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Natron, il lago che pietrifica gli animali

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Natron, il lago che pietrifica gli animali. Le sue acque contengono una particolare soluzione che trasforma gli animali in statue di pietra.

Pochi giorni fa’ vi ho raccontato di uno spettacolo della natura stupefacente, “lo skeleton flower” il fiore che diventa trasparente quando piove. Se vi siete persi l’articolo lo allego QUI.

Oggi vi parlerò di un lago, un lago particolare e spaventoso per le sue caratteristiche.

Situato in Tanzania del Nord, questo lago nasconde un terribile potere.

Nelle sue acque è contenuto il carbonato idrato di sodio, il natron che è stato utilizzato in passato proprio per le imbalsamazioni.

Questo composto rende le acque del lago simili all’ammoniaca, con un pH compreso tra 9 e 10,5, mentre la temperatura dell’acqua può raggiungere i 60° C.

Nessun animale può sopravvivere a questo ambiente. Così, non appena uccelli e pipistrelli toccano le acque del lago Natron, vengono intrappolati e pietrificati. Bloccandosi nelle loro ultime posizioni.

Nonostante la sua composizione, Natron, il lago che pietrifica gli animali, ospita molteplici colonie di microrganismi che colorano le sue acque di rosso.

L’unico animale che riesce a sfuggire alle sue mortali acque è il fenicottero che possiede una speciale protezione.

Il fotografo  Nick Brandt  nel suo libro Across the Ravaged Land ci regala gli scatti degli animali pietrificati. “Ho trovato inaspettatamente le creature – uccelli e pipistrelli – lungo la costa del lago. Nessuno sa per certo esattamente come muoiono, ma sembra che il riflesso della superficie del lago li confonda. Gli uccelli, allora, si schiantano contro lo specchio d’acqua e precipitano nel lago” ci spiega.

Uno spettacolo decisamente particolare, insolito e spaventoso. Il lago Natron, come una moderna Medusa, imbalsama lentamente le sue vittime e le imprigiona accanto alle sue rive nelle loro ultime posizioni.

Eravate a conoscenza di questo particolare lago?

fonte (www. green me. it)

Foto credit Nick Brandt

 

E se le fatine … esistessero?

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Abbiamo imparato a discernere ciò che è reale da ciò che consideriamo semplice e pura fantasia.

Ci hanno inculcato l’idea che bisogna dividere in maniera netta e decisa ogni cosa; che ciò che non si vede o  non si tocca non esiste …. ma le cose stanno proprio così?

Un conto è essere bambini  e vivere di sogni, fatine e mondi magici, e uno è l’ essere adulti dove la concretezza e la pragmaticità la fanno da padrone.

Smessi i panni di piccoli sognatori e scopritori e prese le vesti di giovani uomini, si rilegano fantasia e conseguenti abitanti, a pura e lontana illusione.

Eppure molti uomini e donne sognano o si appigliano a quella parte fanciullesca che incanta e fa sperare che oltre l’apparenza e le convinzioni esistano altre possibilità.

In quest’ottica nasce una netta divisione tra chi crede che fatine e spiriti benigni possa realmente esistere e chi invece rifiuta categoricamente questa supposizione.

Eppure … quanto a favore di una delle due parti ci sono prove concrete?

Se vi dicessi che chi le ha stilate è un uomo di ragione, un  professore della Manchester Metropolitan University, cosa ne pensereste?

Ebbene John Hyatt, direttore del Manchester Institute of Research and Innovation in Art and Design ha scattato delle foto che lasciano presupporre che nella campagna inglese vivano una specie di  esseri umanoidi con ali.
Che le fatine esistano davvero?

A voi la scelta di crederci oppure no …

fonte ( notizie.del mondo.info)