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Curiosità e origine del collutorio. Lo sapevate che una marca aveva, alla nascita, altri scopi?

Curiosità e origine del collutorio e…

Il collutorio è un prodotto utilizzato per l’igiene orale.

È un antisettico e anti-placca che si sostiene aiuti a prevenire carie, gengiviti e alito cattivo. I collutori utilizzano il fluoro per la protezione contro la carie. È tuttavia generalmente accettato che l’uso di questo prodotto non elimini la necessità dell’utilizzo dello spazzolino e del filo interdentale.

Il primo riferimento noto all’uso di un collutorio è nell’ayurveda e nella medicina cinese, per il trattamento della gengivite. Più tardi nel periodo greco e romano un liquido per il risciacquo della bocca dopo la spazzolatura divenne comune tra le classi alte.  Ippocrate consigliava una miscela di sale, allume e aceto.

Il Talmud ebraico, risalente a circa 1.800 anni fa, suggerisce una cura per disturbi della bocca contenente “impasto di acqua” e olio d’oliva.

Anton van Leeuwenhoek, un famoso microscopista del XVII secolo, scoprì  presenti in depositi sui denti (la placca dentale). Sperimentò su dei campioni che con l’aggiunta di aceto o di brandy avveniva l’immobilizzazione o l’eliminazione degli organismi sospesi in acqua. Dopo la sperimentazione concluse che il collutorio non riusciva ad eliminarli.

Tale rimase la situazione fino alla fine del 1960, quando Harald Loe, dimostrò che un composto a base di clorexidina poteva impedire l’accumulo della placca dentale.

Da allora l’interesse commerciale dei collutori risultò intenso. Diverse case di prodotti sostengono l’efficacia del collutorio nel ridurre l’accumulo della placca batterica e nel ridurre la probabilità di gengivite, oltre che nel combattere l’alitosi.

Pochi conoscono l’origine e lo scopo principale che ha avuto uno dei collutori più famosi degli ultimi tempi: Listerine.

Il collutorio Listerine è stato inventato 133 anni fa. Il suo primo utilizzo fu quello di antisettico chirurgico a cui seguirono quella di cura per la gonorrea e/o  per i piedi sudati. Nei primi anni del ‘900 è stato invece commercializzato come additivo rinfrescante per sigarette. Come cura per il comune raffreddore e, per far mancare nulla  come trattamento anti-forfora. È stato solo nel 1920 che la formulazione ha finalmente trovato la sua strada più redditizia come una cura per l’alito cattivo.
Fonte ( wikipedia)

 

Smalto al prosecco (Prosecco Polish) per leccarsi le dita: un’estrazione per vincerlo.

Smalto al prosecco per leccarsi le dita: un’estrazione per vincerlo.

Il prosecco è un vino bianco a Denominazione di Origine Controllata prodotto in Veneto e in Friuli-Venezia Giulia. Divenuto noto negli anni novanta come Prosecco IGT (indicazione geografica tipica), ha conseguito nel 2009 la DOC, incrementando la qualità.

Alcune denominazioni di questo vino hanno assunto il marchio DOCG (Montello e Colli Asolani prosecco, Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene).

Il prosecco è il vino italiano più esportato all’estero. Nel 2014 ha superato per la prima volta lo Champagne per numero di bottiglie vendute nel mondo. Tratto da wikipedia.

Il prosecco è uno dei vini più famosi al mondo e conosciuto da tempi antichissimi.

Plinio lo celebrò nella sua Naturalis historia.

Il vino per quanto piacevole ha effetti collaterali, specie se se ne abusa, per questo motivo sarebbe stato creato un particolare smalto.

Uno smalto al prosecco che darebbe (a detta dei suoi creatori) a chi lo assapora, lo stesso gradevole odore e sapore.

Sì, perché la particolarità di questo smalto sarebbe data dal fatto che si può leccare.  Assaporando il gusto di questo vino d’eccellenza senza effetti collaterali.

