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Ricercatore italiano ha creato uno yogurt con ingredienti naturali che migliora la vita intima di donne e uomini

Ricercatore italiano ha creato uno yogurt con ingredienti naturali che aiuta la vita intima di donne e uomini.

Da quando è arrivata in commercio la tanto famosa “pillola blu”, la vita intima di uomini e donne sembra decisamente migliorata. Sì, perché con il suo aiuto, si può vivere una relazione intima con maggiori sicurezze e minori preoccupazioni. Come ogni medicinale che si rispetti, il suo utilizzo, comporta controindicazioni e limiti legati a diverse patologie e “abusi d’uso” .

Se vi dicessi che presto il viagra sarà sostituito da un  prodotto simile ma del tutto naturale, ci credereste? Ebbene la formula di questo yogurt che migliora la vita intima sarebbe da attribuirsi ad un ricercatore italiano. Guglielmo Buonamici, dopo un viaggio in Amazzonia ha brevettato uno speciale yogurt che avrebbe al suo interno principi attivi esotici. Esso incrementerebbe la vita intima dei suoi connazionali e non solo. Questo ricercatore agronomo che collabora con il Cnr di Pisa e il San Raffaele di Milano non sarebbe nuovo a queste sperimentazioni. Avrebbe di fatti creato un pane che abbassa il colesterolo che sarà presto in commercio.

Ricercatore italiano ha creato uno yogurt con ingredienti naturali che aiuta la vita intima di donne e uomini.

Come ha raccontato il ricercatore in un’intervista a “La Nazione”,  durante un viaggio in Amazzonia  ha trovato i giusti ingredienti per addizionare il suo yogurt. Guglielmo Buonamici spiega così: “Grazie a un simpatico caso. Per tre mesi, esplorando la foresta amazzonica, una vera miniera per i fitocomplessi che utilizzo nei miei cibi funzionali, mentre ero in ricognizione con altri ricercatori, mi si avvicinò un indio kaboco. Parlava un portoghese strano, che non capivo bene. Prese quindi a fare strani gesti con le mani. Con la guida, che faceva da interprete, lo seguii e mi portò a quello che loro chiamano l’Albero della potenza. Raccolsi foglie e radici, le portai in laboratorio, all’Università di Salvador, dove furono fatti esperimenti sui topi anziani. Ebbero un incredibile risveglio della libido mostrandosi sessualmente iperattivi”.

Lo yogurt prodotto da estratti di piante tropicali, si chiamerà “Terza Via” e  sarà prodotto in due versioni, per uomini e per donne. In Italia ha già ottenuto i brevetti ora si attendono quelli delle Ue.

Fonte (grenme.it)

 

Farina di scarafaggi ideata e realizzata come risorsa di cibo futuro

Farina di scarafaggi come risorsa di cibo del futuro.

L’entomofagia (dal greco éntomos, “insetto”, e phăgein, “mangiare”), è un regime dietetico, obbligato o facoltativo, che vede gli insetti come alimento.

Dal punto di vista ecologico è un rapporto trofico di predazione, parassitismo o di parassitoidismo. E’ osservabile in un gran numero di gruppi animali come insetti, uccelli, rettili, anfibi, pesci e mammiferi e di microrganismi.

Dal punto di vista antropologico è una pratica diffusa presso molte popolazioni del pianeta basata su particolari gusti o mode o sulla necessità di integrare il fabbisogno nutritivo di proteine. (Tratto da wikipedia)

Nel mondo sono oltre due miliardi le persone che mangiano insetti e 1900 le specie consumate. Prevalentemente si tratta  di maggiolini, farfalle,  vespe e api e grilli e cavallette.

In giro per il mondo, vengono consumate nelle forme più varie, dalle formiche fritte in padella, alle larve che saltellano nel pecorino sardo, agli spiedini con larve di scarabei, crisalidi di farfalle e cavallette diffusissimi in Cina. In Oriente si mangiano anche molte zuppe d’insetti, anche con cimici  anche di notevoli dimensioni.

Anche molti scienziati stanno studiando l’uso degli insetti come forma proteica per il futuro delle nostre tavole.

Due ricercatrici brasiliane hanno sviluppato una farina realizzata a partire da scarafaggi.

Questa farina contiene il 40% più proteine della normale farina di grano oltre ad amminoacidi e lipidi. Il punto di forza è che può essere usata per realizzare qualunque prodotto usualmente fatto con la normale farina sostituendo alla carne.

Abbiamo usato gli scarafaggi perché è l’insetto che contiene la maggiore quantità di proteine, e contiene otto dei nove amminoacidi essenziali. Ha grassi di alta qualità e possiamo usare quasi il 100% di essi. Le Nazioni Unite stimano che entro il 2050 non ci sarà abbastanza terreno per produrre tutto il cibo che servirà per tutta la popolazione mondiale. Nel caso di allevamento di insetti, servono meno spazi. E’ una produzione ecologica perché richiedono molto meno acqua. […] Oggi non è una realtà, ma nel futuro le persone dovranno abituarsi all’idea”, continuano le due ricercatrici.

Che cosa ne pensate?

Fonte (lacucinaitaliana.it)

Fonte (notiziedelmondo.info)

Le donne basse secondo la scienza vivrebbero di più…

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Secondo un importante studio scientifico le donne basse avrebbero maggior possibilità di vivere più a lungo.

Quante volte le donne basse si sono sentite in difficoltà, per la statura?

Quante volte hanno invidiato determinati outfit che si prestavano a specifici canoni di “stangoneria”?

Quante volte si sono rammaricate di adoperare orpelli vari per fare anche stupidi servizi?

Spesso. Anche io sono tra esse.

Eppure udite udite ci sarebbe una giustizia divina che renderebbe sopportabile questa fisicità.

Un riconoscimento legato alla bassa statura.

Ebbene secondo un’importante ricerca scientifica sarebbe stato dimostrato che a donne basse corrisponde un’aspettativa di vita più lunga.

Di fatti i ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine di New York City sarebbero giunti a questa conclusione.

La ricerca ha preso come campione la popolazione ebrea degli Ashkenazi, proveniente dall’Europa dell’est. Nello specifico, sono stati selezionati 450 soggetti. Questo perché  questa popolazione ha il ceppo  da un’unica grande famiglia e che quindi presenta un patrimonio genetico uniforme.

Secondo gli studi è emerso che le donne basse soprattutto quelle anziane avrebbero subito una mutazione in positivo.

Questa mutazione riguarderebbe il fattore IGF-I.

Il direttore dell’istituto, il dottor Nir Bazilai: “Le donne basse hanno maggiori possibilità di vivere più a lungo, rispetto alle donne alte. Ciò accade grazie alla connessione tra l’ormone della crescita e il mediatore chimico GFI-I, che nelle donne di bassa statura subisce una positiva trasformazione“.

Grazie a questi risultati, ora la ricerca si sta orientando verso farmaci in grado di agire sul fattore di crescita IGF-I, in modo tale da poter allungare l’aspettativa di vita.

Una ricerca che apre nuovi spiragli e possibilità.

E dona una piccola rivincita alle donne basse.

fonte (urban post. it)