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L’anguilla elettrica che ti illumina l’albero di Natale

anguilla-elettrica

L’anguilla elettrica che ti illumina l’albero di Natale, uno modo ecologico di risparmiare.

Il Natale è alle porte coi suoi colori e profumi. La vetrina di ogni negozio è allestita a feste.

Gli scaffali grondano di palline, luci, alberi, presepi e chi più ne ha, più ne metta.

Ghirlande e scatoloni sono già in viaggio dalla soffitta, e stanno per essere spolverati e svuotati.

E siamo già con la testa ai regali e a quel clima di dolcezza che ci avvolge nel periodo natalizio.

State già pensando a  come decorerete casa quest’anno?

Avete scelto lo stile, il colore e ogni minimo abbinamento, vero?

Pensato a come distribuire gli addobbi e come sistemare ogni angolo.

E le luci, miriadi di luci colorate che sono l’anima di questa festività.

E’ vero che siamo lontani dallo sfarzo americano, ma mica poi così tanto…

Dite la verità: vorreste fare di più.

Addobbare anche l’esterno in maniera sfarzosa, o contornare di luci ogni perimetro della casa.

Ma quanta energia e quanti soldi ci vorranno?

Perché le luminarie son belle, le spese meno.

E allora che pesci prendere?

Come risolvere questo spinoso problema?

Ebbene esistono soluzioni alternative, come quella di cui sto per parlarvi.

Un’idea estrema, ma efficace è stata utilizzata da un giapponese.

L’anguilla elettrica per illuminare l’albero di Natale.

In un aquario due piastre di alluminio catturano l’elettricità generata da questa particolare anguilla.

Ovviamente la corrente generata non è costante,perché legata al movimento del pesce.

Eppure questo rende l’effetto delle luci ancora più bello.

L’albero di Natale riluce di un effetto unico e combinato, tutto particolare.

Che dire l’idea è davvero geniale ed ecologica.

Risparmio e effetto, posizionando un  bell’acquario con un’anguilla elettrica.

Voi che ne dite?

Sareste propensi o contrari?

Conoscete altre soluzioni alternative per risparmiare energia?

fonte( notizie del mondo. info)

 

 

 

La mela incantata d’amore?

La mela incantata d’amore.mela-incantata-damore Come fare innamorare di voi la persona che desiderate.

Qualunque sia la vostra età, sono sicura abbiate vivido il ricordo e il racconto di una delle fiabe più conosciute della storia.

Biancaneve e i sette nani.

Il primo lungometraggio in animation della storia del cinema, il primo film d’animazione prodotto in America, il primo ad essere stato prodotto completamente a colori e  il primo Classico.

E la mela avvelenata, tanto bella quanto pericolosa, rimane un simbolo.

Se nella pellicola Disney la mela veniva incantata per un “sonno eterno” in un negozio giapponese viene venduta per tutt’altri scopi.

Che cosa si saranno “inventati”?

La vendita di una mela particolare: la mela incantata d’amore.

Un negozio giapponese specializzato in vendita di accessori magici, avrebbe tra le sue mercanzie una particolare tipologia di mela.

Questa mela coltivata in una selezionata area, ricca di forze spirituali, sarebbe poi incantata con un rito per permette di far innamorare.

La mela farebbe perdere la testa all’uomo o alla  donna che amate.

Badate bene sempre che si seguano le precise istruzioni:

  • pulire la mela
  • recitare un incantesimo pensando alla persona da conquistare
  • far mangiare la mela ( sia cotta che cruda)
  • aspettare che la cosa funzioni.

Che dire, a me sembra una stupidaggine ma c’è chi spende ben novanta cinque euro per provarci.

Forse si è perso un  po’ il senso delle cose o semplicemente siamo diventati più pigri?

 

Non so… ma credo che esistano tante altre alternative.

Una fra tutte, il caro vecchio metodo del corteggiamento.

Anche perché, non esiste incantesimo che tenga, se l’uomo o la donna a cui aspiriamo, non ci ama o meglio non ci “fila”.

Non pensiate sia così, credete che possa in qualche modo funzionare?

Voi comprereste la bellissima mela incantata d’amore?

Se non altro, ve la consegnerebbero in un elegantissimo cofanetto 😉

fonte ( notizie del mondo. info)

 

La nazione spaziale Asgardia cerca cittadini

La nazione spaziale Asgardia cerca cittadini. Il nostro futuro sarà nello spazio?Lo vedremo presto.asgardia

Il pianeta Terra non ci basta. O meglio presto non basterà a tutti.