Non ci sarebbe bisogno di dirlo o scriverlo che non va ingerito o bevuto.  Poiché la boccetta contiene nella lista  alcol, gomma lacca, e glicole propilenico.

Ad ogni modo se volete provare a vincere questo smalto al prosecco, dovete visitare  Groupon  che lo ha messo a punto in vista della festa della mamma.

È possibile iscriversi a un’estrazione a premi per vincerne una boccetta in tempo per il grande giorno (14 maggio).

Non si sa bene, se diventerà nel prossimo futuro, un vero e proprio prodotto in vendita.

Probabilmente gli verrà cambiato il nome per tutelare l’origine controllata.

Comunque se volete portarvi a casa, questo scintillante smalto, non resta che provare a vincerlo.

Fonte(www. deejay.it)

Foto( www. groupon .co)

 

 

Le piante vanno in letargo… ricercatori lo confermerebbero

Le piante vanno in letargo: una ricerca italiana lo dimostra.

Il letargo è un comportamento caratteristico di alcuni mammiferi e rettili.  Durante la stagione fredda, quest’ultimi  riducono le proprie funzioni vitali.  Rimanendo in stato di quiescenza. Durante questo periodo si nutrono di riserve di grasso immagazzinate durante i mesi autunnali. Fra gli animali che vanno in letargo ricordiamo l’orso, il procione, lo scoiattolo, il pipistrello, le tartarughe di terra del genere testudo ed altri rettili.

Durante la fase letargica, la temperatura corporea dell’animale si abbassa, di poco in alcune specie fino a raggiungere anche i -2 gradi centigradi in altre specie come gli scoiattoli.

Tratto da wikipedia 

Una ricerca dell’Università di Pisa – pubblicata anche sulla rivista scientifica PlosOne – mostra che anche le piante vanno in letargo.

“Fino a oggi non era mai stata descritta una pianta erbacea perfettamente idratata che potesse resistere a lungo al freddo e al buio senza poter, quindi, produrre energia tramite la fotosintesi”, ha spiegato Lorenzo Guglielminetti.

Ricercatore dell’Ateneo pisano che ha condotto lo studio assieme ai ricercatori del dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali Antonio Pompeiano, Claudia Roberta Damiani, Sara Stefanini e Thais Huarancca Reye e ai colleghi Marco Volterrani e Paolo Vernieri.

 

 Festuca arundinacea può  germinare anche al buio e con temperature di 4 gradi Celsius.  In tali condizioni e a ritmo ridotto, la pianta è in grado di continuare a crescere per oltre 200 giorni.

Dopo questo lungo periodo, questa particolare pianta rallenta il metabolismo fino a smettere di crescere in attesa di condizioni ambientali favorevoli. Un vero e proprio letargo. Al termine del quale, trovando un clima adatto, torna a germogliare.

“Ulteriori studi potranno portare a comprendere ancora di più i segreti celati da questa specie – ha concluso il ricercatore –. Si tratta di una scoperta utile per il miglioramento genetico delle colture agraria”.

Fonte ( rivista e natura.com)

La spiaggia di vetro: la rivincita della natura

La spiaggia di vetro. Quando la natura vince l’inquinamento e diventa meraviglia.

Il vetro è un materiale ottenuto tramite la solidificazione di un liquido non accompagnata dalla cristallizzazione.

La maggior parte degli utilizzi del vetro derivano dalla sua trasparenza, dalla sua inalterabilità chimica e dalla sua versatilità: infatti, grazie all’aggiunta di determinati elementi, è possibile creare vetri con differenti colorazioni e proprietà chimico-fisiche.

Secondo Plinio il Vecchio (nel suo trattato Naturalis Historia), il primo utilizzo del vetro risale al III millennio a.C. in Mesopotamia Nel VII/VI secolo a.C. il vetro arrivò in Feniciaper produrre stoviglie, altri utensili e monili (detti perle di vetro). Intorno al 1000-500 a.C. risalgono piccoli vasi in vetro ritrovati in India e Cina.

