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Mokase: la cover, made in Naples, che fa il caffè.

Mokase: la cover, made in Naples, che fa il caffè.

Mokase è la prima cover al mondo, nata dalla genialità tutta italiana. Progettata per portare la bevanda nazionale preferita sempre con noi. Ebbene sì avete letto bene. Una cover con una specifica precisa e particolare: fare il caffè.

Ideata da due giovani imprenditori campani Luigi Carfora e Clemente Biondo sarà presto messa sul mercato.  Mokase consente al suo possessore di proteggere il proprio dispositivo mobile e di bere un caffè in piena mobilità.

Azionando l’app ad esso collegata la vostra cover in 5/8 secondi scalderà il caffè. Dandovi la possibilità grazie al bicchierino collegato di bere, un mini caffè da 25 ml. Il suo design è estremamente elegante e raffinato. Non viene però trascurata, la sicurezza del tuo smartphone, infatti è stato studiato un perfetto sistema di isolamento tra il telefono e la parte destinata alla funzione di erogazione della bevanda. I vostri amici e parenti non crederanno ai loro occhi.
Mokase nasce da una società completamente made in Naples che produce gadget innovativi e creativi per strumenti informatici e device mobili.

Il caffè per la cover Mokase è contenuto all’interno di una cialda usa e getta, si chiama Mokaromi. Ideata con materiali che possono conservare la bevanda per tre mesi. Con un apposito sistema di rottura a membrana, si incastra perfettamente al tubicino di fuoriuscita del liquido.
Da azienda napoletana non poteva mancare l’attenzione alla miscela di caffè utilizzata.
 Per il lancio sul mercato  sono stati scelti tre tipi di aroma che risultano i più apprezzati dai palati dei consumatori. Inoltre ci sarà la possibilità di scegliere caffè con o senza zucchero.  Sono in previsione nuovi gusti e disponibilità. Mokase sarà accessibile da settembre ma sul sito potrete già prenotare la vostra cover versando un anticipo del 50%. Si potrà acquistarla al prezzo di 49,90€.

Fonte (www.mokase.it)

 

 

Il tessuto che si auto-rigenera come la coda delle lucertole

Il tessuto che si auto-rigenera come la coda delle lucertole.

Inventato un tessuto che si auto-rigenera come la pelle di serpente o la coda delle lucertole.  Un’invenzione che va di sicuro contro le regole della moda, dei nostri giorni.  Basta guardarsi intorno, per scoprire intere fasce di ragazzi, (giovani e meno giovani), alla presa con capi strappati. Graffi, tagli,vere e proprie asportazioni di tessuto…  tutto, pur di stare al passo coi tempi. Per essere fashion e alla moda. Ed ora, ecco che potrebbe giungere un tessuto del futuro. Un tessuto molto particolare che potrebbe farci dire addio ad ago e filo: il tessuto che si auto-rigenera.

Questa la proposta, di alcuni ricercatori dell’Università di Friburgo, che hanno progettato un nuovo materiale idrorepellente che se graffiato o danneggiato è in grado di auto-ripararsi. Per questa innovazione, il team di ricercatori, guidati dal professor Jürgen Rühe, si è concentrato sulla pelle di serpente e di lucertola, rettili che mutano la propria pelle, rigenerandola autonomamente.

Scrive il Daily Mail:”i ricercatori hanno realizzato tre strati di tessuto servendosi di una pellicola che resiste ai liquidi, un polimero solubile nell’acqua e uno strato sottile di silicone idrorepellente. Per dimostrare l’invenzione, i ricercatori hanno graffiato il rivestimento e l’hanno immerso in acqua. Lo strato superiore si è sbucciato come fosse pelle morta ed è scivolato via, mostrando una superficie liscia.”

Se la ricerca dovrebbe proseguire e dare frutti, si potrebbe pensare di rigenerare i capi d’abbigliamento con un semplice lavaggio: una vera rivoluzione…non trovate? Un sistema davvero ingegnoso. Un nuovo modo di porsi in simbiosi con la natura. Con un’attenzione particolare all’ ecologia  e  all’economia.

Che cosa ne pensate? Non sarebbe affatto male, niente più calze sfibrate, capi sbucciati e intimo in bella vista..

Qui il video che ne parla 

Fonte (mille e una donna.it)

 

Eletrunks: le mutande del futuro per uomo, con il cordino per…

Eletrunks: le mutande -del futuro per uomo.