Siamo continuamente bombardati dall’idea che le risorse prima o poi finiranno; che dovremo spostarci in posti più ospitali,  e quindi cosa succederà?

Già in passato siamo migrati da altri continenti e se questa visione dovesse essere giustificata cosa ne sarà del futuro?

Se davvero bisognerà trovare altri lidi, dove, sarà possibile continuare la vita?

Perché non espatriare nello spazio?

Fino a qualche decennio fa, questa ipotesi poteva essere considerata utopia se non fantascienza.

Eppure più di una persona pensa che sia una possibilità concreta e fattibile.

Un gruppo di scienziati e legali stanno pensando di realizzare la nazione spaziale Asgardia.

Uno stato indipendente da qualsiasi ente della Terra.

Una nazione spaziale libera dove chiunque voglia, possa trasferirsi e abitare.

Il professore Ram Jakhu della McGill University ( finanziatore del progetto e studioso delle leggi spaziali)  ha affermato che sarà naturale per gli uomini, lasciare la Terra.

Eppure la nazione spaziale Asgardia vuole essere creata con uno scopo e un fine più alto.

Di fatti l’idea sarebbe quella di mandare nello spazio un satellite che dovrebbe diventare un vero e proprio stato.

Un folto numero di scienziati, legali e ricercatori sta lavorando affinché la nazione spaziale Asgardia diventi indipendente e a tale scopo sono state aperte le iscrizione online.

Attraverso questo progetto si mira a rendere democratiche le ricerche spaziali permettendo l’utilizzo di tecnologie, anche a stati che non posseggono agenzie spaziali.

In questo modo si eviterebbe di parteggiare per lo stato d’appartenenza per un fine più ampio.

La nazione spaziale fornirebbe tecnologie a tutti, proteggerebbe il pianeta da eventuali pericoli e manterrebbe la pace ad un livello più alto.

L’idea non è affatto male e mi auguro che possa prendere piede.

Almeno per quanto riguarda gli scopi più nobili.

Eppure spero che l’uomo si avveda e trovi soluzioni che non debbano per forza trasferirci nello spazio… 😉

fonte(urban post.it)

 

 

La cyclette-lavatrice: un modo per risparmiare?

La cyclette-lavatrice: un modo per risparmiare.cyclette-lavatrice

Albert Einstein diceva:  “Non pretendiamo che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi può essere una grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.”

La crisi c’è, c’è stata e porta dietro se, i suoi strascichi.

Risparmiare è la parola chiave della nostra quotidianità.

Eppure, basta cambiare prospettiva o semplicemente trovare una giusta soluzione ai problemi per rimpicciolirli.

Forse, proprio sull’onda di tutte queste affermazione che, un gruppo di studenti della Dalian National University ha dato vita ad una progettazione.

Ideando una cyclette- lavatrice che racchiudesse al suo interno la soluzione a due problematiche importanti. La sedentarietà e l’eco-sostenibilità.

Sì, perché se è vero che il progresso e la tecnologia, hanno portato e portano continui benefici. Davanti a personal computer, e dinanzi a scrivanie, facciamo spesso una vita sedentaria seppur frenetica.

E’ qui che l’idea di questi giovani potrebbe essere intelligente.

Perché? Se c’è una cosa di cui non possiamo fare a meno è proprio il bucato.

E se lavare i panni diventasse anche ecologico, come?

Coniugando il lavaggio all’attività fisica. A questo scopo, è stata ideata la cyclette-lavatrice.

Questa curiosa cyclette è stata battezzata B.W.M (Bike Washing Machine).

Dotata di un cestello da lavatrice che è stato posizionato al posto del volano, viene azionato dai pedali.

Allo stesso tempo l’energia in eccesso può essere immessa nella rete elettrica, grazie ad appositi collegamenti elettrici.

Al momento resta solo un’idea perché, prima di essere sviluppata in maniera pratica, bisognerebbe apportare delle migliorie.

Cercando di affinare la possibilità di lavaggio, magari prevedendo diverse velocità e forse con un  cestello che possa girare in più di un senso.

Sta di fatto che la cyclette- lavatrice ha comunque un alto potenziale.

Voi cosa ne pensate?

Sareste propensi a comprarla, ma soprattutto ad utilizzarla?

(fonte notiziedelmondo.info)

 

 

HB ring, la fede hi-tech del futuro?

