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Skytran: l’auto che ti fa volare

 

skytranInutile dire che i progressi scientifici ci portano costantemente nel futuro, e che molti congegni e strumentazioni che parevano appartenere al mondo della fantascienza stiano diventando reali.

Ogni sogno o possibilità sta diventando fattibile grazie a nuovi traguardi e progetti ambiziosi.

E proprio da un progetto della NASA si è partiti per realizzare  un progetto pilota che realizzerà  il primo sistema di auto su rotaia a levitazione magnetica.

Si tratta di veicoli, una specie di auto volanti, in grado di raggiungere una velocità di circa 240 km/h posizionati su rotaie poste all’altezza di circa 6 m.

L’opera realizzata dall’azienda californiana skyTran partirà con la costruzione di una “rotaia test” lunga 500 metri che girerà nel campus “ Israel Aerospace Industries”  a Tel  Aviv per poi essere lanciata, in caso di successo, entro la fine del 2016.

Queste mini auto avranno due posti passeggero e potranno essere richiamate grazie allo smartphone.

Quest’invenzione potrebbe essere benefica perché le stazioni per le hover possono essere sistemate sottoterra o dentro agli edifici.

Inoltre l’intero sistema funziona con energie rinnovabili.

Che ne dite?

Fareste un giro su queste tecnologiche auto volanti?

fonte( www.lastampa.it)

 

 

 

Movimento per salvare il pianeta con… l’antinatalismo

vhemt

E’ indiscusso che gli uomini siano stati e siano la causa del depauperamento del pianeta.

E’ risaputo che  l’uomo sia  smanioso di costruire in ogni dove senza rispetto per la geologia e l’ambiente.

E’ altrettanto vero che l’uomo si espande sempre più causando incessante inquinamento e deficit di risorse.

E’ chiaro che bisognerebbe trovare una giusta soluzione per salvaguardare ciò che ci nutre e ci mantiene in vita…. eppure.

Esistono diverse teorie e movimenti atti a trovare una possibile risoluzione che veda il pianeta come fulcro del futuro.

Moltissime persone si impegnano ogni giorno affinché il pianeta sia più sano e più vivibile.

Tra queste miriadi di possibilità esiste un movimento: The Voluntary Human Extinction Movement, ovvero Il Movimento per l’estinzione volontaria dell’essere umanoVHEMT.

Beh se non è chiaro nella sua terminologia, questo gruppo applica o vorrebbe applicare per salvaguardare il pianeta, l’antinatalismo.

Ritenendo l’uomo la maggior causa di distruzione, inquinamento e dissoluzione del nostro ecosistema, questa filosofia crede che per il pianeta ci possa essere una “cura”, in parole semplici, bisognerebbe eliminare l’uomo dalla terra, non facendo figli.

In questo modo, il mondo, secondo il VHEMT, sarebbe salvo in qualche decennio.

Beh se nella pratica questa teoria potrebbe essere anche logica, poco pratica e poco costruttiva appare nella fase realizzativa.

Io non sarei così drastica, poiché credo che ci dovrebbe essere sempre un certo equilibrio nelle cose e questo movimento è assolutamente estremo.

Voi cosa ne pensate, aderireste?

E nell’ipotesi assurda in cui questa teoria attecchisse e risultasse “vincente” chi  potrebbe riscontrare l’effettiva riuscita?

(fonte www.haisentito.it)

 

 

Strategie curiose per vendere

pesche vestite

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Purtroppo è assodato che abbiamo e stiamo attraversando una crisi che spazia un po’ in tutti i settori.

L’economia, e la regolamentazione sono soffocanti, e soffocate da tassazioni, che non si avvicinano neanche lontanamente al guadagno.

C’è chi dice che stiamo uscendo dal baratro… chi vede la luce in fondo al tunnel e chi “pensa negativo”.

Sta di fatto che ci sentiamo catapultati in una realtà dove l’impegno e la fatica non sono proporzionati alla resa.

E se molti si arrendono e/o sono costretti a chiudere bottega, alcuni ne inventano di tutti i colori per risalire la china.

E proprio nell’ambito della seconda categoria, che vi lascio questa segnalazione, utile per attuare qualche possibile strategia per vendere. Curiosa… ma “fruttosa“.

