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Le pale dei fichi d’india diventano gioielli

pale-gioielliiQuando la creatività si fa arte. Un’artista trasforma le pale dei fichi d’india in gioielli.

La creatività può essere la base di ogni forma d’arte. Anzi l’arte vive di creatività.

Ci sono per questo, stili diversi in ogni campo, e utilizzi tra i più disparati.

Eppure, oggi vi parlerò di una sua forma, che ricicla delle piante che d’acchito, sarebbero inutilizzabili.

Scopriremo come un’artista trasforma le pale dei fichi d’india in gioielli.

Graziana realizza gioielli unici e particolari, con materiale organico offerto dalla Natura.

In realtà la sua arte aveva già attinto a questa fonte: alle pale di fico d’india. 

Di fatti l’artista ci racconta”Mi occupo di pittura e utilizzavo la foglia secca della Pala di Fichi d’India per creare delle mascherine da applicare alle superfici e tirarne fuori delle tessiture per i miei lavori artistici”

Da qui l’idea di utilizzare questo materiale per qualcosa di più prezioso.

Per salvaguardare l’ambiente e riciclare con classe, l’artista siciliana ha pensato di utilizzare gli stessi pezzi colorati per realizzare dei bijoux da proporre al pubblico.

Gioielli davvero originali con un tocco di esotico e di poetico.

Ma scopriamo come si realizzano.

Si parte facendo essiccare la pala  di fichi d’India. Questa con il tempo perde il liquido essendo parte di  una pianta essenzialmente grassa. Rimane così la parte fibrosa di cui viene scelto il pezzo resistente e più legnoso.

Una volta scelta la parte migliore per la realizzazione del futuro bijoux

si ripulisce dal residuo di terra e dipinto. Poi si crea la forma e con piccoli accessori si realizzano collane, orecchini o bracciali.

Che cosa ne pensate?

L’idea di riciclare un prodotto che ha un identità così forte, ha del lodevole.

I gioielli realizzati con questa tecnica sono veramente belli.

Staremo a vedere se prenderanno piede ed entreranno a far parte della moda futura.

fonte (www.grenme.it)

 

Come ti recupero l’azienda: riciclo creativo per …

trasformersStiamo attraversando un periodo lavorativo davvero difficile e complicato.

Le tasse sono elevatissime, il volume di vendite si è notevolmente indebolito e si fanno i salti mortali per stare a galla.

Molte aziende sono costrette a riduzioni di personale e di sedi e molte altre chiudono serrande e saracinesche perchè non riescono ad andare avanti.

Non sto a farvi l’elenco di disoccupati giovani e meno e di tutto il correlato che pesa sulla società odierna, sarebbe superfluo.

Eppure nel mare di problematiche del mondo del lavoro un pizzico di creatività e inventiva può salvare pelle e posti di lavoro.

Ingegnarsi e trovare valide soluzioni e alternative per un riciclo creativo può essere la chiave di svolta.

Come questo caso di cui sto per parlarvi.

Una discarica in Cina precisamente nel Jinan aveva problemi ad andare avanti e gli operai cosa si sono inventati?

Hanno creato con il materiale a loro disposizione una copia fedele e a grandezza originale, di Optimus Prime( uno dei più importanti e conosciuti  personaggi di Transformers )

La bellezza e l’ingegno usate per questa riciclo creativo ha dato vita ad un effetto a catena portando sia molti visitatori, sia la costruzione e la vendita di altri robot simili e no, alla serie.

In totale e finora sarebbero stati creati circa 40 altri ” Transformers” originali e unici ognuno con proprie caratteristiche e potenzialità.

In pratica hanno creato un piccolo museo a cielo aperto, apprezzato e visitato da tantissime persone.

Tutto questo ha risollevato animi e posto di lavoro dando nuova linfa e partecipazione.

Ogni robot realizzato dai lavoratori è in vendita e può essere acquistato per il valore di 14.ooo dollari.

Una cifra irrisoria per l’originalità e l’imponenza degli artefatti.

Devo dire che quest’idea mi colpisce molto e credo possa essere un incentivo e un monito per il futuro.

Che ne dite?

Cosa ne pensate e soprattutto acquistereste il vostro “Transformer” personalizzato?