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“Cotone vegano”, la nuova frontiera ecologica dei tessuti

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“Cotone vegano” la nuova frontiera ecologica del futuro. Come creare accessori e pelletteria con un nuovo materiale tutto vegetale.

Per fortuna stiamo diventando ecologicamente più responsabili.

Stiamo cercando di correggere il tiro. Di proteggere il mondo che ci circonda.

Ci sarebbe molto da fare, molto di cui discutere ma,  cominciare a valutare la situazione è un buon inizio.

Visto che i tempi stanno cambiando.  Questo non può che essere un bene.

Molte cose che prima sottovalutavamo o che facevamo finta di non “capire”, stanno diventando sempre più pesanti. Almeno vibrano sulla nostra coscienza ecologica.

Sì, perché si può fare di più ed, è doveroso cercare alternative e soluzioni che consentano di vivere meglio.

Con un occhio particolare ai nostri amici animali.

Per questo motivo si sta cercando una valida alternativa alla pelle per borse, scarpe e accessori.

Un’alternativa che non ricada sulla pelle degli animali o sulla plastica (soluzione altamente inquinante).

Una soluzione arriva da ricercatrice delle Filippine, Carmen Hijosa, che ha studiato le proprietà delle foglie di ananas.

Da ormai quasi vent’anni questa ricercatrice,  studia  le foglie per farne dei tessuti e soprattutto dei sostituti del cuoio.

E dopo sperimentazioni e ricerche, è nata una società, per la produzione di questo nuovo materiale Pinatex, ribattezzato “cotone vegano“.

Bisognerà affinare ancora la produzione ma la strada sembra ben spianata.

Di fatti lo strato superficiale è ancora in materiale plastico ma presto sarà realizzato in maniera completamente naturale.

Per fare un metro di “cotone vegano” occorrono all’incirca 480 foglie di ananas.

Questo numero sembrerebbe enorme eppure in realtà corrisponde al numero di 16 ananas.

Che dire, sarebbe davvero una nuova frontiera ecologica e un nuovo modo di intendere la moda. Senza risvolti negativi per animali e ambiente!

Che cosa ne pensate: siete disposti a cambiare il vostro guardaroba?

( fonte notizie del mondo. info)

Le donne basse secondo la scienza vivrebbero di più…

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Secondo un importante studio scientifico le donne basse avrebbero maggior possibilità di vivere più a lungo.

Quante volte le donne basse si sono sentite in difficoltà, per la statura?

Quante volte hanno invidiato determinati outfit che si prestavano a specifici canoni di “stangoneria”?

Quante volte si sono rammaricate di adoperare orpelli vari per fare anche stupidi servizi?

Spesso. Anche io sono tra esse.

Eppure udite udite ci sarebbe una giustizia divina che renderebbe sopportabile questa fisicità.

Un riconoscimento legato alla bassa statura.

Ebbene secondo un’importante ricerca scientifica sarebbe stato dimostrato che a donne basse corrisponde un’aspettativa di vita più lunga.

Di fatti i ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine di New York City sarebbero giunti a questa conclusione.

La ricerca ha preso come campione la popolazione ebrea degli Ashkenazi, proveniente dall’Europa dell’est. Nello specifico, sono stati selezionati 450 soggetti. Questo perché  questa popolazione ha il ceppo  da un’unica grande famiglia e che quindi presenta un patrimonio genetico uniforme.

Secondo gli studi è emerso che le donne basse soprattutto quelle anziane avrebbero subito una mutazione in positivo.

Questa mutazione riguarderebbe il fattore IGF-I.

Il direttore dell’istituto, il dottor Nir Bazilai: “Le donne basse hanno maggiori possibilità di vivere più a lungo, rispetto alle donne alte. Ciò accade grazie alla connessione tra l’ormone della crescita e il mediatore chimico GFI-I, che nelle donne di bassa statura subisce una positiva trasformazione“.

Grazie a questi risultati, ora la ricerca si sta orientando verso farmaci in grado di agire sul fattore di crescita IGF-I, in modo tale da poter allungare l’aspettativa di vita.

Una ricerca che apre nuovi spiragli e possibilità.

E dona una piccola rivincita alle donne basse.

fonte (urban post. it)

Il datore di lavoro che premia con auto e case

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Il datore di lavoro che premia i dipendenti migliori con case e auto.