Uomini questo post è per voi. Udite, udite hanno inventato l‘intimo del futuro. Un capo che potrebbe risolvere uno dei più grandi problemi dell’universo maschile: come rimettere a posto “i gioielli di famiglia” in maniera fine ed educata. Sì avete letto bene. Non dovrete più essere tacciati di cattiva educazione e di stare sempre a “ravanare” nei pantaloni. Perché queste mutande del futuro hanno incorporato un cordino che vi permette di sistemare l’intimo praticamente e velocemente.

Il creatore, il newyorkese Michael Walker, si è inventato gli Eletrunks durante un viaggio in Sudamerica. ”Avevo lasciato il mio lavoro per viaggiare tra Peru, Ecuador e Colombia. Ero in moto, e lì mi sono reso conto di quanto scomodi fossero tutti i diversi tipi di mutande maschili. Appena tornato, mi sono messo al lavoro, e sono passato da zero al prodotto finale in meno di due mesi”.

Il nome deriva dalla ”Elephant trunk”, ovvero la proboscide dell’elefante, che richiama la forma del progetto mutande con il cordino.

La mutande sono disponibile in cinque colori, tutti con nomi buffi e con ironia non proprio facili da capire.

 ”La gente quando sente la mia idea ride, poi capisce che è davvero funzionale. Stanno andando a ruba. E stiamo lavorando anche a modelli per chi preferisce i boxer e chi usa invece gli slip. In futuro vogliamo creare pantaloncini fatti apposta per chi affronta lunghi viaggi in bici o in moto, e per gli sportivi. Tutti devono poter ”elevare” il loro stile di vita”.

Walker racconta anche di essere sommerso di richieste da donne che vogliono un reggiseno con lo stesso principio. ”Ci stiamo lavorando!”

L’idea di per se non è tanto malvagia anche se fa sorridere pensare all’idea di poter stare sempre a giocare con i cordini 😉

Fonte (www.dagospia.com)

Il bruco che disgrega la plastica: il futuro dell’inquinamento

Il bruco che disgrega la plastica: il futuro dell’inquinamento.

La plastica è un materiale economico, col quale si producono utensili e attrezzi più disparati.

Questo comporta e ha comportato nel tempo una larga diffusione. Negli ultimi decenni, però, è sorto un allarme. La plastica per la sua larga scala di utilizzo e per la durabilità nel tempo sta causando diversi disagi all’ambiente. L’inquinamento da plastica, ovvero la dispersione di prodotti plastici nell’ambiente, causa tantissimi problemi alla flora e alla fauna. L‘inquinamento dato dalla plastica imperversa e riguarda mari, laghi, fiumi e prateria: praticamente ogni luogo. Da qualche anno si stanno attuando politiche che vietano l’utilizzo di sacchetti di plastica che non siano biodegradabili. Il problema è ancora molto diffuso, nonostante la differenziazione dei rifiuti.

Una ricercatrice italiana potrebbe aver trovato il capo di una possibile soluzione. Ha scoperto il bruco che disgrega la plastica. Una scoperta causale che potrebbe portare grandi speranze e diminuire notevolmente l’inquinamento.

Il bruco in questione la larva della galleria mellonella è conosciuta ai più come “la tarma della cera” infatti si nutre di cera degli alveari.

La biologa italiana, Federica Bertocchini,  che si occupa anche di apicoltura, mentre maneggiava degli alveari, si è accorta che erano pieni di questi bruchi. Nel ripulirli ha messo le larve all’interno di un sacchetto di plastica, ma nel giro di poche ora questi erano pieni di buchi e le larve libere. Da qui è iniziato quindi il suo studio, affiancata da Paolo Bombelli e Chris Lowe, biochimici dell’Università di Cambridge. Quello che la ricercatrice ha evidenziato durante il suo studio è che la demolizione non avviene solo attraverso la masticazione, ma anche attraverso un processo chimico. Lo scopo è quello di evidenziare l’enzima o il batterio capace di digerire la plastica presente nel sistema digerente del bruco e riprodurlo su larga scala con metodi biotecnologici.

Un futuro per l’inquinamento e per discariche ecologiche.

Fonte(www.greenme.it)

 

 

Smalto al prosecco (Prosecco Polish) per leccarsi le dita: un’estrazione per vincerlo.

