dai 500 euro per un singolo fiore a 3.000 per una composizione.

Il regalo però lascerà tutti a bocca aperta.

Fonte (www.mondofox.it)

Mokase: la cover, made in Naples, che fa il caffè.

Mokase: la cover, made in Naples, che fa il caffè.

Mokase è la prima cover al mondo, nata dalla genialità tutta italiana. Progettata per portare la bevanda nazionale preferita sempre con noi. Ebbene sì avete letto bene. Una cover con una specifica precisa e particolare: fare il caffè.

Ideata da due giovani imprenditori campani Luigi Carfora e Clemente Biondo sarà presto messa sul mercato.  Mokase consente al suo possessore di proteggere il proprio dispositivo mobile e di bere un caffè in piena mobilità.

Azionando l’app ad esso collegata la vostra cover in 5/8 secondi scalderà il caffè. Dandovi la possibilità grazie al bicchierino collegato di bere, un mini caffè da 25 ml. Il suo design è estremamente elegante e raffinato. Non viene però trascurata, la sicurezza del tuo smartphone, infatti è stato studiato un perfetto sistema di isolamento tra il telefono e la parte destinata alla funzione di erogazione della bevanda. I vostri amici e parenti non crederanno ai loro occhi.
Mokase nasce da una società completamente made in Naples che produce gadget innovativi e creativi per strumenti informatici e device mobili.

Il caffè per la cover Mokase è contenuto all’interno di una cialda usa e getta, si chiama Mokaromi. Ideata con materiali che possono conservare la bevanda per tre mesi. Con un apposito sistema di rottura a membrana, si incastra perfettamente al tubicino di fuoriuscita del liquido.
Da azienda napoletana non poteva mancare l’attenzione alla miscela di caffè utilizzata.
 Per il lancio sul mercato  sono stati scelti tre tipi di aroma che risultano i più apprezzati dai palati dei consumatori. Inoltre ci sarà la possibilità di scegliere caffè con o senza zucchero.  Sono in previsione nuovi gusti e disponibilità. Mokase sarà accessibile da settembre ma sul sito potrete già prenotare la vostra cover versando un anticipo del 50%. Si potrà acquistarla al prezzo di 49,90€.

Fonte (www.mokase.it)

 

 

Eletrunks: le mutande del futuro per uomo, con il cordino per…

Eletrunks: le mutande -del futuro per uomo.

Uomini questo post è per voi. Udite, udite hanno inventato l‘intimo del futuro. Un capo che potrebbe risolvere uno dei più grandi problemi dell’universo maschile: come rimettere a posto “i gioielli di famiglia” in maniera fine ed educata. Sì avete letto bene. Non dovrete più essere tacciati di cattiva educazione e di stare sempre a “ravanare” nei pantaloni. Perché queste mutande del futuro hanno incorporato un cordino che vi permette di sistemare l’intimo praticamente e velocemente.

Il creatore, il newyorkese Michael Walker, si è inventato gli Eletrunks durante un viaggio in Sudamerica. ”Avevo lasciato il mio lavoro per viaggiare tra Peru, Ecuador e Colombia. Ero in moto, e lì mi sono reso conto di quanto scomodi fossero tutti i diversi tipi di mutande maschili. Appena tornato, mi sono messo al lavoro, e sono passato da zero al prodotto finale in meno di due mesi”.

Il nome deriva dalla ”Elephant trunk”, ovvero la proboscide dell’elefante, che richiama la forma del progetto mutande con il cordino.

La mutande sono disponibile in cinque colori, tutti con nomi buffi e con ironia non proprio facili da capire.

 ”La gente quando sente la mia idea ride, poi capisce che è davvero funzionale. Stanno andando a ruba. E stiamo lavorando anche a modelli per chi preferisce i boxer e chi usa invece gli slip. In futuro vogliamo creare pantaloncini fatti apposta per chi affronta lunghi viaggi in bici o in moto, e per gli sportivi. Tutti devono poter ”elevare” il loro stile di vita”.