Le prime finestre in vetro furono progettate nell’antica Roma per adornare le dimore nobiliari.

Nella metà del I secolo a.C. fu sviluppata la tecnica del soffiaggio, che ha permesso che oggetti prima rari e costosi divenissero molto più comuni. Durante l’Impero Romano il vetro fu plasmato in molte forme, principalmente vasi e bottiglie. I primi vetri erano di colore verde a causa della presenza di impurità di ferro nella sabbia utilizzata. (Wikipedia)

Nella città di Vladivotok, nella regione siberiana di Primorsky, in Russia, esiste una spiaggia unica al mondo.

Una spiaggia di vetro.

Durante il periodo sovietico la riva di questa spiaggia è stata usata come discarica. Le sue sponde hanno accolto bottiglie di vetro e rifiuti di una fabbrica di porcellane.

Col tempo il mare ha smussato ogni pezzo di vetro trasformandoli in sassi colorati.

La spiaggia, così è diventata da immondezzaio a cielo aperto a meraviglia della natura.

Dapprima vietata al pubblico per la sua pericolosità è divenuta area protetta.

D’estate i sassi colorati brillano alla luce del sole. D’inverno colorano la neve.

Una vera rivincita della natura.

Fonte (incredibilia. it)

 

Inventata la lampadina che fa luce e uccide i batteri. Si chiama Biovitae

Inventata la lampadina a led che fa luce e uccide i batteri.

Un’ innovazione tutta italiana quella che vede la nascita della prima lampada led al mondo che produce luce e uccide germi e batteri.

Si chiama Biovitae: il nome è un programma. Nata dall’intuizione dell’ingegnere software Carmelo R. Cartiere e il dottor Rosario Valles,  medico gastroenterologo. E’stata creata in un laboratorio di Battipaglia.

Abbiamo sentito l’esigenza di porre fine ad una emergenza  di livello internazionale che è quella dell’antibiotico. Resistenza che soltanto in Europa  provoca circa  25 mila  morti l’anno  con una spesa di circa un miliardo e mezzo l’anno per i sistemi sanitari nazionali -ha spiegato il dottor Valles –  Noi abbiamo progettato una lampadina led a basso consumo, che è installabile in tutti i tipi di attacchi normalmente disponibili, sostituendo le lampadine esistenti in casa o in altri ambienti quali scuole, ospedali, palestre. Grazie ad uno speciale trattamento fotocatalitico, Biovitae è in grado di operare anche una azione virucida e purificante rispetto agli allergeni presenti nell’aria in ambito domestico o professionale. E’ possibile ridurre il rischio di contrarre infezioni batteriche gravi dovute all’esposizione verso i microrganismi patogeni. Questi organismi  sono naturalmente presenti negli ambienti in cui viviamo e che oggi sono difficilmente trattabili a causa dell’acquisita capacità dei batteri di contrastare l’effetto degli antibiotici. Conosciuta come antibiotico resistenza che  è la capacità che ha un batterio di trasmettere alla propria progenie, ed agli altri batteri di specie diversa con i quali entra in contatto, le caratteristiche che lo rendono resistente agli antibiotici”.

 Biovitae sarà messa in commercio verso la fine di settembre  attraverso un sito internet e distributori qualificati ad un prezzo iniziale di lancio di 29,90   per poi essere venduta a 39,90 euro.

L’ingegnere  Carmelo Cartiere, laureato all’Università di Oxford,   ha spiegato la funzione fotocatalitica della lampadina:

” La luce bianca emessa, derivata dalla combinazione di varie frequenze dello spettro visibile. Esse sono in grado di esercitare un’azione sulle porfirine batteriche endogene, che porta il microrganismo ad autodistruggersi.  Annulla istantaneamente le particelle con cui viene a contatto. ”

Una lampadina può purificare 80.000 litri di aria. Le frequenze e i materiali impiegati da Biovitae sono tutte totalmente biocompatibili. E’ assolutamente innocua per gli esseri umani e gli animali.

