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Inventata la pillola che profuma le scoregge

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Inventata la pillola che profuma le scoregge. Con ingredienti naturali si migliora il fastidioso problema dell’aria nell’intestino, aromatizzando i peti.

Ogni giorno, si sperimentano soluzioni adattabili, a diverse tipologie di problemi.

E nella marea di problematica, sicuramente quelli riguardanti la salute, assumono un posto rilevante.

Tra quelli più comuni e più fastidi c’è di sicuro l’aerofagia.

Per chi soffre di questa complicanza è stata trovata una soluzione: una pillola che profuma le scoregge.

Trasformando le emissioni flautolenti, in profumo di rosa.

Uno speciale preparato che ingerito rende i peti profumati.

Ad inventarlo è stato un francese di 65 anni, Christian Poincheval, che ha pensato che le persone potessero gradire una gamma di pillole in grado di far sì che gli sconvenienti e puzzolenti gas intestinali, si trasformino invece in effusioni dolci e gradite.

L’idea gli è venuta una sera che era in compagnia degli amici.

A causa di un pasto molto abbondante, i commensali si erano lasciati andare ad una serie di peti poco piacevoli specie durante i pasti.

Queste pillole che profumano le scoregge sono realizzate al 100 % con ingredienti naturali come finocchio, violetta, rosa, alghe e mirtilli.

Sono state approvate dalle autorità sanitarie e vengono vendute già da qualche anno su internet sul sito pilulepet.com.

Esiste di questa curiosa pillola anche una versione “natalizia” al profumo di cioccolato.

Il costo delle pillole, è di 9,99 euro per una confezione da 60 pezzi. E gli affari vanno bene, come ha dichiarato Poincheval: “Ho tutti i tipi di clienti. Alcuni le comprano perché hanno problemi di flatulenza e altri per fare uno scherzo ai propri amici. Natale vede sempre un aumento delle vendite”.

Che dire, una soluzione che potrebbe portare innumerevoli benefici, migliorando la vivibilità e lo stare insieme.

Che cosa ne pensate, sareste propensi ad acquistarle, usarle o regalarle a Natale?

fonte ( www. gren me. it)

Lo scatolo per la pizza da passeggio

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Lo scatolo per la pizza da passeggio. Come mangiare al meglio il cibo “take away” per eccellenza, durante passeggiate, grazie alle bretelle.

Forse non c’è al mondo, piatto più conosciuto e amato, della pizza.

Non c’è Stato, che non abbia ricetta e ingredienti preferiti, e non c’è essere umano, grande o piccino, che non la ami.

Anche se le origini vengono attribuite a diverse regioni o addirittura a diversi continenti, è di sicuro annoverata come la “pietanza della felicità“. Cibo di  indiscussa giovialità.

E oggi più che mai, nonostante impazzino diversi tipi di pranzo d’asporto, la sua posizione, resta sempre in pole position.

Di sicuro mangiarla al ristorante o in pizzeria fa si che se ne gustino appieno il sapore.

Eppure molti preferiscono gustarla a casa in compagnia d’amici e/o parenti.

La pizza però, raffreddandosi cambia sapore.

Come ovviare a questo problema? Mangiarla per la strada?

Un ventunenne di Jesolo, Nele Alihodzic ha brevettato una soluzione: lo scatolo per la pizza da passeggio.

Un cartone particolare, perché dotato di una sorta di bretelle, in modo da poter così “indossare” la pizza e mangiarla comodamente durante una passeggiata.

Del contenitore è stata sviluppata anche una variante per fast food, dotata di appositi spazi per tenere fermi bibite e patatine.

 

Entrambe le versione sono decisamente più comode e innovative rispetto i cartoni utilizzati in precedenza.

Nonostante l’idea possa sembrare banale e semplice ha richiesto più di due anni per essere realizzata in via pratica.

Il suo inventore sta richiedendo, intanto, per questo scatolo per la pizza da passeggio, la diffusione  e la commercializzazione in tutto il mondo.

Vedremo presto se sarà utilizzata o meno.

Ditemi un po’, che cosa ne pensate?

Utilizzereste questo cartone ma soprattutto avreste il coraggio di  indossare una simile curiosità?

Io sinceramente non saprei…

(fonte notizie del mondo. info)

La cyclette-lavatrice: un modo per risparmiare?

La cyclette-lavatrice: un modo per risparmiare.cyclette-lavatrice

Albert Einstein diceva:  “Non pretendiamo che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi può essere una grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.”

La crisi c’è, c’è stata e porta dietro se, i suoi strascichi.

Risparmiare è la parola chiave della nostra quotidianità.

Eppure, basta cambiare prospettiva o semplicemente trovare una giusta soluzione ai problemi per rimpicciolirli.