Ebbene un agricoltore cinese Yao Yuan  che si trovava in grande difficoltà economiche ha avuto un’idea…

Quale direte?

Ha vestito le sue pesche.

Sì, avete letto bene si è fatto cucine delle mutandine per le pesche la cui forma simbolizzava un fondoschiena e le ha esposte.

E le pesche così preparate sono andate a ruba, nonostante il prezzo di 70 euro la scatola da 9.

Se guardate nella foto in fondo sono proprio carine… ma voi le comprereste e/o le regalereste?

fonte (notizie.del mondo.info)

 

 

 

E se le fatine … esistessero?

fatine

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Abbiamo imparato a discernere ciò che è reale da ciò che consideriamo semplice e pura fantasia.

Ci hanno inculcato l’idea che bisogna dividere in maniera netta e decisa ogni cosa; che ciò che non si vede o  non si tocca non esiste …. ma le cose stanno proprio così?

Un conto è essere bambini  e vivere di sogni, fatine e mondi magici, e uno è l’ essere adulti dove la concretezza e la pragmaticità la fanno da padrone.

Smessi i panni di piccoli sognatori e scopritori e prese le vesti di giovani uomini, si rilegano fantasia e conseguenti abitanti, a pura e lontana illusione.

Eppure molti uomini e donne sognano o si appigliano a quella parte fanciullesca che incanta e fa sperare che oltre l’apparenza e le convinzioni esistano altre possibilità.

In quest’ottica nasce una netta divisione tra chi crede che fatine e spiriti benigni possa realmente esistere e chi invece rifiuta categoricamente questa supposizione.

Eppure … quanto a favore di una delle due parti ci sono prove concrete?

Se vi dicessi che chi le ha stilate è un uomo di ragione, un  professore della Manchester Metropolitan University, cosa ne pensereste?

Ebbene John Hyatt, direttore del Manchester Institute of Research and Innovation in Art and Design ha scattato delle foto che lasciano presupporre che nella campagna inglese vivano una specie di  esseri umanoidi con ali.
Che le fatine esistano davvero?

A voi la scelta di crederci oppure no …

fonte ( notizie.del mondo.info)

Come creare un ecosistema in miniatura: il giardino in bottiglia.

il giardino in bottiglia 2

 

 

 

 

Avere un pollice verde, diciamolo, non è da tutti, specie nel nostro periodo storico dove la coltivazione o la cura delle piante è rilegata alla pura passione.

Spesso e volentieri manca proprio la materia prima: giardino o terrazzo, e la possibilità di dare vita ad un angolo verde per la nostra casa.

Molte volte, invece, si tenta con alcune piante che ci sembrano facili da curare per  poi rendersi conto che sbagliato il trattamento o l’irrigazione  il nostro esperimento verde cade nella frustrazione e nella sterilità.

Se vi dicessi che esiste un modo semplicissimo per ricreare un ecosistema in miniatura, ci credereste?

Se vi raccontassi che esiste una particolare procedura che permette in uno spazio limitato di avere verde, senza prendersene cura e senza alcun trattamento, sareste propensi a provarci?

Ebbene, esistono varie esperimenti e diversi studi che evidenziano la coltivazione del cosiddetto” giardino in bottiglia“.

In cosa consiste e come fa a sopravvivere senza cure?

Semplice, basta usare poche e semplici accortezze per creare un sistema verde in miniatura che vive in autonomia per mesi anzi anni.

Per prima cosa ci si deve procurare una bottiglia rigorosamente di vetro, terriccio, ghiaia di buona qualità, humus tale da accogliere le radici e pochi e piccole piante, in proporzione alla bottiglia che le ospiterà.

L’unica cosa di cui avranno bisogno sarà l’energia del sole, null’altro.

Non dovremo mai innaffiarle, l’acqua compirà dei cicli regolari che renderanno l’ambiente autosufficiente.

David Latimer ha un giardino in bottiglia che vive autonomamente da oltre 50 anni.

Che dire straordinario!

Questa particolare tecnica di coltivazione è stata presa in esame dalla NASA che vorrebbe coltivare piante nello spazio per la loro capacità depurativa.

Che ne dite, ci armiamo di bottiglia e terra e proviamo?

fonte (greenMe.it)

 

Formaggio nero fatto con …

 

formaggio nero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vi ho, in passato, lasciato articoli in cui, la creatività in cucina toccava punti critici, in cui si leggevano  abbinamenti strani di colori e sapori e si mettevano in campo esperimenti tra i più vari.