Una invenzione che cambierà la nostra vita.

Fonte(ulisseonline.it)

 

Farina di scarafaggi ideata e realizzata come risorsa di cibo futuro

Farina di scarafaggi come risorsa di cibo del futuro.

L’entomofagia (dal greco éntomos, “insetto”, e phăgein, “mangiare”), è un regime dietetico, obbligato o facoltativo, che vede gli insetti come alimento.

Dal punto di vista ecologico è un rapporto trofico di predazione, parassitismo o di parassitoidismo. E’ osservabile in un gran numero di gruppi animali come insetti, uccelli, rettili, anfibi, pesci e mammiferi e di microrganismi.

Dal punto di vista antropologico è una pratica diffusa presso molte popolazioni del pianeta basata su particolari gusti o mode o sulla necessità di integrare il fabbisogno nutritivo di proteine. (Tratto da wikipedia)

Nel mondo sono oltre due miliardi le persone che mangiano insetti e 1900 le specie consumate. Prevalentemente si tratta  di maggiolini, farfalle,  vespe e api e grilli e cavallette.

In giro per il mondo, vengono consumate nelle forme più varie, dalle formiche fritte in padella, alle larve che saltellano nel pecorino sardo, agli spiedini con larve di scarabei, crisalidi di farfalle e cavallette diffusissimi in Cina. In Oriente si mangiano anche molte zuppe d’insetti, anche con cimici  anche di notevoli dimensioni.

Anche molti scienziati stanno studiando l’uso degli insetti come forma proteica per il futuro delle nostre tavole.

Due ricercatrici brasiliane hanno sviluppato una farina realizzata a partire da scarafaggi.

Questa farina contiene il 40% più proteine della normale farina di grano oltre ad amminoacidi e lipidi. Il punto di forza è che può essere usata per realizzare qualunque prodotto usualmente fatto con la normale farina sostituendo alla carne.

Abbiamo usato gli scarafaggi perché è l’insetto che contiene la maggiore quantità di proteine, e contiene otto dei nove amminoacidi essenziali. Ha grassi di alta qualità e possiamo usare quasi il 100% di essi. Le Nazioni Unite stimano che entro il 2050 non ci sarà abbastanza terreno per produrre tutto il cibo che servirà per tutta la popolazione mondiale. Nel caso di allevamento di insetti, servono meno spazi. E’ una produzione ecologica perché richiedono molto meno acqua. […] Oggi non è una realtà, ma nel futuro le persone dovranno abituarsi all’idea”, continuano le due ricercatrici.

Che cosa ne pensate?

Fonte (lacucinaitaliana.it)

Fonte (notiziedelmondo.info)

Ideato un rossetto adesivo per controllare il flusso mestruale

Progettato uno rossetto adesivo che sostituirebbe gli assorbenti e regolerebbe il flusso mestruale.

Ogni mese le donne si trovano ad affrontare il ciclo mestruale.

Esistono diversi prodotti sanitari per tamponare il flusso: assorbenti, tamponi, coppette.

Tra qualche tempo sugli scaffali di supermercati e farmacie sarà possibile imbattersi anche nella nuova trovata di un chiropratico americano,  dottor Daniel Dopps. È lui l’inventore del “Mensez adhesive vaginal lipstick”:  un rossetto adesivo per vagina.

Il “Rossetto Femminile Mensez”  è “un composto naturale di amminoacidi ed olii in un applicatore da rossetto, che va applicato sulle piccole labbra e le fa aderire con sufficiente forza da trattenere il fluido mestruale”. Il suo effetto è quello di amplificare l’aderenza tra le labbra in modo da trattenere il sangue mestruale finchè non si va in bagno.

Il composto Mensez è lavato immediatamente via con l’urina, e in questo modo il fluido mestruale è rilasciato nel water quando la donna va in bagno. Non servono più assorbenti”, spiega Dopps.