Walker racconta anche di essere sommerso di richieste da donne che vogliono un reggiseno con lo stesso principio. ”Ci stiamo lavorando!”

L’idea di per se non è tanto malvagia anche se fa sorridere pensare all’idea di poter stare sempre a giocare con i cordini 😉

Fonte (www.dagospia.com)

Curiosità e origine del collutorio. Lo sapevate che una marca aveva, alla nascita, altri scopi?

Curiosità e origine del collutorio e…

Il collutorio è un prodotto utilizzato per l’igiene orale.

È un antisettico e anti-placca che si sostiene aiuti a prevenire carie, gengiviti e alito cattivo. I collutori utilizzano il fluoro per la protezione contro la carie. È tuttavia generalmente accettato che l’uso di questo prodotto non elimini la necessità dell’utilizzo dello spazzolino e del filo interdentale.

Il primo riferimento noto all’uso di un collutorio è nell’ayurveda e nella medicina cinese, per il trattamento della gengivite. Più tardi nel periodo greco e romano un liquido per il risciacquo della bocca dopo la spazzolatura divenne comune tra le classi alte.  Ippocrate consigliava una miscela di sale, allume e aceto.

Il Talmud ebraico, risalente a circa 1.800 anni fa, suggerisce una cura per disturbi della bocca contenente “impasto di acqua” e olio d’oliva.

Anton van Leeuwenhoek, un famoso microscopista del XVII secolo, scoprì  presenti in depositi sui denti (la placca dentale). Sperimentò su dei campioni che con l’aggiunta di aceto o di brandy avveniva l’immobilizzazione o l’eliminazione degli organismi sospesi in acqua. Dopo la sperimentazione concluse che il collutorio non riusciva ad eliminarli.

Tale rimase la situazione fino alla fine del 1960, quando Harald Loe, dimostrò che un composto a base di clorexidina poteva impedire l’accumulo della placca dentale.

Da allora l’interesse commerciale dei collutori risultò intenso. Diverse case di prodotti sostengono l’efficacia del collutorio nel ridurre l’accumulo della placca batterica e nel ridurre la probabilità di gengivite, oltre che nel combattere l’alitosi.

Pochi conoscono l’origine e lo scopo principale che ha avuto uno dei collutori più famosi degli ultimi tempi: Listerine.

Il collutorio Listerine è stato inventato 133 anni fa. Il suo primo utilizzo fu quello di antisettico chirurgico a cui seguirono quella di cura per la gonorrea e/o  per i piedi sudati. Nei primi anni del ‘900 è stato invece commercializzato come additivo rinfrescante per sigarette. Come cura per il comune raffreddore e, per far mancare nulla  come trattamento anti-forfora. È stato solo nel 1920 che la formulazione ha finalmente trovato la sua strada più redditizia come una cura per l’alito cattivo.
Fonte ( wikipedia)

 

Jeans che vibrano per indicare la strada e “corteggiare”

Inventati jeans che vibrano per dare indicazioni stradali e “corteggiare”.

Il termine jeans (o blue jeans) designa propriamente i pantaloni con i caratteristici rivetti di rame o di metallo, con il bottone centrale di metallo, taglio a 5 tasche, di cui le posteriori cucite sopra la stoffa del corpo dei pantaloni, con l’etichetta (detta salpa) inserita nella parte posteriore in alto a destra.

Il jeans fu inventato dal sarto Jacob Davis nel 1871 per essere brevettato con Levi Strauss il 20 maggio 1873. Le marche storiche e con le maggiori vendite sono “Levi’s” dell’azienda Levi Strauss & Co., Lee e Wrangler entrambi della Vf Corporation. (Storia tratta da wikipedia)

Sono decenni che i jeans impazzano sulla scena. Non esiste persona al mondo che non ne possegga un paio. Grazie alla loro versatilità e la comodità sono un capo intramontabile.

Per stare però sempre in vetta, ogni tanto vengono rinnovati.