Forse, proprio sull’onda di tutte queste affermazione che, un gruppo di studenti della Dalian National University ha dato vita ad una progettazione.

Ideando una cyclette- lavatrice che racchiudesse al suo interno la soluzione a due problematiche importanti. La sedentarietà e l’eco-sostenibilità.

Sì, perché se è vero che il progresso e la tecnologia, hanno portato e portano continui benefici. Davanti a personal computer, e dinanzi a scrivanie, facciamo spesso una vita sedentaria seppur frenetica.

E’ qui che l’idea di questi giovani potrebbe essere intelligente.

Perché? Se c’è una cosa di cui non possiamo fare a meno è proprio il bucato.

E se lavare i panni diventasse anche ecologico, come?

Coniugando il lavaggio all’attività fisica. A questo scopo, è stata ideata la cyclette-lavatrice.

Questa curiosa cyclette è stata battezzata B.W.M (Bike Washing Machine).

Dotata di un cestello da lavatrice che è stato posizionato al posto del volano, viene azionato dai pedali.

Allo stesso tempo l’energia in eccesso può essere immessa nella rete elettrica, grazie ad appositi collegamenti elettrici.

Al momento resta solo un’idea perché, prima di essere sviluppata in maniera pratica, bisognerebbe apportare delle migliorie.

Cercando di affinare la possibilità di lavaggio, magari prevedendo diverse velocità e forse con un  cestello che possa girare in più di un senso.

Sta di fatto che la cyclette- lavatrice ha comunque un alto potenziale.

Voi cosa ne pensate?

Sareste propensi a comprarla, ma soprattutto ad utilizzarla?

(fonte notiziedelmondo.info)

 

 

HB ring, la fede hi-tech del futuro?

HB ring, le fedi hi-tech del futurola-fede-del-futuro

Possiamo dire tutto, ma gli uomini (o umani come direbbe mio figlio) sono romantici.

E gli italiani, forse ancor di più.

E’ vero che per San Valentino siamo ancora lontani ma se state già programmando i regali per Natale, siete decisamente in tempo.

Sì, vi vedo fare liste mentali e conti… 😉

Quello di cui vi parlerò oggi, non è un semplice anello, un anello carico di diamanti e scintillante. Il classico dono, ma qualcosa di più.

Perchè HB ring è un  anello hi-tech, la fede del futuro?

Staremo a vedere…

Sta di fatto che questo particolare ring è composto di sensori, batteria, led e connettori di ricarica.

Una fede del futuro decisamente insolita, soprattutto se si pensa che per contenere tutto questo po-po di roba, sia abbastanza spessa.

Eppure la sua caratteristica principale farà saltare di gioia il suo/a futuro/a proprietario/a.

Perchè HB ring permette di ascoltare il battito del proprio innamorato.

Sì avete letto bene. Non importa dove sarete e quando e quanto sarete distanti, perché grazie a questa fede del futuro, avrete sempre con voi, i battiti del vostro/a amato/a.

Per farlo funzionare, basterà collegarlo via bluetooth allo smartphone grazie ad un’applicazione da scaricare.

Semplicemente, toccandolo Hb ring, comincerà a trasmettere piccole pulsazioni e si illuminerà regolandosi sul battito del vostro amore.

Questa romantica fede hi-tech del futuro è stata programmata per durare 160 ore in modalità stand- by ,e 14 ore di fila.

Ma veniamo ai costi.

I produttori hanno pensato di ricreare due versioni: quella di fascia alta, in oro rosa e zaffiri, dal prezzo di 2990 dollari e garantita  dieci anni. Una versione più economica in acciaio inossidabile del prezzo di 599 dollari e garantita due anni.

Se storicamente l’anello e la fede ha rappresentato la connessione con la persona amata, questo HB ring ne è il degno futuro erede ;).

Che ne pensate?

Sarebbe un bel modo di stupire la vostra metà… oppure no?

fonte ( amando.it)

 

 

 

Una soluzione per la dipendenza da cellulare?

distractagone-custodia per cellulareAl giorno d’oggi nuotiamo in un mare di tecnologia che assorbe sempre più le nostre vite.  Non facciamo un passo senza l’aiuto di pc, tablet, e cellulari.

Come fossero i nostri alter- ego, i nostri “avatar virtuali” . Rendiamo, così, la nostra quotidianità un piccolo “grande fratello” coscientemente o meno.

Viviamo di una vera e propria dipendenza  dal mondo virtuale. Nonostante le nostre convinzioni di poterne fare a meno, siamo h24 in connessione col mondo. Dividendo e condividendo ricette, stati d’animo e problematiche tra le più svariate.