HB ring, le fedi hi-tech del futurola-fede-del-futuro

Possiamo dire tutto, ma gli uomini (o umani come direbbe mio figlio) sono romantici.

E gli italiani, forse ancor di più.

E’ vero che per San Valentino siamo ancora lontani ma se state già programmando i regali per Natale, siete decisamente in tempo.

Sì, vi vedo fare liste mentali e conti… 😉

Quello di cui vi parlerò oggi, non è un semplice anello, un anello carico di diamanti e scintillante. Il classico dono, ma qualcosa di più.

Perchè HB ring è un  anello hi-tech, la fede del futuro?

Staremo a vedere…

Sta di fatto che questo particolare ring è composto di sensori, batteria, led e connettori di ricarica.

Una fede del futuro decisamente insolita, soprattutto se si pensa che per contenere tutto questo po-po di roba, sia abbastanza spessa.

Eppure la sua caratteristica principale farà saltare di gioia il suo/a futuro/a proprietario/a.

Perchè HB ring permette di ascoltare il battito del proprio innamorato.

Sì avete letto bene. Non importa dove sarete e quando e quanto sarete distanti, perché grazie a questa fede del futuro, avrete sempre con voi, i battiti del vostro/a amato/a.

Per farlo funzionare, basterà collegarlo via bluetooth allo smartphone grazie ad un’applicazione da scaricare.

Semplicemente, toccandolo Hb ring, comincerà a trasmettere piccole pulsazioni e si illuminerà regolandosi sul battito del vostro amore.

Questa romantica fede hi-tech del futuro è stata programmata per durare 160 ore in modalità stand- by ,e 14 ore di fila.

Ma veniamo ai costi.

I produttori hanno pensato di ricreare due versioni: quella di fascia alta, in oro rosa e zaffiri, dal prezzo di 2990 dollari e garantita  dieci anni. Una versione più economica in acciaio inossidabile del prezzo di 599 dollari e garantita due anni.

Se storicamente l’anello e la fede ha rappresentato la connessione con la persona amata, questo HB ring ne è il degno futuro erede ;).

Che ne pensate?

Sarebbe un bel modo di stupire la vostra metà… oppure no?

fonte ( amando.it)

 

 

 

Ikaria: l’isola della longevità.

Ikaria: l’isola della longevità.

ikaria

Siamo alla costante ricerca di elisir che prolunghino la nostra vita, nel migliore dei modi.

Saremmo disposti a sorbirci intrugli vari e complesse formule di bellezza, per fermare o almeno rallentare gli effetti del tempo.

E se grazie a nuove metodologie, una parte di ciò è fattibile, siamo lontani dai nostri sogni d’eternità.

Eppure esistono posti dove si vive meglio e più a lungo.

E allora perchè non pensare di trasferirsi lì, dove la longevità sembra il “pane quotidiano“?

E se vi dicessi che questo luogo esiste e non è fittizio?

Se vi raccontassi che è a pochi passi da noi, e che ha anche un nome poetico?

Benvenuti a Ikaria, l’isola della longevità. Il luogo in cui gli abitanti non si ammalano mai, dove si vive meglio e più a lungo.

Dove si trova quest’angolo di paradiso?

Nell’Egeo centro orientale tra Mikonos e Simos. I suoi abitanti hanno un’età media di novant’anni. E le malattie cardiovascolari e tumori sono molto rare.

Si è cercato di capire quali fossero le ragioni dell’isola della longevità e si è scoperto che queste sono alcune delle note a favore dei suoi abitanti.

Ricercatori di tutto il mondo hanno evidenziato che:

  • i cibi sono a chilometro zero;
  • che le persone fanno tanta attività motoria;
  • che tutti dormono almeno dieci ore al giorno;
  •  che non ci sono ansie, tutto è svolto secondo ritmi semplici ;
  • che assumono pochi farmaci, preferendo rimedi naturali;
  • che hanno la buona abitudine di farsi gli affari propri.

Tutto questo mix di espedienti rende, Ikaria un’isola invidiata e invidiabile.

Un posto paradisiaco, affacciato sul mare, in cui prolungare al meglio la propria vita.

Ovviamente seguendo le semplici e chiare regole 😉

Che dite, state già facendo le valigie?

Io un pensierino ce lo farei…

fonte ( amando.it)

 

 

 

Il lucchetto “puzzola” che scoraggia i ladri?

Il lucchetto “puzzola” che scoraggia i ladri.

il-lucchetto-puzzola

Il periodo storico è quello che è. E i furti, purtroppo, sono sempre più frequenti.