Smalto al prosecco per leccarsi le dita: un’estrazione per vincerlo.

Il prosecco è un vino bianco a Denominazione di Origine Controllata prodotto in Veneto e in Friuli-Venezia Giulia. Divenuto noto negli anni novanta come Prosecco IGT (indicazione geografica tipica), ha conseguito nel 2009 la DOC, incrementando la qualità.

Alcune denominazioni di questo vino hanno assunto il marchio DOCG (Montello e Colli Asolani prosecco, Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene).

Il prosecco è il vino italiano più esportato all’estero. Nel 2014 ha superato per la prima volta lo Champagne per numero di bottiglie vendute nel mondo. Tratto da wikipedia.

Il prosecco è uno dei vini più famosi al mondo e conosciuto da tempi antichissimi.

Plinio lo celebrò nella sua Naturalis historia.

Il vino per quanto piacevole ha effetti collaterali, specie se se ne abusa, per questo motivo sarebbe stato creato un particolare smalto.

Uno smalto al prosecco che darebbe (a detta dei suoi creatori) a chi lo assapora, lo stesso gradevole odore e sapore.

Sì, perché la particolarità di questo smalto sarebbe data dal fatto che si può leccare.  Assaporando il gusto di questo vino d’eccellenza senza effetti collaterali.

Non ci sarebbe bisogno di dirlo o scriverlo che non va ingerito o bevuto.  Poiché la boccetta contiene nella lista  alcol, gomma lacca, e glicole propilenico.

Ad ogni modo se volete provare a vincere questo smalto al prosecco, dovete visitare  Groupon  che lo ha messo a punto in vista della festa della mamma.

È possibile iscriversi a un’estrazione a premi per vincerne una boccetta in tempo per il grande giorno (14 maggio).

Non si sa bene, se diventerà nel prossimo futuro, un vero e proprio prodotto in vendita.

Probabilmente gli verrà cambiato il nome per tutelare l’origine controllata.

Comunque se volete portarvi a casa, questo scintillante smalto, non resta che provare a vincerlo.

Fonte(www. deejay.it)

Foto( www. groupon .co)

 

 

Ideato un rossetto adesivo per controllare il flusso mestruale

Progettato uno rossetto adesivo che sostituirebbe gli assorbenti e regolerebbe il flusso mestruale.

Ogni mese le donne si trovano ad affrontare il ciclo mestruale.

Esistono diversi prodotti sanitari per tamponare il flusso: assorbenti, tamponi, coppette.

Tra qualche tempo sugli scaffali di supermercati e farmacie sarà possibile imbattersi anche nella nuova trovata di un chiropratico americano,  dottor Daniel Dopps. È lui l’inventore del “Mensez adhesive vaginal lipstick”:  un rossetto adesivo per vagina.

Il “Rossetto Femminile Mensez”  è “un composto naturale di amminoacidi ed olii in un applicatore da rossetto, che va applicato sulle piccole labbra e le fa aderire con sufficiente forza da trattenere il fluido mestruale”. Il suo effetto è quello di amplificare l’aderenza tra le labbra in modo da trattenere il sangue mestruale finchè non si va in bagno.

Il composto Mensez è lavato immediatamente via con l’urina, e in questo modo il fluido mestruale è rilasciato nel water quando la donna va in bagno. Non servono più assorbenti”, spiega Dopps.

Per l’ideatore sarebbe un rimedio naturale che aiuterebbe le donne ad essere meno schiave del ciclo.

Un’invenzione abbastanza criticata e osteggiata.

Molti i dubbi, legittimi, suscitati da questa invenzione: non si rischiano abrasioni cutanee a furia di incollare la pelle, o infezioni per il prolungato trattenimento del sangue? Come mai solo l’urina ha il magico potere di annullare gli effetti della colla? Dopps è convinto che le donne non sudino?   Non c’è quindi da stupirsi se l’americano è stato bombardato di domande su Facebook, in seguito al suo grande annuncio.

Eppure il 10 febbraio Dopps, che è anche il CEO della Mensez Technology, ha ottenuto il brevetto per l’invenzione. Come riporta Forbes, però, non sarà la sua azienda a produrre il rossetto adesivo.

Che cosa ne pensate?

Usereste questo rossetto adesivo?

Fonte (notizie del mondo.it)

Fonte (mensez.com)

Fonte (il fatto quotidiano. it)

 

Modi alternativi di usare il burrocacao

Come usare il burrocacao in modi alternativi.