Questo nuovo “modus operandi”, non è, però, privo di conseguenze.  Basti pensare ai diversi licenziamenti dovuti a facebook & co, e agli incidenti dovuti all’uso improprio dello smartphone durante la  guida.

Forse, proprio per questo, sono stati ideati diversi dispositivi  atti a “disintossicarsi” dalla dipendenza del migliore amico dell’uomo moderno: il cellulare.

Tra i diversi sistemi oggi vi parlerò di una custodia.

DistractaGone, questo il suo nome specifico, può contenere fino a 4 dispositivi mobili e funziona con un timer. Impostato il quale, sarà impossibile accedere ai telefoni al suo interno.

Una pratica e comoda soluzione per importanti riunioni aziendali, ma non solo.  Questa piccola cassaforte, in verità potrà essere usata in ogni tipo di situazione, nella quale si richiede concentrazione e zero distrazioni.

La società olandese che ha immaginato il prodotto è pronta per posizionarlo sul mercato. Il team di designer è pronto a scommettere sulla sua tecnologia.

Sarà utilizzato o meno lo vedremo nel prossimo futuro. Potrà fermare, o arginare la dipendenza da cellulare?

Abbiamo davvero bisogno di strumenti simili, o sono inutili panacee?

Eppure io  mi domando: questa custodia è davvero necessaria o sarebbe sufficiente semplicemente un minimo di  buonsenso?

Skytran: l’auto che ti fa volare

 

skytranInutile dire che i progressi scientifici ci portano costantemente nel futuro, e che molti congegni e strumentazioni che parevano appartenere al mondo della fantascienza stiano diventando reali.

Ogni sogno o possibilità sta diventando fattibile grazie a nuovi traguardi e progetti ambiziosi.

E proprio da un progetto della NASA si è partiti per realizzare  un progetto pilota che realizzerà  il primo sistema di auto su rotaia a levitazione magnetica.

Si tratta di veicoli, una specie di auto volanti, in grado di raggiungere una velocità di circa 240 km/h posizionati su rotaie poste all’altezza di circa 6 m.

L’opera realizzata dall’azienda californiana skyTran partirà con la costruzione di una “rotaia test” lunga 500 metri che girerà nel campus “ Israel Aerospace Industries”  a Tel  Aviv per poi essere lanciata, in caso di successo, entro la fine del 2016.

Queste mini auto avranno due posti passeggero e potranno essere richiamate grazie allo smartphone.

Quest’invenzione potrebbe essere benefica perché le stazioni per le hover possono essere sistemate sottoterra o dentro agli edifici.

Inoltre l’intero sistema funziona con energie rinnovabili.

Che ne dite?

Fareste un giro su queste tecnologiche auto volanti?

fonte( www.lastampa.it)

 

 

 

Innovazioni curiose: percepire i colori con…

neil harbissonChi vede e riesce a distinguere i colori come noi, può ritenersi fortunato perché il mondo e la natura sono così ricchi di sfumature e di cromie che sarebbe un vero peccato non poterle decifrare.

I daltonici hanno già qualche problema, intercalando i colori ma se una mattina vi svegliaste e vi accorgeste di vedere tutto grigio, come vi comportereste?

Il cielo sarebbe grigio, la TV grigia, il cibo grigio.

Sono sicura, non sarebbe un bello spettacolo, per questo un ragazzo che soffriva fin da piccolo di una forma davvero unica e rara di daltonismo chiamata acromatopsia ha usato una tecnologia, nello specifico un caschetto che non gli dava la possibilità di vedere i colori ma di percepirli.

Da qui il suo modo di approcciarsi alla vita e ai colori è completamente cambiato fino ad uniformarsi con quello strumento.

Di notte infatti riusciva a fare sogni colorati attraverso percezioni sviluppate dal suo stesso cervello.

Neil Harbisson è un artista e pittore che ha fatto del suo handicap una valore aggiunto, sfidando i suoi limiti e cambiando le carte in tavola.

Il giovane, ritenuto oggi il primo cyborg è riuscito a convincere un equipe medica ad impiantargli la strumentazione che utilizzava (il caschetto) direttamente nel cervello, attraverso l’uso di un microchip che si prevede continuerà ad essere aggiornato.

D’ora in poi potrà con questa innovazione curiosa, percepire tutti i colori, ampliando di molto le possibilità con una strana trasformazione nel senso che i colori per lui diventano musica e il nero è il colore del silenzio.

Infatti ora riesce a sentire anche colori impercettibili all’occhio umano e si pensa che quella strumentazione potrebbe realizzare una comunicazione tra cervelli se venisse usata anche su altri.

Inoltre Neil sarebbe riuscito a dirigere un orchestra e avrebbe insegnato ai musicisti il suono dei colori.