Un’azienda  Francese, Spinalli Design ha recentemente rivelato una collezione di jeans  che vibrano quando sono connessi con uno smartphone.

Con questa tecnologia hanno la funzione di navigatore satellitare.

Per non tenere il mano il cellulare il jeans vibra dal lato in cui bisogna svoltare.

“The Essential Jeans” vibra ogni volta che una persona deve girare a destra o a sinistra e se si sta sbagliando vibrano entrambi i lati.

Altra funzione che potrebbe essere integrata in questi curiosi jeans sarebbe bella d’impostare la vibrazione alla ricezione di messaggi o e-mail.

Funzione ancora più curiosa è quella detta “ping” con la quale si potrebbe corteggiare un uomo o una donna che indossa i jeans che vibrano.

Di fatti si potrebbe mandare una vibrazione alla persona che desideriamo, corteggiandola.

The Essential jeans hanno una batteria interna non rimovibile.  La compagnia Francese afferma che dovrebbe durare quattro anni se si usa il GPS una volta a settimana. Se invece si utilizza il dispositivo anche meno di una volta a settimana, può durare anche di più.

Che cosa ne pensate?

Fonte (cose assurde.it)

 

Modi alternativi di usare il burrocacao

Come usare il burrocacao in modi alternativi.

Il burrocacao (anche detto burro di cacao o balsamo labbra) è un cosmetico.  Viene applicato sulle labbra  per proteggerle dal freddo, dal vento, dalla stomatite, e per lenire i sintomi dell’herpes labiale.

Esistono diversi tipi di balsamo per le labbra che differiscono per ingredienti. Per composizione, densità e durezza, ma anche per i contenitori dentro i quali sono distribuiti. Il termine “balsamo per labbra” è tecnicamente più corretto di burrocacao.

Infatti, prodotti a base di burro di cacao (da cui deriva il termine “burrocacao”) sono solo una parte della grande varietà di prodotti finalizzati allo scopo di proteggere le labbra.

Ne esistono tendenzialmente di tre tipi: erboristici (naturali, biologici), industriali e farmaceutici.

Ma sapete che il balsamo per le labbra può essere usato in molti modi curiosi?

Molti di questi usi alternativi, che vi elencherò, sono da utilizzare in caso di emergenza. Altri come precauzione o soluzioni.


Modi alternativi di usare il burrocacao

  • Dona sollievo dalle ferite e dalle punture di insetto
  • Aiuta a proteggere il viso dal sole
  • Copre i graffi sugli oggetti di cuoio
  • Utile per accendere un fuoco (Intinta un pò di carta con burrocacaco, essa prenderà fuoco molto velocemente)
  • Creare una candela inserendo nella cera uno stoppino.
  • Lubrificante per cerniere che non si vogliono aprire, o per togliere anelli incastrati.
  • Contenitore di dentifricio, creme eccettera
  • Per i capelli ricci quando il tempo è molto umido
  • Nascondiglio segreto per soldi o oggetti preziosi una volta svuotato il contenitore.
  • Prevenire le vesciche prodotte da scarpe.
  • Migliora il make-up aggiungendo il burrocacao al fondotinta o ad ombretti.
  • Sopracciglia perfette
  •  Correggere errori di make-up da piccole zone
  • Fa durare più a lungo il profumo, ponendolo prima, nella zona interessata.
  • Ammorbidire le cuticole prima di una manicure.

Che cosa ve ne pare? Interessante vero? 😉

Fonte (wikipedia)

Fonte(vivere più sani.it)

 

La birra spalmabile: una curiosità alimentare italiana

La birra spalmabile: una curiosità alimentare da portare in tavola per stupire.

Le curiosità alimentari sono innumerevoli. Che siano prodotte per un fabbisogno salutare, per dettare una nuova moda,  o semplicemente per oltrepassare qualche limite gustativo, poco importa.

Fanno sempre scalpore, destano curiosità e certo non mancano critiche positive o meno.

In genere i creatori di queste pazzie sono spesso americani o giapponesi ma questa curiosità alimentare è tutta made in italy.