In un momento storico, come quello che stiamo vivendo, è facile accogliere notizie di datori di lavoro, soffocati da tasse e problemi.

Molte aziende rischiano la chiusura e chiedono ai propri dipendenti ristrettezze e/o limitazioni.

E’ notizia di tutti i giorni che saracinesche si abbassino.  Aziende grandi, chiudano, ma non è questo il caso, che sto per raccontarvi.

Eppure, nel marasma odierno, il datore di lavoro che premia con auto e cause è da considerarsi una voce fuori dal coro. Una perla nera. Una vera eccezione.

Eppure Savji Dholakia, amministratore delegato della  Hari Krishna Exports, ha regalato ai suoi dipendenti  1.300 auto e 400 appartamenti.

Non che questo datore di lavoro fosse impazzito… tutt’altro.

Nato da una famiglia di agricoltori, Dholokia, ha lavorato fin da ragazzo nell’azienda dello zio per aiutarlo. Nel 1982 ha aperto una piccola azienda.

Oggi la sua società fattura 750 milioni di dollari.

Quest’imprenditore, spiega il suo modo di agire, collegando la felicità dei suoi dipendenti alla produttività dell’azienda.

Mi sono reso conto che solo una volta che ti sei preso cura delle necessità di base della tua famiglia, che per me è avere una casa e un’auto, puoi concentrarti sul lavoro. Io voglio che i miei dipendenti diano il 100%, e per questo voglio che non abbiano preoccupazioni sulle necessità di base

Questo il pensiero, di questo intelligente datore di lavoro.

Questa sua politica aziendale va avanti da venti anni. Si è partiti regalando 5 auto e anno dopo anno si è giunti al fantastico numero di 1700 “premi” per i dipendenti più produttivi.

Secondo il mio punto di vista, e alla luce dei risultati direi che è una politica vincente. Una soluzione che dovrebbe prendere sempre più piede.

Voi che ne pensate?

Meglio tagliare o premiare?

fonte (notizie del mondo. info)

 

L’anguilla elettrica che illumina l’albero di Natale

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L’anguilla elettrica che  illumina l’albero di Natale, uno modo ecologico di risparmiare.

L’anguilla elettrica. Il Natale è alle porte coi suoi colori e profumi. La vetrina di ogni negozio è allestita a feste. Gli scaffali grondano di palline, luci, alberi, presepi e chi più ne ha, più ne metta. Ghirlande e scatoloni sono già in viaggio dalla soffitta, e stanno per essere spolverati e svuotati. E siamo già con la testa ai regali e a quel clima di dolcezza che ci avvolge nel periodo natalizio. State già pensando a  come decorerete casa quest’anno? Avete scelto lo stile, il colore e ogni minimo abbinamento, vero? Pensato a come distribuire gli addobbi e come sistemare ogni angolo. E le luci, miriadi di luci colorate che sono l’anima di questa festività.

E’ vero che siamo lontani dallo sfarzo americano, ma mica poi così tanto… Dite la verità: vorreste fare di più. Addobbare anche l’esterno in maniera preponderante, o contornare di luci ogni perimetro della casa. Ma quanta energia e quanti soldi ci vorranno? Perché le luminarie son belle, le spese meno. E allora che pesci prendere? Come risolvere questo spinoso problema? Ebbene esistono soluzioni alternative, come quella di cui sto per parlarvi. Un’idea estrema, ma efficace è stata utilizzata da un giapponese.

L’anguilla elettrica per illuminare l’albero di Natale. In un acquario due piastre di alluminio catturano l’elettricità generata da questa particolare anguilla. Ovviamente la corrente generata non è costante, perché legata al movimento del pesce. Eppure questo rende l’effetto delle luci ancora più bello. L’albero di Natale riluce di un effetto unico e combinato, tutto particolare. Che dire l’idea è davvero geniale ed ecologica. Risparmio e effetto, posizionando un  bell’acquario con un’anguilla elettrica. Voi che ne dite? Sareste propensi o contrari? Conoscete altre soluzioni alternative per risparmiare energia?

fonte( notizie del mondo. info)

 

 

 

La mela incantata d’amore?

La mela incantata d’amore.mela-incantata-damore Come fare innamorare di voi la persona che desiderate.

Qualunque sia la vostra età, sono sicura abbiate vivido il ricordo e il racconto di una delle fiabe più conosciute della storia.