Che ne pensate?

Un’opportunità e una grande prova di coraggio!

 

Innovazioni curiose: il cuscino che…

cuscino con boccheSono finiti ormai i tabù e la nostra vita amorosa è vissuta alla luce del sole e senza recriminazioni  e limiti, se non dettati dalla decenza e dal decoro.

Viviamo la nostra sessualità molto liberamente e stringiamo rapporti con le controparti maschili e femminili  fin da giovanissimi.

Eppure rapportarci all’altro sesso, non è sempre semplice.

Di fatti, ci sono impasse e indecisioni che legano alcune fasce d’eta come l’adolescenza e la pubertà dove ragazzi e ragazze sono alle prime armi, incerti e inesperti.

Il primo bacio può segnare per sempre, non le vite ma sicuramente i nostri ricordi e il nostro modo di fare futuro.

Chi, da ragazzino non si è allenato a baciare con il cuscino, alzi la mano.

Facendo riferimento a questa strana esercitazione Emily King avrebbe dato vita a un proprio business, con la creazione di un cuscino con le bocche.

Ovvero un innovazione curiosa di cuscini  nei quali sono stati cuciti bocche removibili dei manichini di addestramento per potersi allenare al bacio.

Un cuscino decisamente allarmante, se non inquietante  ma che è stato accolto di buon grado dai ragazzi per cui, in realtà è stato creato.

Per questa la creatrice si dice soddisfatta.

Voi che ne pensate?

Lo utilizzereste, lo avreste utilizzato e /o lo regalereste ai vostri figli?

 

Innovazioni curiose: “Airbike” la bici che …

air bike la biciOrmai la stampante fa parte della nostra quotidianità, come il pc, il tablet e l’i-phone.

Che si stampino ricette, consigli e articoli interessanti è davvero utile.

Avete mai provato a stampare schemi per realizzare automobili di carta da assemblare o progetti unici e divertenti per voi stessi o per i vostri figli?

Sinceramente io si e non sono stata neanche tanto brava a metterli assieme, se proprio la vogliamo dire tutta.

Ma ciò di cui vi parlerò a breve è un‘innovazione curiosa e assolutamente originale, oltre che ecologica e rivoluzionaria.

Avete mai pensato si possa stampare qualcosa che diventi materiale e assuma una certa fisicità?

Avete risposto no, vero? A meno che non ci si trovi immersi in qualche film futuristico.

Se vi dicessi che potremo presto stampare una bici vera e propria?

Non mi credereste… eppure è così!

Un gruppo di  scienziati dell’European Aeronautic Defence and Space Group di Filton  ha dato vita a una bicicletta ” Airbike” completamente realizzata da un computer.

Tutto ciò è possibile attraverso un’apparecchiatura particolare che  stampa 3D.

La bicicletta è formato da strati di nylon fuso che grazie ad un processo di sintetizzatore laser vengono posti uno sull’altro.

Le gomme e le parti meccaniche vengono aggiunte in una seconda fase.

La struttura di nylon così “stampata” è ecologica perchè riduce le emissioni di CO2, gli sprechi di materiale e il suo peso è nettamente inferiore ad una bici classica.

Che ne pensate?

Siete pronti a stamparvi la bicicletta?

Io la trovo un’innovazione curiosa e geniale.

 

 

Innovazioni curiose: “Aurora” il dispositivo che …

aurora il dispositivo

In questo periodo così concitato sotto tutti i punti di vista fare “bei sogni” sembra un miraggio.

Tutte le preoccupazioni e i problemi si riversano anche sulla qualità del nostro riposo rendendolo sempre meno piacevole e molto snervante.

Cosa ne pensereste se esistesse un modo per controllare i sogni?

Fantascienza? No, futura realtà!

Ebbene tra le nuove tecnologie made in U.S.A. ci sarebbe anche questa e si chiamerebbe “Aurora“.

Aurora sarebbe un dispositivo o meglio una fascia da indossare sulla fronte rivestita di particolari sensori  e fornita di un app che si collegherebbe allo smartphone.

Quest’aggeggio innovativo e tecnologico non ci da la possibilità di impostare  un sogno prestabilito ma di capire e darci consapevolezza di quando stiamo sognando per poter gestire meglio il nostro riposo.

Di fatti collegandosi all’attività cerebrale sarebbe in grado di identificare la fase r.e.m. dei nostri sogni per poter prendere parte attiva del sogno.

In questo modo potremmo gestire in maniera autonoma la qualità e il benessere prodotto dal riposare che sarebbe in realtà davvero tale.

Che ne pensate ?

Sareste propensi ad acquistare quest’innovativa tecnologia?

Io ci farei un pensierino.