Il burrocacao (anche detto burro di cacao o balsamo labbra) è un cosmetico.  Viene applicato sulle labbra  per proteggerle dal freddo, dal vento, dalla stomatite, e per lenire i sintomi dell’herpes labiale.

Esistono diversi tipi di balsamo per le labbra che differiscono per ingredienti. Per composizione, densità e durezza, ma anche per i contenitori dentro i quali sono distribuiti. Il termine “balsamo per labbra” è tecnicamente più corretto di burrocacao.

Infatti, prodotti a base di burro di cacao (da cui deriva il termine “burrocacao”) sono solo una parte della grande varietà di prodotti finalizzati allo scopo di proteggere le labbra.

Ne esistono tendenzialmente di tre tipi: erboristici (naturali, biologici), industriali e farmaceutici.

Ma sapete che il balsamo per le labbra può essere usato in molti modi curiosi?

Molti di questi usi alternativi, che vi elencherò, sono da utilizzare in caso di emergenza. Altri come precauzione o soluzioni.


Modi alternativi di usare il burrocacao

  • Dona sollievo dalle ferite e dalle punture di insetto
  • Aiuta a proteggere il viso dal sole
  • Copre i graffi sugli oggetti di cuoio
  • Utile per accendere un fuoco (Intinta un pò di carta con burrocacaco, essa prenderà fuoco molto velocemente)
  • Creare una candela inserendo nella cera uno stoppino.
  • Lubrificante per cerniere che non si vogliono aprire, o per togliere anelli incastrati.
  • Contenitore di dentifricio, creme eccettera
  • Per i capelli ricci quando il tempo è molto umido
  • Nascondiglio segreto per soldi o oggetti preziosi una volta svuotato il contenitore.
  • Prevenire le vesciche prodotte da scarpe.
  • Migliora il make-up aggiungendo il burrocacao al fondotinta o ad ombretti.
  • Sopracciglia perfette
  •  Correggere errori di make-up da piccole zone
  • Fa durare più a lungo il profumo, ponendolo prima, nella zona interessata.
  • Ammorbidire le cuticole prima di una manicure.

Che cosa ve ne pare? Interessante vero? 😉

Fonte (wikipedia)

Fonte(vivere più sani.it)

 

Le ceneri dei defunti trasformate in diamanti

Odiamante-cremazioneltre la cremazione, con la trasformazione delle ceneri  in diamanti.

Arriva anche  in Italia il modo di tenere i cari sempre con se.

Quando si perde una persona cara, si farebbe qualsiasi cosa per tenerla ancora con se.

Ci si circonda di oggetti che gli appartenevano, di foto e immagini.

Come se quelle suppellettili potessero alleviare la mancanza.

Molte gioiellerie imprimono l’immagine del caro su medaglie e bracciali.

Ma una nota agenzia funebre italiana è andata oltre.

Vi chiederete come sia possibile? Continuate a leggere 😉

Ebbene l’agenzia in questione ha portato in Italia, la trasformazione delle ceneri. Dopo la cremazione, i nostri cari con questa tecnica diventano pietre preziose.

Gioielli unici quelli proposti dalle onoranze funebri Taffo.

Ogni diamante realizzato avrà un colore esclusivo dettato dalla composizione chimica delle ceneri. Irripetibile come lo stile di vita precedente.

Nella realizzazione del diamante c’è particolare cura ad evitare ogni possibile contaminazione.

Non solo non vengono usati additivi ma le ceneri  vengono trattate con la massima attenzione.

Questo servizio ha scatenato, idee e reazioni contrastanti.

E’ facile immaginare che vi siano persone che apprezzino l’idea e altre che aborrono tale procedura, criticando la mancanza di rispetto per le persone defunte e verso la morte in generale.

C’è da dire che l’agenzia funebre Taffo è abituata a critiche anche dure, dovute a diverse campagne pubblicitarie, come:

 “Se hai sonno fermati subito! Meglio riposare in auto che da noi”, “Fai allacciare la cintura anche ai passeggeri, non costringerci a fare gli straordinari”, “Non correre oltre i limiti, noi non abbiamo fretta di vederti”, ma anche quello per la promozione del pagamento rateale: “Per pagare e morire c’è sempre tempo”.

In queste campagne leggo molto ironia. La malizia è sempre negli occhi di chi guarda.

