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curiosità della natura

Le piante vanno in letargo… ricercatori lo confermerebbero

Le piante vanno in letargo: una ricerca italiana lo dimostra.

Il letargo è un comportamento caratteristico di alcuni mammiferi e rettili.  Durante la stagione fredda, quest’ultimi  riducono le proprie funzioni vitali.  Rimanendo in stato di quiescenza. Durante questo periodo si nutrono di riserve di grasso immagazzinate durante i mesi autunnali. Fra gli animali che vanno in letargo ricordiamo l’orso, il procione, lo scoiattolo, il pipistrello, le tartarughe di terra del genere testudo ed altri rettili.

Durante la fase letargica, la temperatura corporea dell’animale si abbassa, di poco in alcune specie fino a raggiungere anche i -2 gradi centigradi in altre specie come gli scoiattoli.

Tratto da wikipedia 

Una ricerca dell’Università di Pisa – pubblicata anche sulla rivista scientifica PlosOne – mostra che anche le piante vanno in letargo.

“Fino a oggi non era mai stata descritta una pianta erbacea perfettamente idratata che potesse resistere a lungo al freddo e al buio senza poter, quindi, produrre energia tramite la fotosintesi”, ha spiegato Lorenzo Guglielminetti.

Ricercatore dell’Ateneo pisano che ha condotto lo studio assieme ai ricercatori del dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali Antonio Pompeiano, Claudia Roberta Damiani, Sara Stefanini e Thais Huarancca Reye e ai colleghi Marco Volterrani e Paolo Vernieri.

 

 Festuca arundinacea può  germinare anche al buio e con temperature di 4 gradi Celsius.  In tali condizioni e a ritmo ridotto, la pianta è in grado di continuare a crescere per oltre 200 giorni.

Dopo questo lungo periodo, questa particolare pianta rallenta il metabolismo fino a smettere di crescere in attesa di condizioni ambientali favorevoli. Un vero e proprio letargo. Al termine del quale, trovando un clima adatto, torna a germogliare.

“Ulteriori studi potranno portare a comprendere ancora di più i segreti celati da questa specie – ha concluso il ricercatore –. Si tratta di una scoperta utile per il miglioramento genetico delle colture agraria”.

Fonte ( rivista e natura.com)

Natron, il lago che pietrifica gli animali

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Natron, il lago che pietrifica gli animali. Le sue acque contengono una particolare soluzione che trasforma gli animali in statue di pietra.

Pochi giorni fa’ vi ho raccontato di uno spettacolo della natura stupefacente, “lo skeleton flower” il fiore che diventa trasparente quando piove. Se vi siete persi l’articolo lo allego QUI.

Oggi vi parlerò di un lago, un lago particolare e spaventoso per le sue caratteristiche.

Situato in Tanzania del Nord, questo lago nasconde un terribile potere.

Nelle sue acque è contenuto il carbonato idrato di sodio, il natron che è stato utilizzato in passato proprio per le imbalsamazioni.

Questo composto rende le acque del lago simili all’ammoniaca, con un pH compreso tra 9 e 10,5, mentre la temperatura dell’acqua può raggiungere i 60° C.

Nessun animale può sopravvivere a questo ambiente. Così, non appena uccelli e pipistrelli toccano le acque del lago Natron, vengono intrappolati e pietrificati. Bloccandosi nelle loro ultime posizioni.

Nonostante la sua composizione, Natron, il lago che pietrifica gli animali, ospita molteplici colonie di microrganismi che colorano le sue acque di rosso.

L’unico animale che riesce a sfuggire alle sue mortali acque è il fenicottero che possiede una speciale protezione.

Il fotografo  Nick Brandt  nel suo libro Across the Ravaged Land ci regala gli scatti degli animali pietrificati. “Ho trovato inaspettatamente le creature – uccelli e pipistrelli – lungo la costa del lago. Nessuno sa per certo esattamente come muoiono, ma sembra che il riflesso della superficie del lago li confonda. Gli uccelli, allora, si schiantano contro lo specchio d’acqua e precipitano nel lago” ci spiega.

Uno spettacolo decisamente particolare, insolito e spaventoso. Il lago Natron, come una moderna Medusa, imbalsama lentamente le sue vittime e le imprigiona accanto alle sue rive nelle loro ultime posizioni.

Eravate a conoscenza di questo particolare lago?

fonte (www. green me. it)

Foto credit Nick Brandt