Per non parlare dei taccheggi di biciclette.

Merce facile da far scomparire.

Se romanticamente mi piace pensare, che i furti siano spesso causati da eventi e cause intrinseche alle difficoltà. Sta di fatto, che non è così, nelle maggior parte dei casi.

Però, le strettezze e gli impedimenti, ingegnano non solo i ladri ma anche ideatori e produttori di nuove strategie commerciali.

Sì, perché ad ogni problema, ci sono miriadi di soluzioni che possono essere risolutive o no.

E forse proprio cambiando prospettiva, che la soluzione può essere efficace.

Per contrastare i continui furti di biciclette in tutto il mondo, un designer di San Francisco, ha ideato un particolare lucchetto: un lucchetto “puzzola“.

L’idea di Daniel Idzkowski si basa, non sull’infallibilità del lucchetto, ma su una nuova metodologia.

Nello specifico il Skunklock, questo il nome, non è stato pensato come a qualcosa che è difficile forzare. Ma come un meccanismo, che nel suo interno, scoraggia i ladri.

Di fatti, se uno tentasse di aprire con forza il lucchetto ” puzzola”, quest’ultimo secernerebbe un particolare gas, che induce il vomito.

Questo gas perfettamente legale è davvero disgustoso, e può essere attivato solo se si vuole tentare il furto.

Se anche si resistesse a quest’attacco olfattivo, non sarebbe facile comunque passare inosservati.

Gli ideatori hanno dipinto il lucchetto a strisce nere e bianche, ricordando la puzzola, come avvertimento.

E se per caso il proprietario del lucchetto avesse dimenticato o perso le chiavi, gli viene associato un codice, che dà la possibilità di avere una copia della chiavi. Senza dover rischiare di “assaggiare” il gas.

 

Non è detto che sia infallibile ma potrebbe essere una possibilità.

Di sicuro un’idea intelligente.

Che ne pensate, comprereste questo lucchetto ” puzzola” per la vostra bici?

Fonte( notiziedelmondo.info)

 

 

 

La pillola brucia-grassi che inganna l’organismo.

La pillola brucia-grassi che inganna l’organismo.la-pillola-brucia-grassi

Dimagrire è il sogno di ogni persona, che ha, nel proprio peso qualche chilo di troppo.

Ma si sa: per perdere peso bisogna sottoporsi a diete ferree, e a estenuanti sedute in palestra.

Specie, se si vuole, che gli effetti siano duraturi.

In commercio esistono diverse bibite, pillole e intrugli che aiutano o promettono che, usandole, torneremo in forma, senza sacrifici.

Sì, perché il sacrificio costa tempo e fatica e noi “uomini moderni” cerchiamo soluzioni rapide e indolori.

Lungi da biasimare o condannare chi non riesce a dimagrire, per cause serie e genetiche.

Il più delle volte, però, a tanta pubblicità, non consegue lo stesso risultato.

Forse perché si sbagliano i presupposti, come detto sopra.

Eppure sembra che sia finalmente stata trovata la soluzione.

La pillola brucia- grassi di nuova generazione che inganna l’organismo.

Cosa fa questo “miracolo in miniatura” fa credere al cervello che si stia mangiando, attivando il corpo a bruciare l’eccesso. Mettendo in moto il metabolismo.

Il suo nome scientifico è fexaramina e la sua peculiarità si basa sul fatto che non abbia alcun effetto sul sangue. Agendo direttamente nel tubo digerente.

Alla base di questa pillola brucia-grassi ci sarebbe una proteina ( FXR) che si attiva quando mangiamo, rilasciando acidi biliari e modificando i livelli di zuccheri.

Gli studi condotti hanno dimostrato, che  il farmaco in questione, utilizzato per cinque settimane,  blocca l’aumento di peso, abbassa i livelli di colesterolo e soprattutto non ha effetti collaterali.

Per questo la pillola brucia- grassi secondo diversi ricercatori potrà essere presto sottoposta a studi clinici.

Una vera “manna dal cielo” per tutte le persone affette da malattie metaboliche.

Potrà essere una valida soluzione?

Staremo a vedere.

Basta che non venga vista e utilizzata come scappatoia

Perché in tutte le cose, ci vuole anche un pizzico d’impegno.

( fonte scienzaesalute.blogosfere.it)

 

La ruota della giustizia: ti arresto i criminali?