Biancaneve e i sette nani.

Il primo lungometraggio in animation della storia del cinema, il primo film d’animazione prodotto in America, il primo ad essere stato prodotto completamente a colori e  il primo Classico.

E la mela avvelenata, tanto bella quanto pericolosa, rimane un simbolo.

Se nella pellicola Disney la mela veniva incantata per un “sonno eterno” in un negozio giapponese viene venduta per tutt’altri scopi.

Che cosa si saranno “inventati”?

La vendita di una mela particolare: la mela incantata d’amore.

Un negozio giapponese specializzato in vendita di accessori magici, avrebbe tra le sue mercanzie una particolare tipologia di mela.

Questa mela coltivata in una selezionata area, ricca di forze spirituali, sarebbe poi incantata con un rito per permette di far innamorare.

La mela farebbe perdere la testa all’uomo o alla  donna che amate.

Badate bene sempre che si seguano le precise istruzioni:

  • pulire la mela
  • recitare un incantesimo pensando alla persona da conquistare
  • far mangiare la mela ( sia cotta che cruda)
  • aspettare che la cosa funzioni.

Che dire, a me sembra una stupidaggine ma c’è chi spende ben novanta cinque euro per provarci.

Forse si è perso un  po’ il senso delle cose o semplicemente siamo diventati più pigri?

 

Non so… ma credo che esistano tante altre alternative.

Una fra tutte, il caro vecchio metodo del corteggiamento.

Anche perché, non esiste incantesimo che tenga, se l’uomo o la donna a cui aspiriamo, non ci ama o meglio non ci “fila”.

Non pensiate sia così, credete che possa in qualche modo funzionare?

Voi comprereste la bellissima mela incantata d’amore?

Se non altro, ve la consegnerebbero in un elegantissimo cofanetto 😉

fonte ( notizie del mondo. info)

 

La nazione spaziale Asgardia cerca cittadini

La nazione spaziale Asgardia cerca cittadini. Il nostro futuro sarà nello spazio?Lo vedremo presto.asgardia

Il pianeta Terra non ci basta. O meglio presto non basterà a tutti.

Siamo continuamente bombardati dall’idea che le risorse prima o poi finiranno; che dovremo spostarci in posti più ospitali,  e quindi cosa succederà?

Già in passato siamo migrati da altri continenti e se questa visione dovesse essere giustificata cosa ne sarà del futuro?

Se davvero bisognerà trovare altri lidi, dove, sarà possibile continuare la vita?

Perché non espatriare nello spazio?

Fino a qualche decennio fa, questa ipotesi poteva essere considerata utopia se non fantascienza.

Eppure più di una persona pensa che sia una possibilità concreta e fattibile.

Un gruppo di scienziati e legali stanno pensando di realizzare la nazione spaziale Asgardia.

Uno stato indipendente da qualsiasi ente della Terra.

Una nazione spaziale libera dove chiunque voglia, possa trasferirsi e abitare.

Il professore Ram Jakhu della McGill University ( finanziatore del progetto e studioso delle leggi spaziali)  ha affermato che sarà naturale per gli uomini, lasciare la Terra.

Eppure la nazione spaziale Asgardia vuole essere creata con uno scopo e un fine più alto.

Di fatti l’idea sarebbe quella di mandare nello spazio un satellite che dovrebbe diventare un vero e proprio stato.

Un folto numero di scienziati, legali e ricercatori sta lavorando affinché la nazione spaziale Asgardia diventi indipendente e a tale scopo sono state aperte le iscrizione online.

Attraverso questo progetto si mira a rendere democratiche le ricerche spaziali permettendo l’utilizzo di tecnologie, anche a stati che non posseggono agenzie spaziali.

In questo modo si eviterebbe di parteggiare per lo stato d’appartenenza per un fine più ampio.

La nazione spaziale fornirebbe tecnologie a tutti, proteggerebbe il pianeta da eventuali pericoli e manterrebbe la pace ad un livello più alto.

L’idea non è affatto male e mi auguro che possa prendere piede.

Almeno per quanto riguarda gli scopi più nobili.

Eppure spero che l’uomo si avveda e trovi soluzioni che non debbano per forza trasferirci nello spazio… 😉

fonte(urban post.it)

 

 

La cyclette-lavatrice: un modo per risparmiare?

