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Eletrunks: le mutande del futuro per uomo, con il cordino per…

Eletrunks: le mutande -del futuro per uomo.

Uomini questo post è per voi. Udite, udite hanno inventato l‘intimo del futuro. Un capo che potrebbe risolvere uno dei più grandi problemi dell’universo maschile: come rimettere a posto “i gioielli di famiglia” in maniera fine ed educata. Sì avete letto bene. Non dovrete più essere tacciati di cattiva educazione e di stare sempre a “ravanare” nei pantaloni. Perché queste mutande del futuro hanno incorporato un cordino che vi permette di sistemare l’intimo praticamente e velocemente.

Il creatore, il newyorkese Michael Walker, si è inventato gli Eletrunks durante un viaggio in Sudamerica. ”Avevo lasciato il mio lavoro per viaggiare tra Peru, Ecuador e Colombia. Ero in moto, e lì mi sono reso conto di quanto scomodi fossero tutti i diversi tipi di mutande maschili. Appena tornato, mi sono messo al lavoro, e sono passato da zero al prodotto finale in meno di due mesi”.

Il nome deriva dalla ”Elephant trunk”, ovvero la proboscide dell’elefante, che richiama la forma del progetto mutande con il cordino.

La mutande sono disponibile in cinque colori, tutti con nomi buffi e con ironia non proprio facili da capire.

 ”La gente quando sente la mia idea ride, poi capisce che è davvero funzionale. Stanno andando a ruba. E stiamo lavorando anche a modelli per chi preferisce i boxer e chi usa invece gli slip. In futuro vogliamo creare pantaloncini fatti apposta per chi affronta lunghi viaggi in bici o in moto, e per gli sportivi. Tutti devono poter ”elevare” il loro stile di vita”.

Walker racconta anche di essere sommerso di richieste da donne che vogliono un reggiseno con lo stesso principio. ”Ci stiamo lavorando!”

L’idea di per se non è tanto malvagia anche se fa sorridere pensare all’idea di poter stare sempre a giocare con i cordini 😉

Fonte (www.dagospia.com)

La nazione spaziale Asgardia cerca cittadini

La nazione spaziale Asgardia cerca cittadini. Il nostro futuro sarà nello spazio?Lo vedremo presto.asgardia

Il pianeta Terra non ci basta. O meglio presto non basterà a tutti.

Siamo continuamente bombardati dall’idea che le risorse prima o poi finiranno; che dovremo spostarci in posti più ospitali,  e quindi cosa succederà?

Già in passato siamo migrati da altri continenti e se questa visione dovesse essere giustificata cosa ne sarà del futuro?

Se davvero bisognerà trovare altri lidi, dove, sarà possibile continuare la vita?

Perché non espatriare nello spazio?

Fino a qualche decennio fa, questa ipotesi poteva essere considerata utopia se non fantascienza.

Eppure più di una persona pensa che sia una possibilità concreta e fattibile.

Un gruppo di scienziati e legali stanno pensando di realizzare la nazione spaziale Asgardia.

Uno stato indipendente da qualsiasi ente della Terra.

Una nazione spaziale libera dove chiunque voglia, possa trasferirsi e abitare.

Il professore Ram Jakhu della McGill University ( finanziatore del progetto e studioso delle leggi spaziali)  ha affermato che sarà naturale per gli uomini, lasciare la Terra.

Eppure la nazione spaziale Asgardia vuole essere creata con uno scopo e un fine più alto.

Di fatti l’idea sarebbe quella di mandare nello spazio un satellite che dovrebbe diventare un vero e proprio stato.

Un folto numero di scienziati, legali e ricercatori sta lavorando affinché la nazione spaziale Asgardia diventi indipendente e a tale scopo sono state aperte le iscrizione online.

Attraverso questo progetto si mira a rendere democratiche le ricerche spaziali permettendo l’utilizzo di tecnologie, anche a stati che non posseggono agenzie spaziali.

In questo modo si eviterebbe di parteggiare per lo stato d’appartenenza per un fine più ampio.

La nazione spaziale fornirebbe tecnologie a tutti, proteggerebbe il pianeta da eventuali pericoli e manterrebbe la pace ad un livello più alto.

L’idea non è affatto male e mi auguro che possa prendere piede.

Almeno per quanto riguarda gli scopi più nobili.

Eppure spero che l’uomo si avveda e trovi soluzioni che non debbano per forza trasferirci nello spazio… 😉

fonte(urban post.it)