Per l’ideatore sarebbe un rimedio naturale che aiuterebbe le donne ad essere meno schiave del ciclo.

Un’invenzione abbastanza criticata e osteggiata.

Molti i dubbi, legittimi, suscitati da questa invenzione: non si rischiano abrasioni cutanee a furia di incollare la pelle, o infezioni per il prolungato trattenimento del sangue? Come mai solo l’urina ha il magico potere di annullare gli effetti della colla? Dopps è convinto che le donne non sudino?   Non c’è quindi da stupirsi se l’americano è stato bombardato di domande su Facebook, in seguito al suo grande annuncio.

Eppure il 10 febbraio Dopps, che è anche il CEO della Mensez Technology, ha ottenuto il brevetto per l’invenzione. Come riporta Forbes, però, non sarà la sua azienda a produrre il rossetto adesivo.

Che cosa ne pensate?

Usereste questo rossetto adesivo?

Fonte (notizie del mondo.it)

Fonte (mensez.com)

Fonte (il fatto quotidiano. it)

 

Jeans che vibrano per indicare la strada e “corteggiare”

Inventati jeans che vibrano per dare indicazioni stradali e “corteggiare”.

Il termine jeans (o blue jeans) designa propriamente i pantaloni con i caratteristici rivetti di rame o di metallo, con il bottone centrale di metallo, taglio a 5 tasche, di cui le posteriori cucite sopra la stoffa del corpo dei pantaloni, con l’etichetta (detta salpa) inserita nella parte posteriore in alto a destra.

Il jeans fu inventato dal sarto Jacob Davis nel 1871 per essere brevettato con Levi Strauss il 20 maggio 1873. Le marche storiche e con le maggiori vendite sono “Levi’s” dell’azienda Levi Strauss & Co., Lee e Wrangler entrambi della Vf Corporation. (Storia tratta da wikipedia)

Sono decenni che i jeans impazzano sulla scena. Non esiste persona al mondo che non ne possegga un paio. Grazie alla loro versatilità e la comodità sono un capo intramontabile.

Per stare però sempre in vetta, ogni tanto vengono rinnovati.

Un’azienda  Francese, Spinalli Design ha recentemente rivelato una collezione di jeans  che vibrano quando sono connessi con uno smartphone.

Con questa tecnologia hanno la funzione di navigatore satellitare.

Per non tenere il mano il cellulare il jeans vibra dal lato in cui bisogna svoltare.

“The Essential Jeans” vibra ogni volta che una persona deve girare a destra o a sinistra e se si sta sbagliando vibrano entrambi i lati.

Altra funzione che potrebbe essere integrata in questi curiosi jeans sarebbe bella d’impostare la vibrazione alla ricezione di messaggi o e-mail.

Funzione ancora più curiosa è quella detta “ping” con la quale si potrebbe corteggiare un uomo o una donna che indossa i jeans che vibrano.

Di fatti si potrebbe mandare una vibrazione alla persona che desideriamo, corteggiandola.

The Essential jeans hanno una batteria interna non rimovibile.  La compagnia Francese afferma che dovrebbe durare quattro anni se si usa il GPS una volta a settimana. Se invece si utilizza il dispositivo anche meno di una volta a settimana, può durare anche di più.

Che cosa ne pensate?

Fonte (cose assurde.it)

 

Modi alternativi di usare il burrocacao

Come usare il burrocacao in modi alternativi.

Il burrocacao (anche detto burro di cacao o balsamo labbra) è un cosmetico.  Viene applicato sulle labbra  per proteggerle dal freddo, dal vento, dalla stomatite, e per lenire i sintomi dell’herpes labiale.

Esistono diversi tipi di balsamo per le labbra che differiscono per ingredienti. Per composizione, densità e durezza, ma anche per i contenitori dentro i quali sono distribuiti. Il termine “balsamo per labbra” è tecnicamente più corretto di burrocacao.