La cyclette-lavatrice: un modo per risparmiare.cyclette-lavatrice

Albert Einstein diceva:  “Non pretendiamo che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi può essere una grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.”

La crisi c’è, c’è stata e porta dietro se, i suoi strascichi.

Risparmiare è la parola chiave della nostra quotidianità.

Eppure, basta cambiare prospettiva o semplicemente trovare una giusta soluzione ai problemi per rimpicciolirli.

Forse, proprio sull’onda di tutte queste affermazione che, un gruppo di studenti della Dalian National University ha dato vita ad una progettazione.

Ideando una cyclette- lavatrice che racchiudesse al suo interno la soluzione a due problematiche importanti. La sedentarietà e l’eco-sostenibilità.

Sì, perché se è vero che il progresso e la tecnologia, hanno portato e portano continui benefici. Davanti a personal computer, e dinanzi a scrivanie, facciamo spesso una vita sedentaria seppur frenetica.

E’ qui che l’idea di questi giovani potrebbe essere intelligente.

Perché? Se c’è una cosa di cui non possiamo fare a meno è proprio il bucato.

E se lavare i panni diventasse anche ecologico, come?

Coniugando il lavaggio all’attività fisica. A questo scopo, è stata ideata la cyclette-lavatrice.

Questa curiosa cyclette è stata battezzata B.W.M (Bike Washing Machine).

Dotata di un cestello da lavatrice che è stato posizionato al posto del volano, viene azionato dai pedali.

Allo stesso tempo l’energia in eccesso può essere immessa nella rete elettrica, grazie ad appositi collegamenti elettrici.

Al momento resta solo un’idea perché, prima di essere sviluppata in maniera pratica, bisognerebbe apportare delle migliorie.

Cercando di affinare la possibilità di lavaggio, magari prevedendo diverse velocità e forse con un  cestello che possa girare in più di un senso.

Sta di fatto che la cyclette- lavatrice ha comunque un alto potenziale.

Voi cosa ne pensate?

Sareste propensi a comprarla, ma soprattutto ad utilizzarla?

(fonte notiziedelmondo.info)

 

 

HB ring, la fede hi-tech del futuro?

HB ring, le fedi hi-tech del futurola-fede-del-futuro

Possiamo dire tutto, ma gli uomini (o umani come direbbe mio figlio) sono romantici.

E gli italiani, forse ancor di più.

E’ vero che per San Valentino siamo ancora lontani ma se state già programmando i regali per Natale, siete decisamente in tempo.

Sì, vi vedo fare liste mentali e conti… 😉

Quello di cui vi parlerò oggi, non è un semplice anello, un anello carico di diamanti e scintillante. Il classico dono, ma qualcosa di più.

Perchè HB ring è un  anello hi-tech, la fede del futuro?

Staremo a vedere…

Sta di fatto che questo particolare ring è composto di sensori, batteria, led e connettori di ricarica.

Una fede del futuro decisamente insolita, soprattutto se si pensa che per contenere tutto questo po-po di roba, sia abbastanza spessa.

Eppure la sua caratteristica principale farà saltare di gioia il suo/a futuro/a proprietario/a.

Perchè HB ring permette di ascoltare il battito del proprio innamorato.

Sì avete letto bene. Non importa dove sarete e quando e quanto sarete distanti, perché grazie a questa fede del futuro, avrete sempre con voi, i battiti del vostro/a amato/a.

Per farlo funzionare, basterà collegarlo via bluetooth allo smartphone grazie ad un’applicazione da scaricare.

Semplicemente, toccandolo Hb ring, comincerà a trasmettere piccole pulsazioni e si illuminerà regolandosi sul battito del vostro amore.

Questa romantica fede hi-tech del futuro è stata programmata per durare 160 ore in modalità stand- by ,e 14 ore di fila.

Ma veniamo ai costi.

I produttori hanno pensato di ricreare due versioni: quella di fascia alta, in oro rosa e zaffiri, dal prezzo di 2990 dollari e garantita  dieci anni. Una versione più economica in acciaio inossidabile del prezzo di 599 dollari e garantita due anni.

Se storicamente l’anello e la fede ha rappresentato la connessione con la persona amata, questo HB ring ne è il degno futuro erede ;).

Che ne pensate?

Sarebbe un bel modo di stupire la vostra metà… oppure no?

fonte ( amando.it)

 

 

 

Ikaria: l’isola della longevità.