In cucina si sa, si può anzi si deve, portare innovazione e creatività ma tutto dovrebbe avere un limite.

Di fatti alcuni esperimenti culinari sono risultati un fallimento o un azzardo improponibile mentre per  altri, nonostante l’apparenza, il prodotto o la produzione funziona.

Anzi sembra ci sia proprio una grande attrazione e un  interesse particolare.

Questo è quello che è successo all’azienda  Manor Farm Shop di Leasingham che ha portato su campo il suo progetto di realizzare un formaggio dal colore scuro e precisamente nero.

Dopo svariati tentativi, il team è riuscito a raggiungere il suo obbiettivo creando il Char Coal Cheese.

Un formaggio caratterizzato dal colore scuro sia per l’interno che per la crosta che a detta di molti ristoratori è davvero pregevole.

Il colore che lo caratterizza è stato dato dal carbone e nonostante la sua apparenza non proprio appetibile, sembra sia molto ricercato e molto apprezzato.

Questo particolare formaggio creato con i carboni attivi sarebbe molto cremoso e gustoso.

Non solo un esperimento ben riuscito ma anche un buon modo per riattivare il lavoro della zona.

Sembra infatti che nel posto di produzione vi siano molte famiglie di minatori in difficoltà.

Bene che dire il progetto non è male e il formaggio pregevole… ci si potrebbe fare un pensierino.

Voi che dite?

Lo provereste?

fonte ( notizie. del mondo.info)

Quando la fantascienza diventa realtà: la telepresenza olografica

 

tele-presenza olograficaFin a pochi anni fa, avremo riso di fronte la possibilità di una video-chiamata tra due persone o enti lontane.

Avremo gridato alla fantascienza e ci saremo tenuti ben distinti da questa possibilità.

Rilegando questa opzione a film fantastici e creativi.

Oggi grazie alla diffusione internet e alle reti ben sviluppate in quasi tutto il mondo, ricevere e fare video- chiamate e/o video-conferenza, è una cosa all’ordine del giorno.

Molte aziende operano in questo modo e distribuendo i propri dipendenti in diversi continenti e zone con il fatto di poterli contattare con molta facilità.

Non solo le aziende usufruiscono di  questa tecnologia.  Di fatti, molte famiglie si sono ritrovate o si mantengono in contatto anche grazie a internet.

Ora se vi dicessi che presto le cose andranno anche meglio e oltre, mi credereste?

Ebbene è nato un progetto Co-finanziato dalla Regione Val d’Aosta e sviluppato dall’Istituto nazionale di ottica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ino-Cnr) in collaborazione con la società privata Quintetto di Pont Saint Martin (Ao), nel quale sarà possibile applicare alla videochiamata una presenza… una presenza olografica.

Questa tecnologia che rappresenta una vera e propria sfida ha il compito di rendere più elastici e sereni i rapporti commerciali e aziendali tra persone distanti.

Si sono effettuate diverse prove per  valutare quale soluzione fosse migliore e desse alla telepresenza una connotazione più realistica e alla fine si è optato per inserire un’immagine bidimensionale in un contesto tridimensionale.

Questo sistema è stato pensato sul modello di un servizio al cittadino con un ologramma- operatore.

Inoltre sarebbero collegate ad essere software per il trasporto di dati e informazioni.

Questa tecnologia potrebbe prendere piede non solo nell’ambito commerciale ma anche nell’ambito privato perchè la telepresenza si basa su dispositivi a costi limitati collegati alle reti normali.

Che ne pensate?

Sareste propensi a portare questa tecnologia in casa vostra?

 

 

Una meraviglia fra le nuvole: il castello di Takeda.

il castello fra le nuvoleQuante volte ci siamo sentiti rimproverare “Hai la testa fra le nuvole” quando  stavamo pensando ai nostri sogni e ai nostri progetti?

Quante volte abbiamo raccontato o letto ai nostri figli,  di storie inventate, di castelli magici e arroccati in posti incredibili?

E se vi dicessi che esiste davvero un castello fra le nuvole?

Un posto da sogno, immerso nel blu del cielo, e raggiungibile?

Mi credereste?