La ruota della giustizia: un modo ingegnoso per aiutare le la-ruota-della-giustiziaindagini?

Al giorno d’oggi la criminalità è alle stelle, o forse lo è sempre stata.

C’è solo, più risalto mediatico, dovuto alle continue news, anse e telegiornali.

Sì, perché, a volte, faremmo davvero a meno di seguire il notiziario, che sembra sempre più, un elenco di cattive notizie e catastrofi.

Eppure la televisione con tutti i suoi connessi, ci rende partecipi di tutto quello che accade nel mondo.

E se è vero che, tante conseguenze negative porta o può portare, soprattutto a chi ne abusa, ha un suo perché.

Sappiamo che ogni programma che si rispetti è legato a fattori, e al tanto famoso share, che ne decreta la fama, ma soprattutto la sua continuazione. O la sua chiusura.

E quando le cose sembrano andare male. Quando lo share decresce e gli spettatori smettano di seguire la trasmissione occorrono idee.

Idee geniali, idee reali, concrete che riportino alto l’ascolto.

Per questo motivo in America una giornalista di Cincinnati ha ideato un quiz che permette di arrestare i criminali.

Direte voi, in che modo è possibile?

Bene, con piccoli aiutini.

Deborah Dixon si è presentata una mattina in tv con una ruota colorata: la ruota della giustizia.

A ogni colore corrisponde una cifra e la foto segnaletica di un criminale.

Si è scoperto così che i milioni di spettatori che seguivano il programma si sono improvvisati bravissimi investigatori.

In pochi mesi sono stati avvistati e segnalati decine di criminali, tra i più variopinti.

I cittadini non solo guadagnano un gruzzoletto ma sono partecipi della vita della società.

Questa ruota della giustizia ovviamente ha diviso le opinioni, tra chi la osanna, e chi pensa che sia una versione aggiornata delle locandine del vecchio West.

Intanto anche altre città sono pronte a copiare il format, per utilizzarlo alla cattura dei criminali.

In venti settimane sono stati arrestati 19 fuggitivi.

E  c’è chi già pensa ad una versione aggiornata con somme offerte da negozianti in cambio di pubblicità.

L’idea potrebbe essere buona o meno, ma una mancanza di fondo esiste comunque.

Perché a furia di tagliare soldi alle forze armate, questo quiz potrebbe diventare virale…

Che ne pensate?

( fonte notiziedelmondo)

 

 

 

 

Una soluzione per la dipendenza da cellulare?

distractagone-custodia per cellulareAl giorno d’oggi nuotiamo in un mare di tecnologia che assorbe sempre più le nostre vite.  Non facciamo un passo senza l’aiuto di pc, tablet, e cellulari.

Come fossero i nostri alter- ego, i nostri “avatar virtuali” . Rendiamo, così, la nostra quotidianità un piccolo “grande fratello” coscientemente o meno.

Viviamo di una vera e propria dipendenza  dal mondo virtuale. Nonostante le nostre convinzioni di poterne fare a meno, siamo h24 in connessione col mondo. Dividendo e condividendo ricette, stati d’animo e problematiche tra le più svariate.

Questo nuovo “modus operandi”, non è, però, privo di conseguenze.  Basti pensare ai diversi licenziamenti dovuti a facebook & co, e agli incidenti dovuti all’uso improprio dello smartphone durante la  guida.

Forse, proprio per questo, sono stati ideati diversi dispositivi  atti a “disintossicarsi” dalla dipendenza del migliore amico dell’uomo moderno: il cellulare.

Tra i diversi sistemi oggi vi parlerò di una custodia.

DistractaGone, questo il suo nome specifico, può contenere fino a 4 dispositivi mobili e funziona con un timer. Impostato il quale, sarà impossibile accedere ai telefoni al suo interno.

Una pratica e comoda soluzione per importanti riunioni aziendali, ma non solo.  Questa piccola cassaforte, in verità potrà essere usata in ogni tipo di situazione, nella quale si richiede concentrazione e zero distrazioni.

La società olandese che ha immaginato il prodotto è pronta per posizionarlo sul mercato. Il team di designer è pronto a scommettere sulla sua tecnologia.

Sarà utilizzato o meno lo vedremo nel prossimo futuro. Potrà fermare, o arginare la dipendenza da cellulare?

Abbiamo davvero bisogno di strumenti simili, o sono inutili panacee?

Eppure io  mi domando: questa custodia è davvero necessaria o sarebbe sufficiente semplicemente un minimo di  buonsenso?