Ikaria: l’isola della longevità.

ikaria

Ikaria: l’isola della longevità. Siamo alla costante ricerca di elisir che prolunghino la nostra vita, nel migliore dei modi.

Saremmo disposti a sorbirci intrugli vari e complesse formule di bellezza, per fermare o almeno rallentare gli effetti del tempo. Se grazie a nuove metodologie, una parte di ciò è fattibile, siamo lontani dai nostri sogni d’eternità. Eppure esistono posti dove si vive meglio e più a lungo.  Allora perché non pensare di trasferirsi lì, dove la longevità sembra il “pane quotidiano“?

E se vi dicessi che questo luogo esiste e non è fittizio? Se vi raccontassi che è a pochi passi da noi, e che ha anche un nome poetico? Benvenuti a Ikaria, l’isola della longevità. Il luogo in cui gli abitanti non si ammalano mai, dove si vive meglio e più a lungo. Dove si trova quest’angolo di paradiso?

Nell’Egeo centro orientale tra Mikonos e Simos. I suoi abitanti hanno un’età media di novant’anni. E le malattie cardiovascolari e tumori sono molto rare.Si è cercato di capire quali fossero le ragioni dell’isola della longevità e si è scoperto che queste sono alcune delle note a favore dei suoi abitanti.

Ricercatori di tutto il mondo hanno evidenziato che:

  • i cibi sono a chilometro zero;
  •  le persone fanno tanta attività motoria;
  •  tutti dormono almeno dieci ore al giorno;
  •   non ci sono ansie, tutto è svolto secondo ritmi semplici ;
  •  assumono pochi farmaci, preferendo rimedi naturali;
  •  hanno la buona abitudine di farsi gli affari propri.

Ikaria: l’isola della longevità

Tutto questo mix di espedienti rende, Ikaria un’isola invidiata e invidiabile. Un posto paradisiaco, affacciato sul mare, in cui prolungare al meglio la propria vita. Ovviamente seguendo le semplici e chiare regole 😉 Che dite, state già facendo le valigie?

Io un pensierino ce lo farei…

fonte (amando.it)

 

 

 

Il lucchetto “puzzola” che scoraggia i ladri?

Il lucchetto “puzzola” che scoraggia i ladri.

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Il periodo storico è quello che è. E i furti, purtroppo, sono sempre più frequenti.

Per non parlare dei taccheggi di biciclette.

Merce facile da far scomparire.

Se romanticamente mi piace pensare, che i furti siano spesso causati da eventi e cause intrinseche alle difficoltà. Sta di fatto, che non è così, nelle maggior parte dei casi.

Però, le strettezze e gli impedimenti, ingegnano non solo i ladri ma anche ideatori e produttori di nuove strategie commerciali.

Sì, perché ad ogni problema, ci sono miriadi di soluzioni che possono essere risolutive o no.

E forse proprio cambiando prospettiva, che la soluzione può essere efficace.

Per contrastare i continui furti di biciclette in tutto il mondo, un designer di San Francisco, ha ideato un particolare lucchetto: un lucchetto “puzzola“.

L’idea di Daniel Idzkowski si basa, non sull’infallibilità del lucchetto, ma su una nuova metodologia.

Nello specifico il Skunklock, questo il nome, non è stato pensato come a qualcosa che è difficile forzare. Ma come un meccanismo, che nel suo interno, scoraggia i ladri.

Di fatti, se uno tentasse di aprire con forza il lucchetto ” puzzola”, quest’ultimo secernerebbe un particolare gas, che induce il vomito.

Questo gas perfettamente legale è davvero disgustoso, e può essere attivato solo se si vuole tentare il furto.

Se anche si resistesse a quest’attacco olfattivo, non sarebbe facile comunque passare inosservati.

Gli ideatori hanno dipinto il lucchetto a strisce nere e bianche, ricordando la puzzola, come avvertimento.

E se per caso il proprietario del lucchetto avesse dimenticato o perso le chiavi, gli viene associato un codice, che dà la possibilità di avere una copia della chiavi. Senza dover rischiare di “assaggiare” il gas.

 

Non è detto che sia infallibile ma potrebbe essere una possibilità.

Di sicuro un’idea intelligente.

Che ne pensate, comprereste questo lucchetto ” puzzola” per la vostra bici?

Fonte( notiziedelmondo.info)