Nonostante possa sembrare strano spalmare la birra, invece che berla, l’idea sembra piacere.

La “Birra Spalmabile”  viene commercializzata al prezzo di 10 euro e quaranta centesimi  il vasetto di 280 g.

La birra spalmabile è un’idea della Cioccolateria Napoleone di Rieti, in collaborazione con il birrificio Alta Quota di Cittareale.  I produttori lo descrivono così “È un prodotto dall’aroma intenso e dal gusto corposo. Accompagna egregiamente antipasti e formaggi, ottima sui crostini, originale idea per guarnire e farcire dolci di pasta frolla e soffici torte”.

Esistono due versioni della birra spalmabile. La versione bionda,  prodotta con birra artigianale bionda. Essa si presenta come una crema dal gusto morbido e floreale. Si sposa alla perfezione con piatti semplici di pesce e crostacei, insalate miste e dessert alla frutta. E’ ottima sui crostini e formaggi delicati, per aperitivi ed antipasti.

La versione scura, prodotta con l’utilizzo di birra artigianale scura.  Essa ha un gusto intenso di frutta matura e note tostate. Si accompagna bene con salumi, selvaggine, carni rosse e brasati, formaggi stagionati e saporiti, dolci al cioccolato, caldarroste.

Non so se l’idea possa piacere. Se vi attiri il fatto di portare in tavola qualcosa di particolare e diverso. Questo è di sicuro un ottimo suggerimento. Adatto a stupire la famiglia e gli ospiti.

Che cosa ne pensate?

Se volete provarla e acquistarla QUI 

(Fonte notizie del mondo. info e cioccolato napoleone.it)

Asciugacapelli: come utilizzarlo per rimedi casalinghi

phonCome utilizzare l’asciugacapelli

di casa per rimedi casalinghi.

Siamo abituati a pensare al phon solo come un alleato di bellezza. Come ad un accessorio del bagno cui non potremo rinunciare.

Di fatti, non se ne conoscono i suoi utilizzi, a livello casalingo.

Perché col phon possiamo risolvere tanti piccoli problemi quotidiani  e trovare soluzioni a difficoltà che ci appaino insormontabili.

Avete voglia di scoprire di più?

Continuate a leggere 😉

L’asciugacapelli è utile per  togliere adesivi ed etichette. Passando il  calore del phon sulle etichette incollate, queste si scaldano e  sono facile da rimuovere con facilità, senza rompersi in mille pezzi.

Col phon si possono togliere le macchie di cera solidificata. Basterà scaldare la parte cerata e passare un foglio di carta per pulire.

Quando ci si fa la doccia, il calore dell’acqua calda crea umidità ed è difficile asciugarsi i capelli col vetro opaco. Se si passa l’asciugacapelli per pochi secondi vicino allo specchio questo tornerà limpido.

Ancora potrà essere utilizzare per spolverare oggetti posti in alto,  molto delicati come fiori artificiali, o angoli dove è difficile arrivare col panno. In questo periodo potrà essere utile per togliere la polvere dal presepe e dall’ albero di Natale.

L’asciugacapelli potrà essere usato per mantenere calda la borsa dell’acqua calda, evitando così di dover cambiare acqua ogni volta.

Quando si possiedono vecchi album è facile vedere che le pagine e le foto sia incollate le une alle altre. Col calore del phon quest’ultime si scolleranno facilmente senza danneggiare ne album ne foto.

L’asciugacapelli può essere utile anche per eliminare gli scarabocchi colorati creati dai bambini sulle pareti. Infatti scaldando la zona colorata, i colori verranno via con un panno.

Un altro utilizzo è quello di scollare surgelati incollati uno sull’altro nel freezer.

Quando avrete dei cerotti da eliminare sarà più semplice riscaldarli con il phon e staccarli senza dolore.

Ultimo modo per usare l’asciugacapelli è rendere la glassa lucida passando il phon a bassa velocità e basso calore.

Conoscevate questi  utilizzi?

Fonte (www. today.it)