Per la trasformazione in diamante… non saprei.

Fonte (notizie dal mondo.info)

La casa domotica: il futuro

casa-domotica

Cosa ci riserverà il futuro: la casa domotica. Completamente regolata e guidata dalla tecnologia per rendere la nostra vita più semplice o forse no?

Noi, uomini e donne moderne abbiamo sempre più impegni e sempre meno tempo. Vorremmo che  le giornate si allungassero, oltre ventiquattro ore. O forse vorremo solo imparare a gestire meglio la nostra quotidianità.

Perché se è vero che abbiamo fatto grandi passi, e che la tecnologia ci aiuti in molti campi, sembriamo sempre ad un passo dall’affogare.

Sì, perché nel mare di “cose da fare” annaspiamo a fatica.

Come avrebbero detto o direbbero i nostri nonni: “Si stava meglio, quando si stava peggio”.

Ora non facciamo di tutta l’erba un fascio ma molti di noi, oberati dal lavoro e dalla casa non riescono a trovare un giusto equilibrio.

Però una soluzione potrebbe arrivare nel prossimo futuro: la  casa domotica.

Per domotica si intende l’insieme di tecnologie per automatizzare la casa.

Vi piacerebbe che la casa al mattino partisse da sola? Che la lavatrice si auto- programmasse per fare il bucato nell’orario più opportuno? O oppure vi svegliasse una dolce musica, addirittura programmata in modo diverso per ogni stanza, e ancora vi ridestasse con l’odore del caffè già pronto?

Che ne direste, se la domotica in casa disponesse delle tapparelle in maniera automatica e sorvegliasse gli ingressi quando siete a lavoro?

Sarebbe un sogno, vero?

Ebbene presto potrebbe diventare realtà.

Ovviamente a fronte di una piccola/ grande spesa.

Per entrare nel futuro con la casa domotica la somma base potrebbe partire da 5.000 euro a salire.

Perché più automatismi e controlli avrete programmato, più saranno alti i costi per istallarli.

Insomma potremo avere una casa che ci cura quando siamo impegnati o assenti… purché non ne veniamo assorbiti.

La tecnologia può servire ma a tutto c’è un limite 😉

fonte ( www. amando.it)

 

 

Inventata la pillola che profuma le scoregge

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Inventata la pillola che profuma le scoregge. Con ingredienti naturali si migliora il fastidioso problema dell’aria nell’intestino, aromatizzando i peti.

Ogni giorno, si sperimentano soluzioni adattabili, a diverse tipologie di problemi.

E nella marea di problematica, sicuramente quelli riguardanti la salute, assumono un posto rilevante.

Tra quelli più comuni e più fastidi c’è di sicuro l’aerofagia.

Per chi soffre di questa complicanza è stata trovata una soluzione: una pillola che profuma le scoregge.

Trasformando le emissioni flautolenti, in profumo di rosa.

Uno speciale preparato che ingerito rende i peti profumati.

Ad inventarlo è stato un francese di 65 anni, Christian Poincheval, che ha pensato che le persone potessero gradire una gamma di pillole in grado di far sì che gli sconvenienti e puzzolenti gas intestinali, si trasformino invece in effusioni dolci e gradite.

L’idea gli è venuta una sera che era in compagnia degli amici.

A causa di un pasto molto abbondante, i commensali si erano lasciati andare ad una serie di peti poco piacevoli specie durante i pasti.

Queste pillole che profumano le scoregge sono realizzate al 100 % con ingredienti naturali come finocchio, violetta, rosa, alghe e mirtilli.

Sono state approvate dalle autorità sanitarie e vengono vendute già da qualche anno su internet sul sito pilulepet.com.

Esiste di questa curiosa pillola anche una versione “natalizia” al profumo di cioccolato.

Il costo delle pillole, è di 9,99 euro per una confezione da 60 pezzi. E gli affari vanno bene, come ha dichiarato Poincheval: “Ho tutti i tipi di clienti. Alcuni le comprano perché hanno problemi di flatulenza e altri per fare uno scherzo ai propri amici. Natale vede sempre un aumento delle vendite”.

Che dire, una soluzione che potrebbe portare innumerevoli benefici, migliorando la vivibilità e lo stare insieme.

Che cosa ne pensate, sareste propensi ad acquistarle, usarle o regalarle a Natale?

fonte ( www. gren me. it)