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Messaggi in bottiglia per trovare l’amore: denunciato per inquinamento.

Messaggi in bottiglia per trovare l’amore: denunciato per inquinamento

Films e canzoni sono diventati, negli ultimi decenni, in qualche modo, i nostri “maestri di vita”. In essi ci rispecchiamo, vivendo e soffrendo, come se fossimo noi stessi i protagonisti delle vicende. Spaziando in tutte le categorie, possiamo prelevare idee, spunti e suggerimenti. Poi che questi, si dimostrino d’aiuto o meno, resta sempre da vedere. Il caso che vi racconto oggi,  ha un finale del tutto inaspettato: tipico della suspance delle  migliori soap-opere. Qualche anno fa, in  un film di successo (tratto da un libro bellissimo), “Le parole che non ti ho detto” un uomo vedovo, lasciava  in mare, alla moglie morta, dei messaggi in bottiglia. Con la speranza che in qualche modo e in qualche forma potessero giungere fino a lei. E una nota canzone dei Police è intitolata “Message in a bottle”.

E’ con questa visione e spinta romantica, che un uomo, Craig Sullivan, ha inondato le coste inglesi di Messaggi in bottiglia nella speranza di trovare un nuovo amore. Questo vedovo, dopo aver perso la moglie a causa di un brutto male, si è rimboccato le maniche e si è dato molto da fare. Come? Riuscendo a spedire lungo le coste più di 2000 bottigliette. E’ riuscito a realizzare il suo scopo? Sembrerebbe di sì, ma non senza conseguenze. Prima di ricevere buone nuove da papabili fidanzate, i Messaggi in bottiglia sono stati intercettati da Helen Gill, fervente ambientalista che ha scritto a l’uomo perché smettesse di inquinare le coste inglesi.

Al Telegraph, Helen ha raccontato: “Camminavo sulla spiaggia e ho trovato 30 bottiglie di vetro con i tappi. Dentro c’erano questi messaggi per trovare un nuovo amore. Può anche sembrare romantico, ma cosa comporta questo per l’ambiente?“ Tante altre persone hanno denunciato l’uomo, alcuni addirittura all’agenzia scozzese che protegge l’ambiente.

L’uomo, alla fine,  ha dovuto rinunciare alla sua romantica pensata. Un paio di donne interessate l’hanno contattato e lui è riuscito in qualche modo nel suo scopo. Che cosa dire? Felice e contento, no… felice e denunciato.

Fonte(www. today. it)

 

 

 

Il bruco che disgrega la plastica: il futuro dell’inquinamento

Il bruco che disgrega la plastica: il futuro dell’inquinamento.

La plastica è un materiale economico, col quale si producono utensili e attrezzi più disparati.

Questo comporta e ha comportato nel tempo una larga diffusione. Negli ultimi decenni, però, è sorto un allarme. La plastica per la sua larga scala di utilizzo e per la durabilità nel tempo sta causando diversi disagi all’ambiente. L’inquinamento da plastica, ovvero la dispersione di prodotti plastici nell’ambiente, causa tantissimi problemi alla flora e alla fauna. L‘inquinamento dato dalla plastica imperversa e riguarda mari, laghi, fiumi e prateria: praticamente ogni luogo. Da qualche anno si stanno attuando politiche che vietano l’utilizzo di sacchetti di plastica che non siano biodegradabili. Il problema è ancora molto diffuso, nonostante la differenziazione dei rifiuti.

Una ricercatrice italiana potrebbe aver trovato il capo di una possibile soluzione. Ha scoperto il bruco che disgrega la plastica. Una scoperta causale che potrebbe portare grandi speranze e diminuire notevolmente l’inquinamento.

Il bruco in questione la larva della galleria mellonella è conosciuta ai più come “la tarma della cera” infatti si nutre di cera degli alveari.

La biologa italiana, Federica Bertocchini,  che si occupa anche di apicoltura, mentre maneggiava degli alveari, si è accorta che erano pieni di questi bruchi. Nel ripulirli ha messo le larve all’interno di un sacchetto di plastica, ma nel giro di poche ora questi erano pieni di buchi e le larve libere. Da qui è iniziato quindi il suo studio, affiancata da Paolo Bombelli e Chris Lowe, biochimici dell’Università di Cambridge. Quello che la ricercatrice ha evidenziato durante il suo studio è che la demolizione non avviene solo attraverso la masticazione, ma anche attraverso un processo chimico. Lo scopo è quello di evidenziare l’enzima o il batterio capace di digerire la plastica presente nel sistema digerente del bruco e riprodurlo su larga scala con metodi biotecnologici.

Un futuro per l’inquinamento e per discariche ecologiche.

Fonte(www.greenme.it)

 

 

Movimento per salvare il pianeta con… l’antinatalismo

vhemt

E’ indiscusso che gli uomini siano stati e siano la causa del depauperamento del pianeta.

E’ risaputo che  l’uomo sia  smanioso di costruire in ogni dove senza rispetto per la geologia e l’ambiente.

E’ altrettanto vero che l’uomo si espande sempre più causando incessante inquinamento e deficit di risorse.

E’ chiaro che bisognerebbe trovare una giusta soluzione per salvaguardare ciò che ci nutre e ci mantiene in vita…. eppure.

Esistono diverse teorie e movimenti atti a trovare una possibile risoluzione che veda il pianeta come fulcro del futuro.

Moltissime persone si impegnano ogni giorno affinché il pianeta sia più sano e più vivibile.

Tra queste miriadi di possibilità esiste un movimento: The Voluntary Human Extinction Movement, ovvero Il Movimento per l’estinzione volontaria dell’essere umanoVHEMT.

Beh se non è chiaro nella sua terminologia, questo gruppo applica o vorrebbe applicare per salvaguardare il pianeta, l’antinatalismo.

Ritenendo l’uomo la maggior causa di distruzione, inquinamento e dissoluzione del nostro ecosistema, questa filosofia crede che per il pianeta ci possa essere una “cura”, in parole semplici, bisognerebbe eliminare l’uomo dalla terra, non facendo figli.

In questo modo, il mondo, secondo il VHEMT, sarebbe salvo in qualche decennio.

Beh se nella pratica questa teoria potrebbe essere anche logica, poco pratica e poco costruttiva appare nella fase realizzativa.

Io non sarei così drastica, poiché credo che ci dovrebbe essere sempre un certo equilibrio nelle cose e questo movimento è assolutamente estremo.

Voi cosa ne pensate, aderireste?

E nell’ipotesi assurda in cui questa teoria attecchisse e risultasse “vincente” chi  potrebbe riscontrare l’effettiva riuscita?

(fonte www.haisentito.it)