Infatti, prodotti a base di burro di cacao (da cui deriva il termine “burrocacao”) sono solo una parte della grande varietà di prodotti finalizzati allo scopo di proteggere le labbra.

Ne esistono tendenzialmente di tre tipi: erboristici (naturali, biologici), industriali e farmaceutici.

Ma sapete che il balsamo per le labbra può essere usato in molti modi curiosi?

Molti di questi usi alternativi, che vi elencherò, sono da utilizzare in caso di emergenza. Altri come precauzione o soluzioni.


Modi alternativi di usare il burrocacao

  • Dona sollievo dalle ferite e dalle punture di insetto
  • Aiuta a proteggere il viso dal sole
  • Copre i graffi sugli oggetti di cuoio
  • Utile per accendere un fuoco (Intinta un pò di carta con burrocacaco, essa prenderà fuoco molto velocemente)
  • Creare una candela inserendo nella cera uno stoppino.
  • Lubrificante per cerniere che non si vogliono aprire, o per togliere anelli incastrati.
  • Contenitore di dentifricio, creme eccettera
  • Per i capelli ricci quando il tempo è molto umido
  • Nascondiglio segreto per soldi o oggetti preziosi una volta svuotato il contenitore.
  • Prevenire le vesciche prodotte da scarpe.
  • Migliora il make-up aggiungendo il burrocacao al fondotinta o ad ombretti.
  • Sopracciglia perfette
  •  Correggere errori di make-up da piccole zone
  • Fa durare più a lungo il profumo, ponendolo prima, nella zona interessata.
  • Ammorbidire le cuticole prima di una manicure.

Che cosa ve ne pare? Interessante vero? 😉

Fonte (wikipedia)

Fonte(vivere più sani.it)

 

Abiti fatti con pelle di pesce, dal passato la moda del futuro

 Abiti fatti di pelle di pesce: ripescare dal passato per una moda ecologica e “riciclosa”

La moda propone, a volte, ripropone, capi che possono e dovrebbero entrate nelle nostre case.

Le case di moda sono sempre attente e pronte a sperimentare.

Per portare sulla passerella innovazioni e nuovi modi di stupire e vestire.

Passando dalla terra al mare con un progetto ecologico che recupera e ricicla materiale di scarto.

Sì perché il “pellame” marino utilizzato nei nuovi abiti e accessori sfrutta lo scarto del mangiato.

Abiti fatti di pelle di pesce non sono in realtà una novità perché appartengono a diverse culture, popoli poveri.

I membri dell’etnia Hezhe, che vive nello Heilongjiang, nel nord-est della Cina, un tempo utilizzavano abiti di pelle di pesce.  Vivendo di pesca e di caccia.

Da un lato pescavano e consumavano pesci, e dall’altro con la loro pelle realizzavano abiti e calzature, il che li ha resi famosi nel mondo come la “Tribù della pelle di pesce“.

Anche in Islanda  questa tecnica è molto diffusa e viene sopratutto utilizzata per realizzare capi che isolino il corpo dalle basse temperature, piuttosto utili quindi per i freddi inverni islandesi.

L’interesse verso questa risorsa oggi è in crescita, e Prada, Dior, Nike, ma anche Puma e Ferravamo, vorrebbero far passare il messaggio come una tecnica innovativa.

Sarebbero utilizzati e creati abiti e accessori  in pelle di spigola, salmone o tilapia, un esotico pesce di fiumi e laghi tailandesi.

Queste pelli sottoposte ad un particolare tipo di concia, viene trasformata in un materiale morbido, simile al nabuk e quindi ideale per realizzare portachiavi, portafogli  e borse.

La pelle di tilapia sarebbe ottima per i costumi da bagno, grazie alla sua impermeabilità e alla sua comodità.

Che cosa dire siete pronti a portare questa moda ittica nei vostri armadi?

(Fonte il giornale dei marinai. it)

(Fonte la gazzetta del mezzogiorno. it)