Ebbene, sto parlando del Castello di Takeda in Giappone, una costruzione situata su di un colle che per la maggior parte dell’anno è circondata da nuvole.

Un paesaggio suggestivo e ricco di fascino che rende questa costruzione magica e spettacolare, oltre che  un posto unico al mondo.

Costruito nel 1443, è stato abitato da diversi proprietari che si sono succeduti fino al 1600.

L’ultimo inquilino un samurai di nome Hirohide Akamatusu, compì un seppuku, (rituale per il suicidio in uso tra i samurai) e da allora il castello è rimasto disabitato.

Nonostante ciò il Castello di Takeda suscita un fascino unico e magico proprio per il fatto di essere circondato da nuvole per l maggior parte dell’anno.

Che ne pensate?

Lo visitereste?

Bar- macchina fotografica: quando la passione per l’arte prende forma.

bar a macchina fotograficaAlzi la mano chi  non ha una passione o una particolare attinenza o predisposizione per qualcosa.

Che sia arte, scrittura, pittura o altro, poco importa perchè ciò che si sente dentro ha la stessa valenza e profondità.

C’è chi rincorre i propri sogni, chi si strugge per realizzarli e chi fa della propria passione una costante.

Ma si può andare oltre e lasciare un segno ancora più tangibile?

Si direbbe di sì, se guardiamo all’esempio dell’ex pilota Park Sung-Hwan.

Questo uomo da sempre appassionato di fotografia, una volta andato in pensione si è messo d’impegno per realizzare il suo obiettivo.

E ci è riuscito quando ha aperto le porte del suo bar.

Un  bar davvero unico al mondo ed originalissimo perchè ha la forma e la sembianza di una macchina fotografica d’epoca, nello specifico assomiglia ad una gigantesca Rolleiflex.

La struttura costruita accanto alla casa del proprietario è stata realizzata su due piani.

Nel primo piano dove è stato posto il bar vero e proprio possiamo trovare macchine fotografiche vere e false e/o accessori dedicati, mentre al secondo piano c’è una

mostra permanente di fotografia.

Il bar è realizzato con due enormi finestroni che ricordano gli obiettivi della macchina e che in pratica rappresentano le finestre di ogni piano.

Insomma la “Dreaming Camera Cafè” è decisamente un’opera artistica al cielo aperto nonchè uno spazio funzionale dove tutti gli appassionati e i curiosi possono gustare caffè e aperitivi.

Questo bar è situato in Corea del sud ed è completamente a gestione familiare.

Che ne dite?

Visitereste questo bar macchina fotografica?

Io sinceramente sì, sarebbe davvero interessante.

Il pomo” nero” che fa bene alla salute

pomodori neri 1In genere e di fronte a nuove possibilità non sempre siamo aperti o pronti a comprendere e ad  apprezzare ciò che è stato creato o scoperto.

Con le nuove tecniche e nuovi studi è facile incappare in novità o tendenze particolari e curiose.

Spesso accade che partiti per un progetto o uno studio la risoluzione poi prenda un altra piega e non sempre in positivo.

Ma non è questo il caso anzi potremmo dire il contrario.

Degli studiosi americani avrebbero condotto degli incroci tra piante di pomodori rossi e viola creati da loro stessi e sarebbero giunti a ricreare un pomo perfetto ricco di antiossidanti e che fa bene alla salute.

La qualità di pomodori chiamata ” Indigo Rose”  a cui i ricercatori dell’ Oregon State University avrebbero dato vita ha una particolarità.

All’esterno l’involucro è di un colore scuro che sembra nero ma in realtà è viola scuro( proprio come una melanzane)

A parte questo il suo interno è normale e tradizionale proprio come nei pomodori classici.

La ricerca nata così per studio ha dimostrato che questa varietà di pomi neri sia particolarmente ricca di nutrienti e di vitamine e possa essere utile per bilanciare diete e per le persone che soffrono di diabete a tal punto che un’azienda ha comperato i diritti e sta commercializzando la varietà.

A parte la prima repulsione più che altro visiva si è visto che questi pomodori siano molto graditi, anche per via del gusto, migliore e più accattivante del normale.

Insomma i pomodori neri starebbero spopolando!

Che ne pensate?

Comprereste o mangereste di questo frutto?

Beh io non avrei alcuna difficoltà!